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Tiziana Cantone

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Porno. La morte della sessualità

I due volti della vergogna   La vergogna ha due volti. Da un lato è sentimento interno, che si prova di fronte a un gesto del soggetto, il soggetto si divide in due: la parte che ha commesso quel gesto, prima, la parte che giudica il gesto commesso come disonorevole, dopo. Il contrasto tra queste due istanze produce vergogna, come se il soggetto si svegliasse da un sogno. Per esempio, il sogno di essere nudi di fronte a persone di rispetto. Sogno d’inibizione. Freud ci ha insegnato cha accade a tutti, dunque la vergogna diminuisce.  La vergogna ha un lato interno e uno esterno, posso provare vergogna di fronte a me stesso, senza che altri conoscano le vicende che me la procurano. Per alleviare le pene della vergogna posso confidare le vicende che mi hanno condotto a vergognarmi. Ne parlo a persone di cui mi fido, ma mi metto a rischio. La persona che riceve le mie confidenze può custodirle, dirmi una parola di conforto, che serva a rendere la vergogna più lieve, ma può condannarmi oppure approfittare della mia confidenza, per render note queste vicende agli altri. Così si rompono le amicizie, così si creano le ferite familiari. Ma c’è di più, può accadere che il gesto...

Il nemico non c'è / Nessuno ha ucciso Tiziana

Andiamo subito al punto: se vogliamo capire davvero la vicenda di Tiziana Cantone, dovremmo mettere da parte questo sentimento divenuto oramai mantra costante della Rete: l’indignazione morale. Una volta Marshall McLuhan disse: “L’indignazione morale è la strategia adatta per rivestire di dignità un imbecille”. Mai parole furono più appropriate: indignarsi è il più facile degli stratagemmi retorici, quando non si ha poi molto da dire, ma lo si vuole dire con la voce più alta possibile. E in una logica da economia dell’attenzione quale è quella che guida i social network, basta gridare più forte per ottenere il numero più alto di like e commenti compiaciuti dalla propria cerchia di pubblici connessi.   Per cui – mi spiace – ma non trovo grande differenza tra le predicazioni morali che in queste ore hanno voluto interpretare forzatamente la vicenda di Tiziana, incanalarla nel proprio frame valoriale, con l’unico risultato di tracciare linee di confine tra giusto e sbagliato, individuare il barbaro contro cui scagliarsi. Ci sono quelli che hanno fatto passare Tiziana come una vittima – il nemico sceglietelo voi: la Rete, il cyberbullismo, il giornalismo di costume, i milioni di...