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William Forsythe

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Forsythe: vedere alla voce del verbo danzare / A Quiet Evening of Dance

A Quiet Evening of Dance di William Forsythe, andato in scena in prima nazionale al Teatro Grande di Brescia e poi al Teatro Valli di Reggio Emilia, è un capolavoro omogeneo, essenziale e dotato di grande trasparenza. La serata, composta da cinque brevi composizioni, tra cui figurano due nuove creazioni, ha un carattere introspettivo, intimo ma anche ironico che si concilia perfettamente con la capacità di pensare e scrivere la coreografia dell’artista americano nato a New York nel 1949.  La complessità cristallina dell’architettura dello spettacolo non è causa della riuscita della serata, ma un effetto che – pur nel suo essere direttamente, piacevolmente “scenico” – non corrisponde a un desiderio di ostentazione di un qualche tipo di sfarzo intrinseco. La drammaturgia della coreografia composta da William Forsythe si dispiega davanti al pubblico esattamente come è, senza fronzoli: organica, aperta, leggibile, chiara. Le volute tracciate dai virtuosismi dei danzatori, le maestrie tecnico-compositive e l’evoluzione di natura costantemente inventiva dei movimenti corporei sono espressione, sullo schermo della superficie esterna dello spettacolo, dell’esito di una ricerca molto...

Romeo Castellucci al Festival d'Automne

A pochi giorni dalla conclusione di E la volpe disse al corvo, la rassegna che Bologna ha dedicato a Romeo Castellucci, il Festival d’Automne di Parigi annuncia nel programma della prossima edizione un articolato omaggio al regista cesenate, che si affianca ai ritratti dedicati al compositore Luigi Nono (scomparso nel 1990), e al coreografo William Forsythe. E se ogni anno il festival dedica un focus particolare a uno o più artisti, il fatto inedito è che sia l’omaggio a Castellucci che quello a Luigi Nono si protraranno anche nell’edizione 2015.     La Francia è stata senz’altro il paese che più ha contribuito a far conoscere il teatro della Socìetas Raffaello Sanzio al di fuori dei confini italiani, e il Festival d’Automne, insieme a quello di Avignone, ha giocato un ruolo particolarmente importante, ospitando e in molti casi coproducendo gli spettacoli della compagnia fin dai primi anni Duemila. Questo ritratto-omaggio è quindi in un certo senso la conseguenza naturale di un rapporto consolidato, e arriva in un momento in cui per Castellucci si moltiplicano commissioni internazionali di...