Categorie

Elenco articoli con tag:

Un giorno di pioggia a New York

(3 risultati)

Una riflessione sull’ultimo film / Allen: il cliché è un atto politico

Come in quel vecchio film con Jane Fonda e Rod Taylor – Una domenica a New York (1963) – la gita in città viene funestata dalla pioggia. E proprio come in quel vecchio film, sarà l’acquazzone a rendere la giornata speciale, permettendo alla città di prendere il sopravvento. Sarà solo grazie a un tale inconveniente che New York potrà, infatti, rivelare alla coppia di giovani studenti che a essa fiduciosi si rivolgono il suo lato nascosto, aprendogli le sue case, i suoi interni, oltre la facciata.  Tante volte il nostro Woody ha raccontato New York, i suoi nevrotici e logorroici personaggi ma il modo in cui procede in questo film è molto diverso dal solito. Intanto, per un basilare problema di punto di vista: la New York di Un giorno di pioggia a New York, al contrario di quella di Manhattan e degli altri film ambientati nella grande mela da Allen, è raccontata da soggetti che la guardano e la desiderano dall’esterno.    "Una domenica a New York”, 1963. “Manhattan”, 1979.   “Un giorno di pioggia a New York”, 2019. Si può, quindi, cominciare col notare come questo film possa essere possa essere più proficuamente inquadrato in continuità con l’ultima...

Dal trailer al film / Cara, vecchia New York

È uscito l'ultimo film di Woody Allen. Leggenda vuole che ormai il nostro ne sforni uno bello e uno no. Va da sé che sia importante mantenere attentamente il conto di quale sia l'ultimo e di quale sia stato il precedente. Ma la prolificità è elevata, e il compito è arduo. Basta distrarsi un attimo e l'alternanza non torna più: il precedente La ruota delle meraviglie è stato un buon film, più drammatico che divertente, che ha alimentato la nostalgia del Woody Allen âge d'or.    Timothée Chalamet, Elle Fanning e Woody Allen sul set del film. Ebbene, Un giorno di pioggia a New York. Film bloccato all'uscita per un po' a causa di polemiche collegate al #metoo. Qualcuno ne approfitta per rifare i calcoli, e per capire se il ritardo involontario, rallentando il ritmo, possa aver influito in un modo o nell'altro positivamente sulla qualità. Ciò nonostante, se il principio dell'intermittenza vale, a occhio questo dovrebbe essere il turno del meno riuscito. E il trailer sembra darne triste conferma, troppo lungo, e troppo chiaro: non preannuncia niente di buono. L'unica nota positiva, colta per lo più dagli appassionati di dettagli biografici, è – se escludiamo Basta che...

Il senso del ridicolo 2019 / Dobbiamo bruciare Allen?

Ce lo immaginavamo così il Giubileo d’oro di Woody Allen con il cinema (1969-2019)? Credo proprio di no. Non certo con l’ormai ottantatreenne regista che cerca confusamente di parare i colpi dell’assalto mediatico parlando di “caccia alle streghe” (un termine che sarebbe meglio adoperare con prudenza, carico com’è di risonanze storiche e politiche, specie negli USA). Né con le attrici e gli attori (da Rebecca Hall a Mira Sorvino, da Colin Firth a Timothée Chalamet) che, dopo aver lavorato con lui, fanno pubblica ammenda. E nemmeno con la distribuzione del suo penultimo film, Un giorno di pioggia a New York, tutt’ora incerta negli Stati Uniti, con tanto di conseguenze legali (in Italia invece uscirà il prossimo 28 novembre): una beffa, per il regista più “regolare” della storia del cinema americano.   Ammettiamolo: in questo frangente parlare di Allen è, per usare un eufemismo, meno facile che in passato. Fino a qualche tempo fa si litigava al massimo sui film, con l’eterna diatriba tra fan e detrattori. Poi, sull’onda del movimento Time’s Up (al quale peraltro hanno dato un contributo decisivo gli articoli dell’unico figlio biologico di Allen, Ronan Farrow), sono tornate a...