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Giovanni Ziccardi / Tecnologie per il potere

Oggi l'autore Giovanni Ziccardi dialoga con Giulio Giorello, alle ore 14.00, Sala George Eliot (Bookpride, Milano).   In apparenza il saggio di Giovanni Ziccardi Tecnologie per il potere (Cortina, Milano, 2019, 16 €) è un manuale che insegna – ce lo dice il sottotitolo – “Come usare i social network in politica”. Dalle vittorie di Obama e Trump negli USA, dall'esito a sorpresa del voto su Brexit, dalla resistibile ascesa del Movimento 5 Stelle e dalla “Bestia” che inonda i social con i “Selfini”, abbiamo imparato che senza un'efficace e costosa task force in grado di gestire la comunicazione con tattiche di “propaganda paramilitare” (p. 206) un leader politico verrebbe immediatamente spolpato dalla campagna elettorale permanente che caratterizza la fast politics nella quale ci dibattiamo. Le cose che un politico deve sapere per reggere la competizione sono davvero tante e spesso costose. In primo luogo è necessario sapere che la rete cambia molto velocemente. Ziccardi individua tre fasi. La prima è “connessa all'idea romantica (…) che i computer potessero – e dovessero – servire per migliorare la vita dell'essere umano, soprattutto in rapporto alla società nella quale l'...

Verso il futuro: dubbio e imprecisione / Lo scudo di Achille

Lo scudo bronzeo di Achille poco dopo la fine della guerra di Troia era da mettere senz’altro nella vetrina di un museo ma forse da rottamare come strumento di guerra. Eppure, quando era in uso con dietro Achille imbestialito, probabilmente faceva l’effetto di una bomba H e ne parlava tutto il Mediterraneo: arte, metallurgia, tecnologia, scienza, religione al servizio di Ares, Fobos e Deimos. Perfino noi di adesso siamo ancora in grado di tremare di paura, infilando con la fantasia lo scudo narrato da Omero nel braccio sinistro del più cattivo dei bronzi di Riace, quello coi riccioletti che sta a Reggio Calabria. Invece un contadino del Sannio, con la sua razione di fagioli e pancetta nella scarsella, si sarebbe sganasciato dal ridere al solo vederlo di lontano, con tutta la sua Quadrata Legione Romana. Eppure molti, a quei tempi di conquista della Britannia, sognavano il ritorno all’età del bronzo, dopo che l’età del ferro, pagata cara a rate dal consumatore, aveva sortito un risultato tremendo: basta solo pensare al coltello a serramanico di sarda memoria, dimenticando però “sottoprodotti negletti” come vomeri, zappe, badili...   Qualche tempo fa, in un momento di...

Lo spettro dell'anonimato / Le prigioni di internet e la tirannia di Wikipedia

Non so bene da dove iniziare. Forse l’esperienza personale, a cui non ricorro quasi mai, in questo caso funziona: è esplicativa. E quanto segue può sembrare ormai palese, eppure ce se ne dimentica di frequente. Un semplice esempio: il primo gennaio 2017 ricevo una telefonata che, con voce sgomenta, mi domanda: “Non sei su fb? E allora come riesco a farti gli auguri di buon anno?”. Certo, verrebbe da ridere e ribattere: “Scusa, perché non ci facciamo gli auguri al telefono, visto che mi hai chiamata?”. Suppongo sarebbe tempo perso. Impiego internet da suoi primordi, e non mi pareva una schiavitù. Ora non solo se ne è schiavi, ma pure impossibilitati, seppur innocenti, a uscire dalla galera. Mi rallegro (e sto mentendo) con chi come me non la pensa, ovvero coi tanti e le tante che vagano nella confusione di essere se stessi/e rispetto alle menzioni del loro nome su un motore di ricerca, specie su google: di tali menzioni ne cercano, ricercano, desiderano sempre troppe, pure quando non ne avrebbero alcuna necessità. A contare, a mio avviso, dovrebbe piuttosto essere la propria individualità e professionalità, la propria onestà, al di là delle menzioni (o menzogne).   Ho in mente...

Tra “nuovismo” e “pigrismo” / L'utopia di Wikipedia

Wikipedia è il tentativo più audace e ambizioso di raccogliere e condividere la conoscenza umana. È un progetto gigantesco e generoso, un'utopia di straordinaria fertilità, che ha coinvolto milioni di volontari di tutto il mondo per un obiettivo comune: mettere il sapere di tutti, in tutti i campi, a disposizione di tutti. È una delle esperienze che meglio caratterizza la rete, o meglio il web 2.0, nato dalla collaborazione di tutti gli utenti – o perlomeno, di tutti gli utenti di buona volontà: è “la nave ammiraglia della flotta della 'citizen science' (…) e l'esempio più lampante della 'dilettantizzazione', o, più esattamente, del revival dello studioso dilettante” (Peter Brown, Dall'Encyclopédie a Wikipedia, Il Mulino, Bologna, 2013). Il successo è innegabile, visti il numero di collaboratori coinvolti, la quantità di voci pubblicate, il successo di pubblico. È da anni tra i 10 siti più visitati del mondo, nell'agosto 2015 dichiarava di essere presente in oltre 291 lingue (di cui circa 280 attive), con 35 milioni di voci (di cui circa 1,3 milioni in italiano) e 135 milioni di pagine. Già nel 2006 gli utenti che avevano fatto più di 5 interventi erano oltre 75.000.   ...

Storia e cronaca / Il terremoto, Wikipedia e il tempo

Domenica 30 ottobre ero inchiodata, come milioni di italiani, di fronte alle immagini del terremoto che ha colpito, di nuovo, il centro Italia. Le immagini erano un po’ sgranate, pixellate, e già questo, in tempi di Full HD e banda larga e fotocamere sensibilissime nei cellulari, dava tangibile evidenza della difficoltà delle comunicazioni. Era un segno evidente dell’inciampo, dell’inadeguatezza della tecnologia, o per meglio dire dei suoi limiti, anche della sua fragilità, che a volte rischiamo di non percepire più. Sentiti per telefono i miei parenti, saputo che stavano bene fisicamente, benché fossero provatissimi nello spirito, gli occhi tornavano alle immagini televisive. Soprattutto a quella facciata della basilica di San Benedetto, foglio di pietra rimasto miracolosamente in piedi mentre, dietro, mura e tetto sprofondavano, accumulandosi in macerie scomposte. Era come guardare il volto di Medusa, col fascino e l’orrore che si rincorrevano a gara.   Guardando quella chiesa bellissima, che colpevolmente non avevo mai visto di persona, pensavo che – come la Siria, ad esempio – esistono luoghi, nel mondo, che sembrano scolpiti nell’eternità: uno pensa “prima o poi devo...