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The social Thought of Zygmunt Bauman

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Dall'Urss a Israele all'Inghilterra vita e pensiero / L'avventurosa vita di Bauman

Uno dei più radicali, e popolari, critici del mondo contemporaneo: così verrà ricordato il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman. Era un uomo minuto e gentile, piuttosto buffo per quesi due sbuffi di sottili e spettinati capelli bianchi che si gonfiavano sopra le sue orecchie, e lo facevano assomigliare a un folletto. Quando lo conobbi a Parigi agli inizi degli anni Ottanta, assieme all’amata moglie Janina (autrice di due notevoli libri di memorie: Inverno nel mattino e Un sogno di appartenenza, entrambi pubblicati da il Mulino, che introdussero una profonda trasformazione nel modo di intendere la condizione dell’ebreo da parte di Bauman), egli era noto in Italia soltanto per un grosso libro intitolato Lineamenti di una sociologia marxista (Editori Riuniti 1971) e per il lungo saggio Cultura come prassi (il Mulino 1976). Mi parve assai amareggiato dall’esilio, felice di poter parlare nella sua lingua madre e assai fermo nelle sue convinzioni: un marxismo critico, fortemente influenzato dal pensiero di Gramsci, visto con diffidenza, in Europa, sia dalla sinistra che dalla destra. Aveva abitato prima in Israele (dove insegnò all’Università di Haifa e Tel Aviv) e poi, dopo un...