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Stefano Vaja

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Archivio Zeta al Passo della Futa / Macbeth e Heidegger al Cimitero militare germanico

Sembra di essere nella brughiera scozzese, qua sui monti d’Emilia. Specie se la giornata è fresca, come capita in questo agosto. Prati rasi. Un odore che all’inizio non sai bene identificare. Un cerchio di monti intorno. Un lago (Suviana?) sullo sfondo. Qualche fiore viola. Qualche ghirlanda funebre secca tra le distese di pietre tombali allineate, che conservano i resti di soldati nati, in gran parte, nel 1924, nel 1925, e morti nel 1944-45 sulla Linea Gotica, sotto le bandiere del Führer. Un’altra violenza in scena nel silenzio odoroso (ma cosa sarà quell’odore?) del Cimitero militare germanico della Futa, sotto la grande ala spezzata a mosaico di tessere di pietra del sacrario, un po’ nibelungico, sul culmine della collina. “Heil Macbeth”, salutano i messaggeri, dopo che le arcane sorelle, le streghe, come pipistrelli, come incappucciati del KKK, hanno fatto la loro profezia e si sono allontanate: “Macbeth, sarai re”. Cicale. Un rumore di motore in lontananza, attutito. Suono leggero di marimba.   ph. Franco Guardascione   Macbeth di Archivio Zeta va in scena in modo itinerante nel luogo che la compagnia di Firenzuola (ora residente a Bologna) ha scelto da anni per...

Santo Genet della Fortezza

Qualcuno, entrando nel carcere di Volterra durante il festival firmato da Armando Punzo, avrebbe potuto credere che la prigione fosse un luogo luminoso, di creatività, perfino di gioia, e non quella fossa della nostra società, quello specchio delle nostre paure e dei nostri fallimenti che è. Il festival Volterrateatro, che celebrava venticinque anni di quotidiano lavoro in carcere di Armando Punzo e della sua Compagnia della Fortezza, è stato ambientato quasi interamente tra le mura dell’antico castello-penitenziario mediceo.     I cortili separati da grosse sbarre sono stati trasformati in luoghi teatrali e ribattezzati spazio Dalì, spazio Brecht, spazio Artaud, spazio Kafka, spazio Leopardi, spazio Genet. Dalle 15 del 23 luglio alle 21.30 del 26 in essi si sono succeduti spettacoli teatrali, di poesia, di musica. Ogni giorno si iniziava con la nuova creazione di Punzo, quest’anno con più di cinquanta detenuti attori in scena, Santo Genet Commediante e Martire, e si proseguiva con alcuni dei più bei nomi della scena italiana.     Danio Manfredini con Incisioni alla Fortezza ha...