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Salmon Calling / Clash, dopo lo storytelling

Tre figure in velocità. Velocità, ma non solo velocità. Accelerazione, sincronia, sospensione, differimento, immediatezza, instabilità, collisione... È difficile che un discorso sulla comunicazione politica contemporanea non implichi riferimenti a quell'orizzonte che dopo Paul Virilio possiamo chiamare "dromologico". L'Ère du Clash di Christian Salmon individua almeno tre figure perfettamente dromologiche, prima di giungere a quella che dà titolo al libro (la traduzione italiana di Luca Falaschi per Laterza però si intitola Fake. Come la politica mondiale ha divorato sé stessa). La prima figura è l'accelerazione, quindi l'incremento della velocità di spostamento. Se la velocità è il valore che considera spostamenti e intervalli di tempo in funzione reciproca, nell'accelerazione è la velocità stessa che si sposta. È perfettamente di senso comune, e quindi banale, osservare quanto siano accelerate le dinamiche della vita contemporanea. Accelerano i cambiamenti, accelera la vita stessa, nello stesso intervallo di tempo riusciamo a comprimere molte più attività, per esempio comunicative. Non altrettanto comune è però la coscienza dell'entità di tale accelerazione.    Eric...

Complex tv e complex life / Una risata seppellirà il ridicolo

Una risata sì, il ridicolo no. Il ridicolo richiede uno schieramento: uno è ridicolo, un altro lo de-ride.  Pirandello, che era crudele, esemplificò con la vecchia mantecata che cerca di esorcizzare il degradarsi della sua bellezza con un trucco pesante e insensato: tu la vedi passare, e ridi, perché è ridicola, perché hai diritto di de-riderla.   Ma la vecchia come sta? Non se ne rende conto, non coglie il contesto, non vede se stessa, non pratica insomma il distacco dal suo ego, non vede lo specchio come un luogo di verità, e non giunge all’ironia, che è il distacco dalle cose e da stessi, e la capacità di renderci a noi stessi prospettici, ovvero auto-ironici. Potrebbe essere comodo mettere nello stesso recinto i dittatori, i torturatori, gli sterminatori, i potenti, i prepotenti, i supponenti, circondandoli di una staccionata che li imprigioni nel loro moralismo, nel loro autoritarismo, nella loro supponenza, nella loro avidità, nel loro maligno narcisismo, i padroni, gli amministratori delegati, i capiufficio, i funzionari statali, i poliziotti con manganelli e idranti… Se ne starebbero tutti lì, a darsi di gomito e a sbraitare, e a minacciare noi che stiamo fuori...

Post-verità / Storytelling versus verità

“Che cosa è la verità”? (Giovanni, 18:38) La verità non prospera nella nostra epoca di pragmatismo anche filosofico. Il pragmatismo è stata la filosofia più influente nel XX secolo, e si riassume nell’idea che in fin dei conti è vero ciò che è utile. E oggi è massimamente utile (per certi) sfruttare ciò che la massa crede sia verità. Nell’antica Roma per tenere buona la plebe si davano a essa panem et circenses, pane e spettacoli; oggi per conquistare il suo consenso le si danno in pasto pseudo-verità.   Nelle campagne di gran parte d’Europa, anche in Italia, è diffusa questa “informazione”: che da un aereo vengono lanciate vipere nelle campagne. Siccome le vipere sono a rischio estinzione, per mantenere l’equilibrio ecologico occorre immetterne esemplari. Questo a opera della Forestale o di qualche altro ente statale. È una leggenda metropolitana, anche se questa leggenda è virale in zone rurali, non nelle metropoli. Quando cerco di convincere qualche contadino o contadina che la cosa non è possibile – perché un fatto del genere finirebbe sulle prime pagine dei giornali e innescherebbe un poderoso attacco al governo, ecc. – fallisco puntualmente. Penso che un Trump italiano...