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Woody Allen

(39 risultati)

The Teacher in the Rye. Di che cosa stiamo parlando?

Ci sono giorni in cui scopri che la realtà supera la fantasia e che la burocrazia-amministrativa può superare in surrealtà il Moretti di Bianca o il vecchio Woody Allen. In Italia e nella scuola questo capita di più che in altri posti e in altri settori.   Un collega che ha visitato la Fiera del libro di Torino in questi giorni e si è recato allo stand del Miur ha potuto ricevere un simpatico omaggio che ha portato in salainsegnanti: un etilometro usa e getta impacchettato e griffato, in un pacchetto che reca lo slogan La vita è in un soffio!   Ora, non si tratta di una campagna per cui noi come docenti e dunque funzionari della Repubblica siamo chiamati a sensibilizzare gli adolescenti ai rischi del consumo alcolico, sempre più diffusi e precoci, ma una iniziativa inserita in una serie di interventi relativi alla sicurezza sul lavoro nel settore pubblico e privato.     Ho passato un'interessante ora in aulamagna con i miei colleghi con una formatrice che ci ha illustrato la questione e dunque sul tema sono caldo. Sì, perché mentre fuori c'è la peste della...

Woody Allen e la ipocondria

Summing up, there are two distinct groups, hypochondriacs and alarmists. Both suffer in their own ways, and traits of one group may overlap the other, but whether you’re a hypochondriac or an alarmist, at this point in time, either is probably better than being a Republican.   Alla fin fine ci sono due gruppi distinti: gli ipocondriaci e gli allarmisti. Entrambi soffrono a modo loro. I tratti degli uni si possono sovrapporre ai tratti degli altri, tuttavia che siate ipocondriaci o allarmisti, di questi tempi, è sempre meglio che essere repubblicani (Woody Allen, trad. mia).   Esilarante articolo sul New York Times di domenica 12 gennaio. L’autore è Woody Allen, ovvero Allan Stewart Königsberg (New York, 1935), uno degli uomini più noti al mondo, per nascita (New York), merito e arte. In questo breve articolo, come in un taglio, c’è tutta la sua vita pubblica e privata. In chiave clinica si tratta della diagnosi differenziale tra allarmismo – che non è una patologia, ma un’attitudine – e ipocondria. In realtà nella storia della psicodiagnosi e nell’articolo di Woody...

Sulle orme dell’Orma

Il 4 ottobre sono approdati in libreria i primi due titoli di una nuova casa editrice, L’orma, fondata a Roma da due (anagraficamente) giovani intellettuali che conosco da molto tempo, Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi. Li ho incontrati più o meno a metà dello scorso decennio: dapprima leggendoli in Rete, su un sito di Letteratura comparata (entrambi sono transitati dalla scuola senese di Antonio Prete), Sguardomobile, che si distingueva per ricercatezza grafica e di scrittura; e poi incontrando un paio di volte Lorenzo, e la sua facondia appassionata, in qualche occasione direi convegnistica (entrambi da tempo emigrés e giramondo, in Italia venivano nell’unico modo in cui sia dato godersela: cioè in vacanza). Mi colpì una sua recensione iper-virtuosistica, apparsa sul sito, a Nel condominio di carne di Valerio Magrelli: mirabile operetta in prosa della quale il critico, critico-scrittore, con finezza evidenziava come fosse intessuta – più ancora delle poesie del medesimo autore – di dissimulati endecasillabi. L’intera recensione era a sua volta – a questo punto direi ovviamente – per intero...

#140 cine: da venerdì 21 settembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 21 settembre in sala: Woody di Robert B. Weide (Woody Allen: A Documentary, Usa 2012) #140cine Ecco un film da vedere per vederne poi altri 48, tanti quanti ne ha fatti Woody nella sua carriera. Magic Mike di Steven Soderbergh (id., Usa 2012) #140cine Il furbo dei furbi Soderbergh gira il classico secondo film dell’anno, tra stripper, locali notturni e stalloni per tutti i gusti. Il rosso e il blu di Giuseppe Piccioni (Italia 2012) #140cine Chissà se gli autori lo sapevano che il film sarebbe uscito in piena bagarre da concorsone. Buon per loro. Per noi, boh, chissà... Candidato a sorpresa di Jay Roach (The Campaign, Usa 2012) #140cine La classica commedia americana con comici che qui non capiremo mai, anche se parlano di una politica tanto simile alla nostra. The Words di Brian Klugman, Lee Sternthal (id., Usa 2012) #140cine C’è uno scrittore fallito che trova un manoscritto e lo...

Brian O’Doherty. Inside the White Cube

È uscito in libreria il libro di Brian O’Doherty, Inside the White Cube. L’ideologia dello spazio espositivo (traduzione italiana di I. Inserra e M. Mancini, Johan and Levi editore, Milano 2012, pp. 146, € 20). Il volume raccoglie e traduce per la prima volta in italiano i saggi pubblicati dall’artista irlandese sulla rivista Artforum a partire dal 1976. Presentiamo qui il testo attraverso due contributi di Alessandra Sarchi e Riccardo Venturi e ne anticipiamo la postfazione.       Lo spazio dell’arte   “Una scena ricorrente dei film di fantascienza mostra la Terra che si allontana dall’astronave fino a diventare un orizzonte, un pallone, un pompelmo, una pallina da golf, una stella. Questo cambiamento di scala si accompagna a un passaggio dal particolare al generale. All’individuo si sostituisce la razza, rispetto al quale noi siamo un’inezia, un brulicare di bipedi mortali ammassati quaggiù come un tappeto steso per terra. Vista da una certa altezza, generalmente la gente appare buona. La distanza verticale favorisce questa generosità, mentre l’orizzontalit...

Nekrosius. Inferno e Purgatorio

Anche il genio dei maestri a volte latita. Questa è la prima sensazione davanti alla Divina Commedia di Eimuntas Nekrosius. Lo spettacolo che ha debuttato in prima mondiale al teatro Verdi di Brindisi sta al poema di Dante come To Rome with Love di Woody Allen sta alla complessità odierna di una città come Roma. Una cartolina innamorata e falsificante, una scelta degli episodi bizzarra per un lavoro con qualche momento d’incanto, come solo il regista lituano sa creare, e troppi altri decisamente insistiti, banali, al limite dell’ingenuità teatrale e interpretativa.     Lo spettacolo, una coproduzione della compagnia Meno Fortas innervata con giovani, ha debuttato in pompa magna nell’ambito di Puglia Showcase, una vetrina, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, degli spettacoli prodotti in una delle poche regioni italiane che negli ultimi anni ha investito, in controtendenza con il resto del Paese, sulla cultura e sul teatro. La Regione Puglia ha promosso un capillare progetto di residenze che ha portato all’apertura di spazi in molte città, alla creazione di nuovi lavori, alla circuitazione, alla...

Woody Allen. To Rome with Love

Con To Rome with Love Woody Allen porta a compimento un percorso iniziato già da diversi anni. Un percorso che l’ha condotto a esplorare l’Europa in lungo e in largo e in modo del tutto personale. Attraverso una serie di film ambientati in diverse capitali del vecchio continente, infatti, Allen ha dato vita a quello che potremmo definire una sorta di “periodo europeo”. Non è del tutto chiaro (e nemmeno facilmente individuabile) quale sia il motivo che ha spinto il regista newyorkese a concentrare i suoi sforzi, il suo gusto e i suoi interessi sull’Europa e i suoi abitanti. Sarà che egli è da sempre considerato il più europeo dei registi americani, sarà perché nella fase matura della propria esperienza artistica ha deciso di andare all’origine dei propri modelli cinematografici e dei propri riferimenti autoriali, la maggior parte dei quali risiedono, appunto, in Europa, o sarà la necessità di voler trovare nuove idee, nuovi stimoli e nuove storie che l’America, e più strettamente New York, non erano più in grado di fornirgli (spiegazione questa che contraddice il...

#140cine: da venerdì 20 aprile al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Con un voto da #0 a #0000 e il trailer. Aspettiamo sui Social Network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 20 aprile in sala: To Rome with Love di Woody Allen (id., Spagna, Italia, Usa 2012) #140cine Allen gira a Roma. E se a Londra rifaceva Shakespeare, da noi sfrutta soprattutto il GF. Paese che vai... #00 Il primo uomo di Gianni Amelio (Le premier homme, Francia, Italia 2011) #140cine Amelio incontra l’ultimo e incompiuto Camus. Ricordi del ’900 che valgono per ogni possibile presente. #00 George Harrison: Living in the Material World di Martin Scorsese (id., Usa 2011) #140cine Scorsese celebra Harrison come anni fa Dylan: un doc esaltante e malinconico, in una parola “rock”. #000 Il film è uscito solamente ieri, giovedì 19 aprile, in un centinaio di sale italiane. Robe da matti di Enrico Pitzianti (Italia 2011) #140cine  La storia di una residenza sarda per malati mentali che ospita otto persone. Per non farla...

Il tempo di un sentimento

Oltre le lancette ferme dell’orologio di Ritorno al futuro, oltre l’ingranaggio bloccato nella torre di Mister Hula Hoop, il tempo materiale, manipolato e rievocato negli anni ’80 e ’90 dai film di Zemeckis e dei Coen, è ancora oggi una presenza concreta di tanto cinema contemporaneo. Scorre all’indietro nella stazione di New Orleans di Il curioso caso di Benjamin Button, impone il proprio passo moltiplicato per cinque in Twixt di Coppola, vaga fluido per le decadi in Midnight in Paris di Allen, e in Hugo Cabret di Scorsese, con la sovrapposizione tra Harold Lloyd e il piccolo orfano appeso alle lancette di un quadrante, rimane l’unico appiglio a cui aggrapparsi prima della caduta.     Tra ricordi di traumi familiari, invenzione della nostalgia e desideri di purezza (con il discutibile The Artist che si porta a casa gli Oscar migliori), il contemporaneo sentimento del tempo si è trasformato nell’evocazione del tempo di un sentimento: quello, cioè, che lega gli autori alla loro storia personale, tra i traumi autobiografici di Coppola e i legami cinefili di Scorsese, e lega il cinema alla...

L’ironico esistenziale di Lucia Calamaro

Questa stagione ce la ricorderemo come l’anno dell’“Orgoglio drammaturgico”. Dal nord al sud non si fa altro che parlare di nuova drammaturgia tanto che certe compagnie, le pugliesi a esempio, avrebbero tutto il diritto di dire “guardate che noi la nuova drammaturgia ormai la facciamo da anni”. Bisognerebbe interrogarsi proprio su quell’aggettivo che la precede: quanto è determinante o urgente oggi parlare di nuove forme? Dopo aver destrutturato le unità narrative e dialogiche compartimentando gli spettacoli in insiemi autonomi, dopo aver disintegrato il concetto di personaggio, attraversato il dispositivo in ogni suo meandro mostrandone al pubblico ogni ingranaggio, dopo aver benedetto l’ennesima stagione del Teatro Immagine, questa volta votata al digitale, in definitiva cosa rimane se non lo scheletro? Ecco forse bisogna iniziare a ricostruire i muscoli.     Non a caso gran parte della scrittura britannica (da Caryl Churchill a Tim Crouch), che spopola nei teatri di tutto il mondo, è una drammaturgia profondamente ancorata al reale inteso come fitta rete di relazioni interdipendenti...

Woody Allen. Midnight in Paris

Tanto per chiarire le cose, è innegabile riconoscere che se Woody Allen un film come Midnight in Paris l’avesse girato venticinque anni fa, probabilmente gli sarebbe venuto l’ennesimo capolavoro dei suoi straordinari anni ottanta. Oggi, però, Allen non ha più la grazia dolente dei tempi di La rosa purpurea del Cairo e di Radio Days, non ha più la voglia di raccontare storie e tratteggiare figure fragili come quelle che popolavano i suoi film più nostalgici ed elegiaci. Oggi il suo cinema è distratto, talvolta evanescente, non superficiale ma spesso rinunciatario. A ogni giro venuto bene ci si riprende dalla delusione di aver visto evaporare un genio, e inevitabile scatta la frase “questo è il migliore tra i suoi ultimi film”; mentre a ogni giro venuto male ci si gira dall’altra parte e si fa finta di niente. La pratica critica è tanto ingiusta quanto inutile, ma soprattutto riproduce in modo sorprendente la dinamica dei sogni e dei desideri dei personaggi di Midnight in Paris: questa volta, insomma, Woody sa di cosa parla e sa a chi si sta riferendo. Non tanto ai suoi spettatori, quanto a chi...

Reds

L’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Ronald Reagan, rappresentante della destra repubblicana, segnerà la diffusione in tutto il mondo occidentale dell’ideologia ultra liberista i cui guasti sono alla base della crisi economica attuale. Quelli di Reagan, è il caso di dirlo, furono gli otto anni che sconvolsero il mondo.   Reagan era stato preceduto dall’inconsistente Carter, e prima ancora da Ford e dal poco raccomandabile Nixon, tuttavia il risveglio quella mattina per l’America liberal e dissidente fu traumatico. Quelli erano ancora gli anni di John Lennon e Yoko Ono, della New Hollywood e di film come Manhattan in cui Woody Allen metteva in scena esplicitamente un rapporto di coppia tra un maturo intellettuale ed una ragazza minorenne (impensabile anche oggi), e infiniti potrebbero essere gli esempi di vivacità culturale, di lotta sociale, di attenzione alle minoranze che in quegli anni scorrevano nelle vene della, seppur conservatrice, società americana.   Con Reagan il colpo sarebbe stato letale perché non solo i reazionari restavano saldamente al potere, ma perché la sua politica da ex...

Bartezzaghi e la sedia a sdraio

E’ mesi che aspettate questo momento e finalmente è arrivato: siete in vacanza. Avanzate attraverso la spiaggia verso l’ombrellone con calma determinazione e un lieve sorriso di compiacimento che aleggia sul volto. Asciugamano. Crema. Cappello. Infine vi allungate sulla vostra sedia a sdraio, determinati a rilassarvi. E invece. La quiete lungamente attesa è perturbata dagli schizzi di acqua e sabbia del figlio dei vicini. Maledetto. Una mosca fa la spola tra la vostra spalla destra e il polpaccio. L’irritazione monta, e i pensieri cominciano a girare ansiosamente a vuoto: credevate davvero di lasciarle a casa, le preoccupazioni? No, mannaggia, dovete assolutamente riuscire a distrarvi. Perché non fare un gioco? Allungate automaticamente la mano verso la borsa, ma avete lasciato a casa il vostro iPad per non rovinarlo con la sabbia, e il cellulare ha la batteria quasi scarica… No! adesso qualcuno ha pure acceso uno stereo e vi arriva, in sottofondo, l’insopportabile tormentone dell’estate. Che fare? Non preoccupatevi: se questo scenario vi è familiare, se in vacanza dovete lottare con i residui dello stress...

Decostruzione

Aprite un libro di filosofia e dopo tre passi di Hegel in epigrafe, collocati in forma triangolare, trovate un testo che occupa i tre quarti della pagina mentre il restante spazio è occupato da una colonna di testo autonoma. Il testo principale è un saggio di Jackie “Jacques” Derrida del 1972, corredato di note e illustrazioni, mentre a lato per oltre venti pagine corre come controcanto una lunga e visionaria digressione di Michel Leiris dedicata a Persefone tratta da Biffures (1948).   Timpano è il saggio che apre il volume Margini di Derrida (1972) ed è un manifesto programmatico che illustra le ragioni della decostruzione nel momento in cui le mette in atto: tutte le occorrenze del lemma ‘tympan’ vengono fatte risuonare, dal tympaniser (= ridicolizzare) al timpano come tamburo (che è anche timbre) e come parete dell’orecchio umano su cui il significato si inscrive nell’ascolto, fino al significato tipografico di “timpano” come telaio di legno, parte di un congegno che produce scrittura. E “timpano” è, nell’architettura del tempio greco, la superficie...

Obenetto - Dubenije / Paesi e città

Obenetto/Dubenije è una corsa a capofitto. Sulla pietra oblunga e levigata alla curva mi piaceva mettere il passo, sfidando ogni volta lo scivolamento. Ancora sento il bruciore delle ortiche che Armando ci scudisciava sulle gambe correndoci dietro quando disturbavamo il suo lavoro, che poi lui era un gran fannullone e pur di perdere tempo terrorizzava così noi bambini. Quella pietra oblunga, aristocratica per quanto liscia rispetto alle scabre pietre vicine, e lucente di chissà quanti passi ma che io sola pensavo di aver levigato, fu ricoperta da una colata di cemento una quindicina di anni fa. Gli operai, seguendo una moda che è figlia degli infissi in alluminio anodizzato, lasciarono qua e là lungo la colata emergere alcune pietre. Ma io lo so che sono finte, non sono le pietre del sentiero. Quelle riposano tutte, intatte, sotto il cemento e aspettano il suo sbriciolarsi. Anche la pietra oblunga alla curva. Fino agli anni ottanta, Obenetto è stato il perno geografico intorno al quale ruotava la vita della mia famiglia e quindi la mia. Casa Simanova, la casa dei miei nonni materni, il perno etico intorno al quale ho costruito la...