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Tullio Kezich

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15 giugno 1920-15 giugno 2020 / Alberto Sordi, neonato feroce

Cento anni fa nasceva Federico Fellini. Ma questo 2020 segna anche un altro anniversario a tre cifre: quello di Alberto Sordi, nato a Roma il 15 giugno 1920. Amici fin dai tempi difficili della guerra, poi complici nelle prime e non sempre fortunate scorribande sul grande schermo, si può dire che Fellini e Sordi abbiano condiviso lo stesso sguardo critico e al tempo stesso curioso, da “osservatori partecipanti”, su quello strano oggetto chiamato Italia. Lo hanno fatto con modi ed esiti diversi: Fellini diventando un pilastro della storia del cinema mondiale; Sordi, più modestamente, di quella nazionale. Entrambi, e in particolare Sordi, sono stati forse più amati (e odiati) che realmente studiati: una carenza alla quale Alberto Anile, critico e storico del cinema, ha provato a porre rimedio con il suo Alberto Sordi (CSC-Edizioni Sabinae, 2020). Il testo che segue è tratto dal decimo capitolo del libro, dedicato appunto al rapporto fra l’attore romano e il regista riminese: lo pubblichiamo per gentile concessione dell’autore e degli editori Felice Laudadio (CSC-Cineteca Nazionale) e Simone Casavecchia (Edizioni Sabinae), ai quali va il nostro ringraziamento.   Alberto è...

31 maggio 1930-31 maggio 2020 / Clint Eastwood, un cineasta contro

A novant’anni, Clint Eastwood è ormai un mostro sacro del cinema americano, praticamente intoccabile. Ma non è sempre stato così, soprattutto in Italia. Quando con Riccardo Bianchi avevamo deciso di dedicare una monografia all’attività di Eastwood come regista, nessuna delle case editrici che avevamo interpellato voleva pubblicarla: “Eastwood?! Ma state scherzando? Per carità!”. Questo succedeva nei primi anni Ottanta, prima che la Cinémathèque Française gli dedicasse una retrospettiva completa. Ancora oggi sarei curioso di vedere quanti sarebbero disposti a dire così, “di cuore”, che Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (Dirty Harry, 1971) di Don Siegel è un film meraviglioso.    Il libro siamo poi riusciti a pubblicarlo nel 1987, grazie all’Assessorato alla cultura del Comune di Varese, con il titolo Tutti i film di Clint Eastwood; e qualche anno fa, nel 2013, con l’aiuto dell’amico Alberto Crespi, l’abbiamo anche potuto ristampare con un nuovo titolo, Alba di gloria. Il cinema di Clint Eastwood dagli esordi a Heartbreak Ridge, per i tipi di Castelvecchi. All’epoca della prima edizione, Riccardo e io siamo riusciti perfino a incontrare Eastwood di persona,...

Giulio Questi. Il ritorno della letteratura partigiana

Giulio Questi ha avuto una vita lunga, piena di reincarnazioni, sprofondamenti ed emersioni. Prima tutta la Resistenza, dal primo all’ultimo giorno, nelle valli bergamasche in almeno un paio di bande piuttosto discusse; poi, a seguito della “smobilitazione morale” del Paese (per dirla con Nuto Revelli), l’avventura nella Roma del cinema. Nel frattempo aveva animato, con altri giovanissimi antifascisti, nei tempi ancora ricchi di fermenti del 1946-48, per cinquantatré numeri una rivista quindicinale di politica e cultura – «La Cittadella» – assai innovativa nel panorama provinciale dell’epoca. Tanto da aver avuto nove sedi esterne con responsabili quali Tullio Kezich a Trieste, Romolo Valli a Reggio Emilia, collaboratori come Bo, Cecchi, Contini, Malraux, René Clair magari solo per un articolo e, più diffusamente tra gli altri, Anceschi o Capitini, mentre Questi era il referente per la letteratura con recensioni (ad esempio sull’Antologia di Spoon River), riflessioni militanti e racconti quali La cassa. Quest’ultimo attirò l’attenzione di Vittorini, che gli mise a disposizione...

Ombre ad Asiago

  Asiago – 28 settembre 2005   Penultimo giorno di riprese de “La strada di Levi” di Davide Ferrario. Incontriamo Mario Rigoni Stern, ci passiamo assieme quasi tre ore; la casa è rosa, modesta, nel punto preciso sul margine del bosco che immaginavo. I suoi vicini sono Tullio Kezich, che non c’è mai, ed Ermanno Olmi. Ci portiamo con i mezzi nei pressi di una vecchia colonia di frati, ex caserma ex prigione ex bordello (nelle intenzione repubblichine) e lì inizia il lavoro. Rigoni è meravigliosamente disponibile, disinvolto davanti ai numerosi ciak: si parla di Primo Levi, Marco Belpoliti lo intervista per La Stampa, io gli chiedo dei formaggi e lui mi spiega come giudicare il buon Asiago. Poi Davide gli fa leggere alcuni passi della lettera scritta il giorno dopo la notizia del suicidio di Primo Levi. La lettera è in Aspettando l’alba e altri racconti (Einaudi, 2004), il titolo è “La Medusa non ci ha impietriti”. Mario Rigoni Stern cita alcuni versi di Primo Levi, la poesia è A Mario e Nuto, la trascrivo: Ho due fratelli con molta vita sulle spalle, / Nati all’ombra...