Categorie

Elenco articoli con tag:

Zygmunt Bauman

(30 risultati)

I marosi di Bauman sono finiti

“Insomma, dovete considerare il fatto che siamo fatti di sola polvere. Non è granché per andare avanti, lo ammetto, e non dovremmo mai dimenticarcene. Ma anche considerando questo, cioè questa specie di brutto inizio, non ce la stiamo cavando malissimo. Quindi, da parte mia, sono convinto che, nonostante la pessima situazione attuale, possiamo farcela. Mi sono spiegato?” Ph. K. Dick, Le tre stimmate di Palmer Eldricht.       I marosi di Bauman sono finiti. Dietro questa battuta c’è l’idea che il cosiddetto “pensiero liquido”, per il quale è diventato noto il sociologo polacco, cominci a segnare il passo. L’elemento liquido, cui fa riferimento in tanti suoi lavori, è sempre meno in grado di dare senso alle evoluzioni in atto e occorre quindi trovare nuove parole e nuove metafore in grado di esprimere i cambiamenti.   A sentire Ivana Pais, autrice de La Rete Che Lavora, sembra che una delle caratteristiche peculiari delle professioni postindustriali sia un’attitudine alla polidimensionalità: saper interagire in situazioni differenti, con codici appropriati, in...

La Mummia

“Il ritorno della mummia”, così titolava giorni fa la prima pagina del quotidiano francese Libération che mostrava una foto di Silvio Berlusconi in un’espressione particolarmente corrucciata. Parlare di “mummia” riguardo all’ex Presidente del Consiglio italiano non è solo una boutade, ma coglie qualcosa di profondamente vero. Anni fa circolava la voce che una linea elettrica di grandi dimensioni fosse installata nella Villa di Arcore per alimentare il mausoleo che il tycoon televisivo ha fatto erigere con il contributo dello scultore Pietro Cascella, luogo postmortem ricco di simboli massonici. Secondo questa leggenda metropolitana si tratterebbe dell’energia necessaria per far funzionare una macchina atta a ibernare il corpo del leader politico, e quello dei suoi cari, in attesa di nuove terapie per prolungare ad libitum la vita. Una strumentazione simile a quella che compare in un racconto Primo Levi, La bella addormentata nel frigo, dove viene conservato nei secoli, in stato di morte apparente, il corpo di una bella fanciulla, risvegliata a intervalli di decenni dai proprietari della casa in cui riposa....

Gabriela Carrizo

  Scenari intimi, concentrazioni sulle dinamiche che presiedono i rapporti interpersonali, un vertiginoso iperrealismo che si sgretola in uno spiccato gusto per l’onirico e il surreale, i lavori di Peeping Tom da qualche anno stanno battendo i palcoscenici di mezzo mondo con una forma di teatro-danza capace di porre in dialogo diverse discipline – dalla dimensione quasi circense alla prospettiva cinematografica – in un equilibrio fra le arti di difficile catalogazione. È la stessa Gabriela Carrizo (coreografa d’origine argentina e co-fondatrice del gruppo con Franck Chartier) a segnare i fondamenti di questa prospettiva, direttamente dal laboratorio che sta tenendo in questi giorni per la Biennale Teatro in quell’isola nell’isola che è la Fondazione Cini di San Giorgio: «We are not here to make theatre or dance or something like this: we are here to show our ideas», non siamo qui per fare danza o teatro o qualcosa del genere, ma per mostrare le nostre idee – poco importa che poi esse siano afferibili alla prosa o alla recitazione, che pertengano al fare coreutico o al mondo del cinema.   Una...

Pochi minuti per distruggere, molti anni per costruire / Zygmunt Bauman. Conversazioni sull’educazione

Il libro di Zygmunt Bauman, Conversazioni sull’educazione (Erickson), uscito da poco e da cui è tratto questo lungo brano, è un’intervista diversa dalle solite, segnate dal botta e risposta, domande e risposte che si alternano con ritmo incalzante. Qui l’intervistatore, Riccardo Mazzeo, dirigente editoriale e intellettuale, pone al sociologo una domanda, ampia e articolata, e Bauman gli risponde per esteso. Sono tutte questioni che riguardono il tema dell’educazione.   Che ruolo devono assumere oggi gli educatori in un mondo così complesso e difficile? Che spazio c’è per quest’attività così importante per il nostro futuro nella “società liquida”? La paura e l’ansia sono i due sentimenti più diffusi tra i giovani, ma anche tra gli adulti che dovrebbero istruirli e educarli. Il teorico sociale risponde articolando prospettive ampie, facendo esempi, discutendo aspetti del contemporaneo, e persino, a volte, tracciando traiettorie tutte sue, differenti dalle interrogazioni di Mazzeo. Il libro è pubblicato dalla Erickson di Trento, una casa editrice che ha proprio al centro della sua missione culturale e civile i temi educativi, la formazione, le scienze psicologiche, la pedagogia...

Codice Bin Laden

Dunque hanno ucciso Bin Laden, e buttato via il corpo. Non ci sono fotografie – anzi hanno commesso il lapsus di esibirne una falsa – sostituite dalla prova del dna. Sembra l’illustrazione di un testo di Baudrillard: il “delitto perfetto”? Niente più documentazione fotografica, bisogna anzi mettere anche il cadavere al riparo da future verifiche, da future immagini. Sparito il corpo del capo. Per non esibirlo al ludibrio delle folle? Per non farlo diventare oggetto di culto? Per farlo entrare nell’immaginario, invece che nel simbolico? O viceversa? O forse perché è finalmente finito – dichiarato finito – il culto del corpo del capo? Gettato in mare aperto, perché non ci sia neppure un luogo che diventi di culto. Morte liquida: sarà Bauman a commentare questo aspetto.   Invece della fotografia è stato prelevato un campione di dna. Baudrillardianamente, cioè, si è dichiarata chiusa l’era della rappresentazione e sancita quella del codice: niente più esseri umani personali, ma solo macchine di decodifica di catene di amminoacidi. E la verifica del...

Non è colpa dello specchio se il naso è storto

Leonardo Sciascia nella presentazione a Quel regno, questa repubblica osservava che la retorica di un’identità in frantumi e di una nazione in costante dissolvenza ha radici lontanissime. Da sempre, gli italiani “ossessivamente si interrogano, si ritraggono, si autoritraggono nella consapevolezza che non è colpa dello specchio se i loro nasi sono storti”. Al disfattismo di chi è costantemente impegnato nella proclamazione del provincialismo e delle immaturità del nostro Paese, che si accompagna spesso con il dibattito sul crepuscolo letterario e artistico contemporaneo, si oppone la linea di chi invece decanta l’italiana eccellenza culinaria, il sole, il mare, una millenaria storia artistica e letteraria sotto gli occhi di tutti. A chi l’Italia appare troppo piccola e chiusa secondo una tendenza diffusa di mostrarsi pateticamente internazionali e cosmopoliti, risponde chi la vede anche troppo grande e aperta al punto da sentire l’esigenza di innalzare barriere invalicabili per proteggere il proprio orticello e chiudersi astiosamente nella propria cerchia immediata. I sondaggi, a distanza di decenni, confermano...