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sinistra

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Il fallimento della scuola pubblica / Promuovere gli asini e produrre i bulli

1. Gli episodi di violenza nella scuola pubblica sono sempre più numerosi, e ad esserne vittime sono ormai frequentemente anche i professori: insultati dagli studenti, aggrediti e picchiati dai loro genitori. L’episodio dell’Itc Carrara di Lucca ha ricevuto una particolare attenzione da parte dei media, e ha visto intervenire anche la ministra Fedeli, che ha auspicato una giusta severità. Un intervento non scontato, in un’istituzione come la scuola, nella quale è stato demonizzato da molto tempo anche il più sensato degli interventi disciplinari. Tuttavia – e questa è la tesi che vorrei sostenere – è del tutto inutile bocciare i peggiori tra i bulli quando la scuola li produce costantemente e ne incentiva la crescita.    Ho letto parecchi commenti all’episodio di Lucca, divenuto l’emblema di un disagio ormai insostenibile. Il Leitmotiv prevalente è la rottura di un patto generazionale, che riguarda anzitutto i rapporti tra gli studenti e le loro famiglie, e che si ripercuote nei rapporti tra le famiglie e gli insegnanti. Il patto educativo che esisteva un tempo, ha scritto per esempio Antonio Scurati su “La stampa”, si è dissolto e per ragioni misteriose non è stato...

Politiche, 4 marzo 2018 / Il crollo del PD

Sarebbe una ingenuità attribuire questa disfatta della sinistra italiana nel suo complesso – non solo quindi del PD – al fatto che essa avrebbe governato male. Penso invece che i governi Letta-Renzi-Gentiloni abbiano fatto un buon lavoro, tenendo conto dei limiti del sistema (un Senato con una maggioranza raccogliticcia). La sinistra è stata punita semplicemente perché, agli occhi della gente, da anni essa è percepita come il Potere. Ormai a ogni elezione si vota contro chi governa – non importa se esso sia di destra, di sinistra, o fuori da questo asse. Nelle democrazie si vota sempre più contro non a favore. Più che la fiducia, prevale la rabbia. C’è da scommettere che se il Movimento 5 Stelle nei prossimi anni assumerà un ruolo dominante e verrà quindi inscritto nel luogo del Potere, prima o poi prenderà una batosta non meno severa di quella che oggi ha preso la sinistra.   Si dice che in questi ultimi tempi la sinistra perda dappertutto: in Francia, in Germania, negli Stati Uniti, in Spagna, e ora in Italia. Ma perde soprattutto perché in questi paesi era ed è percepita come il Potere o come parte integrante di esso. Prova ne sia che l’unico risultato lusinghiero è stato...

I corpi dei capi / Quali sono oggi i corpi della politica italiana?

Esce presso Guanda in una nuova edizione con pagine aggiunte Il corpo del capo, il libro dedicato agli usi politici del corpo di Silvio Berlusconi. Sono trascorsi quasi dieci anni dalla prima edizione. Ne discutono l’autore del libro, Marco Belpoliti, e lo storico Sergio Luzzatto, autore de Il corpo del duce e di Padre Pio, entrambi pubblicati da Einaudi. Quali sono oggi i corpi della politica italiana?    Belpoliti: Berlusconi è tornato, sotto forma di una mummia. Un revenant, totalmente rifatto nel viso e nei capelli. Una specie di Nosferatu che proviene dall’oltretomba. Com’è possibile che, nella storia dell'Italia moderna, dal corpo di Mussolini si arrivi al corpo di questo ottantenne che pare avere ampie possibilità di successo elettorale, il prossimo 4 marzo? Sembra quasi che Berlusconi, ormai, possa fare a meno di un corpo.   Luzzatto: Da un lato, si misurano oggi gli effetti di medio periodo del referendum del 4 dicembre 2016, quello perso da Renzi sulla riforma della Costituzione. E si misurano gli effetti del fatto che negli anni scorsi, anche al tempo del suo massimo appannamento fisico e politico, Berlusconi (come Mussolini) ha avuto la forza di non...

Un'inchiesta (parte II) / Tre domande sull'antifascismo oggi: Lagioia, Sarchi, Inglese

Per provare a interrogarci e confrontarci sull'antifascismo oggi abbiamo posto ad alcuni intellettuali e collaboratori queste tre domande, a cura dello storico Claudio Vercelli. Pubblichiamo oggi tre ulteriori risposte (qui le prime: Valerio, Cortellessa, Manera).   1. Perché si dovrebbe continuare ad essere antifascisti se è vera l’affermazione, che si fa assunto di senso comune, per cui destra e sinistra sarebbero due distinzioni che non hanno più motivo di esistere? Se invece continua a sussistere una linea di differenziazione tra i due aggregati, quali ne sono le discriminanti in senso antifascista?   2. Se l’antifascismo non si è esaurito, in cosa si deve allora sostanziare? Allo stesso tempo, se il fascismo non è mai del tutto scomparso, sotto quale natura e con quali aspetti si manifesta oggi?   3. Prova a legare alla parola «fascismo», in successione, secondo una scala decrescente di pertinenza, questi cinque termini; ciò facendo ne deriverà quelli che per te sono i tratti salienti e prioritari in cui esso si sostanzia: A) razzismo; B) populismo; C) sovranismo;  D) identitarismo; E) [termine a tua scelta, da scegliere al di...

California dreamin'? / Scissione PD

Quali sono le vere ragioni della recente scissione dal Partito Democratico? Alcuni dicono che non si tratti di una scissione quanto piuttosto di una disgregazione del PD. E colpa ne sarebbe l’incapacità di Matteo Renzi di mediare tra i vari leader e anime del partito. È probabile che Renzi abbia commesso errori e che manchi di talento mediatore, ma credo che il processo di frammentazione del PD vada al di là di meriti o demeriti di singoli: declina all’italiana un processo di crisi globale, che dall’esterno appare suicidario, della sinistra occidentale.  Oggi la sinistra è fortemente divisa, e quindi perdente, nella maggior parte dei paesi. Negli USA molti che avevano votato Bernie Sanders, e che detestano Hillary Clinton come emblema dell’establishment, non hanno votato, permettendo così la vittoria di Trump (ma conosco personalmente vari americani che hanno votato per Sanders alle primarie e per Trump come presidente). In Gran Bretagna si approfondisce la spaccatura tra i deputati laburisti, che sono su posizioni di sinistra moderata, e la base del partito laburista, che appoggia il segretario socialist Jeremy Corbyn. In Francia per le presidenziali la sinistra schiera ben...

Speranza, fede, carità, amore e desiderio / C'è bisogno di pessimismo

Le opere di Terry Eagleton, noto «leftist» inglese, si leggono in genere volentieri perché sono intelligenti, dotte, acute e ben scritte. Che poi siano pienamente originali, è un'altra storia, giacché l'autore sembra forsennatamente leggere e attingere ovunque, e delle sue prede spesso le tracce si vedono benché non citate. Lo si avverte anche nel suo saggio sulla speranza, un tema sul quale ho scritto anch'io in queste stesse pagine: il mio autore principale era Albert Camus con la sua speranza umana senza speranza divina. Gli autori di Eagleton sono molti ma i suoi autori-chiave sono Walter Benjamin con la sua speranza realista non ottimista e San Paolo, per il quale la fede sarebbe realismo e non una questione di ingenuo ottimismo. C'è bisogno di pessimismo, afferma ripetutamente Eagleton e come dargli torto: forme di ottimismo eccessivo sono moralmente dubbie, come il pensiero teologico della teodicea, ovvero la risposta alla domanda su come Dio possa permettere il male, con l'asserzione che dal male non può che provenire il bene, anzi quello sarebbe di questo la «preziosa condizione». Persino forme più miti di ottimismo sono banali e non costruttive; serve pessimismo, ma non...