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stelle

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Il sole / Biografia di una stella speciale

La nostra galassia, la Via Lattea, contiene centinaia di miliardi di stelle, e nell'Universo ci sono centinaia di miliardi di galassie. È ragionevole credere che il Sole sia una stella speciale? Lucie Green, fisica e divulgatrice scientifica, già ricercatrice presso il Mullard Space Science Laboratory dell'University College di Londra, ne è sicura e spiega perché nel saggio Viaggio al centro del Sole (il Saggiatore), e riesce a tenere avvinto il lettore fino alla fine delle sue quasi trecento pagine, nonostante la complessità dell'argomento.  Non c'è dubbio che per noi il Sole sia una stella speciale e unica. Se fosse anche solo di poco diverso da come è, o se fosse soltanto un poco più vicino o più lontano, non saremmo neppure comparsi; viviamo grazie a lui. Lo avevamo capito ben prima di saperlo scientificamente e per questo lo abbiamo venerato per secoli e secoli. Non c'è religione antica che non ne abbia fatto il simbolo di grandezza, potenza, vita, bellezza e bontà. «Ti levi bello all'orizzonte del cielo/Aton vivente che hai iniziato la vita…/sei bello, grande/splendente…/Sei la durata della vita, perché si vive di te». Così lo canta, per esempio, un inno risalente all'...

Un mondo di mondi / Alla ricerca della vita intelligente nell'Universo

Da circa tre milioni di anni camminiamo su due gambe e ancora non ci siamo adattati perfettamente a questa nuova posizione, come dimostra il fatto che soffriamo spesso di mal di schiena. È un piccolo  svantaggio rispetto agli innumerevoli benefici che ne abbiamo tratto, tra i quali c'è anche l'aver potuto sollevare il capo e guardare il cielo. Può sembrare una cosa da poco, quasi un dettaglio romantico rispetto al resto, ma non è così. Lo sguardo verso l'alto, verso le stelle potrebbe avere segnato l'inizio della capacità speculativa, forse addirittura, come pensano alcuni, è stato il primo gesto che ha portato alla religione e alla spiritualità. Senz'altro è stato il primo inizio della cosmologia. Da allora non abbiamo più smesso di scrutare la volta celeste con meraviglia e timore, talvolta con la sensazione di essere persi nella sua ostile, immensa oscurità; talaltra, invece, sentendoci racchiusi in una sorta di bolla stellare protettiva in cui possiamo vivere al riparo dai pericoli dell'Universo circostante. Nell'ultimo secolo, la scienza ci ha costretti a pensare il mondo in modo del tutto nuovo, ci ha snocciolato  numeri e date astronomici – 14 miliardi di anni l'...

Jazzi. Secondo natura / Stelle

  Jazzi è un programma di valorizzazione del patrimonio ambientale dell'area di Licusati (Camerota) a ovest dell pendici del Monte Bulgheria nel Parco Nazionale del Cilento e dell Vallo di Diano, per abitare la relazione con la natura. Il concorso termina l'11 ottobre.   La serie dei testi Secondo Natura vuole evidenziare il medesimo ritorno alle esperienze sensoriali riferendosi a quegli elementi che incontriamo ogni giorno nel mondo intorno a noi: acqua, vento, onde, nuvole, sabbia, polvere, pietre, stelle, eccetera. Un viaggio sensibile e intellegibile che auspichiamo, sulla scorta degli antichi poeti e filosofi, sia davvero secondo natura.   Guardare le stelle è un’attività che sembra piacere a tutti, in particolare ai poeti e agli scrittori. Gli artisti, musicisti compresi, sono attratti dal cielo stellato. Tra i tanti possibili accompagnatori in questa visita al cielo sopra di noi – come viatico al senso morale dentro di noi, per citare l’intramontabile Immanuel Kant –, ci possiamo rivolgere al signor Palomar. Tra le molte attività visive del personaggio di Italo Calvino c’è anche l’osservazione del cielo.  Di giorno fissa la Luna, che gli appare...

Quante cose riesce a fare la gente che non è mai nata / Roma. San Lorenzo

Un anno fa, nella settimana di Pasqua del 2015, a seguito di circostanze difficilmente riassumibili, mi ritrovai un sabato mattina seduto alla scrivania di un agente immobiliare al quale stavo per presentare un’offerta di acquisto per un appartamento al quarto piano di un palazzo di via dei Sabelli a San Lorenzo. L’appartamento era uno degli esempi di case operaie di ringhiera, molto simile a quello di palazzo Lamperini in via Tiburtina in cui Monicelli girò I soliti ignoti: soffitti con travi a vista, pavimenti originali in graniglia, ingresso affacciato su un romanticissimo ballatoio. Trasferirmi a San Lorenzo, era l’ultimo dei miei desideri, ma l’appartamento era una vera occasione, e l’alta redditività che il quartiere garantisce nel mercato degli affitti ne faceva in ogni caso un affare. Il motivo per cui alla fine non presentai l’offerta era legato a una postilla presente nel modulo della proposta d’acquisto che mi indusse a prendermi ancora del tempo per riflettere, tempo che fu sufficiente a far svanire l’occasione.    Da allora, tuttavia, ogni volta che passo per San Lorenzo, mi interrogo su come sarebbe stata la mia vita se mi fossi trasferito con tutta la...