Alfabeto Pasolini

Immagini

Parole e immagini (7) / Qui Odessa. Il sindaco

19 maggio 2022   Anna ha intervistato Gennadij Trukhanov, sindaco di Odessa dal 2014. Il suo volto mi ricorda Yul Brinner, il sorriso seducente dell’attore e l’audacia virile del soldato presi insieme sotto un cranio a vista. Ad Anna invece ricorda un leone: “Un mix di autocontrollo e di forza che non ha bisogno di essere esibita più di tanto.” Trukhanov ha alle spalle studi militari ed esperienza sul campo, è stato ufficiale di artiglieria e titolare di un’agenzia di sicurezza che forniva guardie del corpo. Anche ora che i sindaci rischiano il rapimento da parte del nemico, gira senza scorta, a meno che non si voglia considerare una guardia del corpo il suo temibile chihuahua. Anna sostiene che è un paradosso. “Ne parlano male, si arrabbiano con lui, ma poi alle elezioni lo rivotano...

Venezia / Kiefer: la guerra invisibile dell'arte

Una leggenda hassidica racconta che su ogni bambino nel ventre della madre veglia un angelo che gli trasmette la Torah, ovvero l'intero scibile. Al momento della nascita, però, l'angelo tocca col dito la bocca del neonato, che così dimentica tutto. La fossetta sopra le labbra è il segno del sapere dimenticato. Camminando per Venezia verso il Palazzo Ducale per vedere la mostra di Anselm Kiefer, vorrei anch'io il tocco dell'angelo, per dimenticare le tantissime parole di cui è composta l'atmosfera di filosofia, poesia, letteratura, scienza, storia dell'arte e della cultura, che aleggia dentro e attorno alla sua opera. Per rendersi conto di quanto sia densa tale atmosfera, basta dare un'occhiata agli affascinanti testi delle lezioni tenute al Collège de France nel 2010-11 (L'arte...

1947 - 2022 / Roberto Masotti, Vedere come ascoltare

Unire e miscelare assieme l’amore per la musica con quello per la fotografia: è quanto ha fatto Roberto Masotti con tenacia e passione dalla fine degli anni Sessanta fino al 25 aprile di quest’anno quando è scomparso, a 75 anni, con ancora alcuni progetti in corso, che presto vedranno la luce. Stava infatti realizzando con l’amata moglie Silvia – sua compagna di vita e di lavoro, di idee e confronti – un libro sui ritratti; mentre è, per fortuna, già in fase di stampa il suo ultimo libro Franco Battiato, Nucleus. È quest’ultimo il terzo libro dedicato a musicisti-compositori che Roberto aveva seguito e frequentato nel corso degli anni, dopo quelli dedicati a Keith Jarrett e John Cage, tutti pubblicati dall’editore Seipersei. Fotografo di musica, per la musica, con la musica, Roberto...

Dalle Wunderkammern all’arte contemporanea / La danza controtempo delle immagini

Sul finire degli anni Sessanta, il curatore della Rhode Island School of Design’s Museum of Art, Daniel Robbins, e due importanti collezionisti, Jean e Dominique de Menil, frustrati dalla gran quantità di opere d’arte che giacevano inerti nei magazzini del museo, ebbero un’idea: invitare a Providence un artista contemporaneo per chiedergli di operare una sua personale selezione di pezzi dalle riserve nascoste per una mostra inusuale, coinvolgendo poi altre istituzioni perché facessero lo stesso con le loro collezioni. Nacque così Raid the Icebox I with Andy Warhol (1969-1970), che però fu, a onor del vero, il primo e l’ultimo tentativo di “saccheggiare il frigorifero” di un museo. Senza curarsi dei suggerimenti di Robbins, che cercava di guidarlo tra le porcellane più squisite, gli abiti...

Parole e immagini (6) / Qui Odessa. Le parate

12 maggio 2022   Mi trovo dentro un negozio per ricaricare la carta al terminale. Accanto a me c’è un uomo che sta facendo lo stesso. Gli suona il telefono. Dall’altra parte si sente una voce di donna che grida in modo isterico. – Dove sei? Torna subito a casa!!! Dicono che nel giro di un’ora ci sarà un bombardamento a tappeto!!! Vieni subito!!! Lo osservo. In pochi istanti l’uomo forte e giovane si scolla. Il portafoglio gli cade a terra. Cambia di posto alle chiavi, ma subito dopo comincia a tastarsi il corpo per ritrovarle. Diventa grigio. Gli manca il respiro. Sta male. Decido di intervenire. Gli dico di non dare retta, è solo un fake, e di non credere a nessuno se non ai nostri. E i nostri ci avvisano quando vedono arrivare i missili. Apro una bottiglia d’acqua. Poi vado su...

Fotografia Europea / Hoda Afshar. Il dio vento

In fotografia è venuto man mano affermandosi sempre più chiaramente il ragionamento secondo cui esiste ciò che si vede. Declinando questo principio, per alcune branche di questa disciplina la conclusione estrema è che esiste solo quello che si vede (idea della propaganda) o, al contrario, il rifugio ultimo diventa sapere che almeno quanto si vede realmente esiste. Per questo sono nati lavori come quello di Joan Fontcuberta, basato proprio sullo scardinamento di questi principi, evidenziando quanto il falso e l’irreale possano essere interpretati come del tutto verosimili se racchiusi sotto l’etichetta di fotografia. Altre volte ancora, alla fotografia è stato delegato il compito di far emergere ciò che esiste ma che l’occhio comune non vede, come nei reportage più famosi, rimanendo però...

Milano, Lia Rumma / La carezza dell’arte di Ettore Spalletti

Ogni opera di Ettore Spalletti è una carezza verso l’osservatore, delicata, quasi impalpabile, sensuale come la stessa ‘polvere’ di colore che connota la produzione dell’artista. O meglio, è come una mano messa a coppetta nel duplice gesto del dare e del prendere, dell’accogliere e dell’essere accolto. È un abbraccio che, nella sua estrema tattilità, mantiene intatto il contatto con i sensi e dunque con il corpo stesso di chi la sta osservando.   Spalletti nasce nel 1940 a Cappelle sul Tavo, in provincia di Pescara. Pur essendo coetaneo agli artisti dell’Arte povera, del Minimalismo e dell’Arte concettuale, non si avvicina a nessuna di queste ricerche: la sua è, e rimarrà sempre, un’indagine in solitaria, tesa a superare l’azzeramento e lo strappo assoluto rispetto alla tradizione e...

Visita guidata / Biennale 2022: il latte dei sogni

Se la prima apparizione di un personaggio, al cinema o nella narrativa, rivela allo spettatore un carattere, un segno decisivo o un destino, così Il latte dei sogni si apre all’Arsenale con un’opera che riassume in sé molti dei temi che costituiscono le direttive dell’ambizioso progetto di Cecilia Alemani per la Biennale 2022. Brick House (2019), scultura monumentale in bronzo di Simone Leigh – protagonista anche del Padiglione USA e prima donna afroamericana a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale –, un gigantesco busto di donna posto al centro della prima sala, evoca il femminile, le culture originarie, non-occidentali, non-bianche, non-binarie, il corpo, il mito, il superamento del limite, la trasformazione, il colonialismo. Delle intenzioni di Alemani, l’opera di Leigh...

Un libro e una mostra / Art Spiegelman a Bologna

Una pubblicazione firmata Art Spiegelman è già di per sé una notizia. Il cartoonist americano autore di Maus, uno dei fumetti più importanti e influenti mai comparsi, ormai da anni centellina le sue produzioni. Ed è un editore italiano – Sigaretten – a pubblicare in prima edizione mondiale il nuovo lavoro di Spiegelman: si tratta di Street Cop Uncovered!, un volume che raccoglie i bozzetti e le prove realizzate da Spiegelman per illustrare la novella Street Cop, scritta da Robert Coover e uscita nel 2021 negli Usa.    La copertina di Street Cop Uncovered! Il racconto di Coover è stato pubblicato nel 2021 da Isolarii, un minuscolo progetto editoriale con base in Inghilterra. Letteralmente minuscolo, dato che il formato dei volumi é più piccolo di uno smartphone (esiste...

Parole e immagini (5) / Qui Odessa. Le scale e le cantine

5 maggio 2022   Viene prima la salita o la discesa? Quando si va in montagna, prima si sale, si soffre, si espugna la vetta, e poi si ritorna a casa sereni. A Odessa è il contrario. Prima si scende. La città si sviluppa su costoni collinari che si levano sopra il mare, e nella parte storica, per raggiungere il mare e gli stabilimenti balneari bisogna affrontare scale che dominano la scarpata. La gigantesca scalinata Potjomkin è una di queste. Se uno dei landmark della città è una scala, il binomio salire e scendere diventa un fatto costitutivo della mentalità dei suoi abitanti. Non siamo ai precipizi di San Francisco, ma nemmeno in pianura. (Lo confesso, da bambino dover scender le scale per andare al mare me lo rendeva penoso, non è che i bambini siano sempre disposti a barattare la...

1º agosto 1947 – 9 aprile 2022 / Francesco Radino: il pugno e il sacro

Un percorso artistico e professionale che si snoda per oltre mezzo secolo non può condensarsi in un solo nodo tematico, e neppure può assumere caratteri di uniformità stilistica, se non altro per il naturale dispiegarsi delle vicende anagrafiche. Francesco Radino, scomparso lo scorso 9 aprile a 75 anni, ha coltivato interessi fotografici nell’industria, nella committenza pubblica, nella promozione turistica, nel reportage e nel paesaggio nella sua più ampia accezione. Chi oggi, nel tentativo di esprimere un sommario giudizio critico, cerchi di avvicinarsi alla sua corposa produzione, è costretto nei fatti non solo a concentrarsi su alcuni temi e a trascurarne altri, ma soprattutto a privilegiare solo qualcuna delle tante possibili chiavi di lettura.    Radino stesso è...

Intervista con Gian Antonio Gilli / La rivolta del piede sul corpo

Gian Antonio Gilli, professore ordinario di sociologia, ha lavorato per oltre vent’anni nel Centro ricerche sociologiche della Società Olivetti, dagli anni del taylorismo trionfante a quelli della ‘ricomposizione delle mansioni’, – gli anni in cui le aziende manifatturiere, costrette dall’evoluzione tecnologica e merceologica, si sforzavano (e l’Olivetti era all’avanguardia) di riscrivere la divisione del lavoro di fabbrica. Contemporaneamente, a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70, Gilli ha collaborato alla prima esperienza di Gorizia, condotta da Franco Basaglia per il superamento dell’ospedale psichiatrico.    Negli anni successivi la ricerca di Gilli si è sviluppata sul tema delle origini. Partendo da conflitto fra technai e società nell’esperienza greca, si è...

The human comedy / Ai Weiwei: morte alle terme

Uno dei momenti in cui si pensa alla morte è immersi nelle tiepide acque di una spa. Ai bordi di una enorme piscina di un complesso termale. In fondo ci si reca per rigenerarsi, vale a dire colla preoccupazione che la morte sta strappando via via alla vita pezzi – alle volte anche fisici, epidermici, cellulari – e noi dobbiamo correre ai ripari, fare qualcosa, non rimanere fermi di fronte allo scorrere del tempo. E se è vero che non ci si bagna due volte nelle medesime acque di un fiume, conoscere se stessi è, ugualmente, porsi di fronte al limite dello scorrere, di certo al limite della morte per primo. È per questo che nel complesso termale più grande dell’antichità, le Terme di Diocleziano di Roma, il “gnoti seautòn” è impresso in un mosaico in cui è raffigurato un divertito scheletro...

Parole e immagini (4) / Qui Odessa. La fabbrica della vita

28 aprile 2022   Sono andata in una delle cliniche di ostetricia più antiche della città, nella via Portofrankovskaja, e ho chiesto di poter fotografare le nascite. Maksim Golubenko, che in trent’anni deve aver fatto nascere qualcosa come diecimila bambini, mi ha ascoltato e ha detto di sì. Col consenso delle interessate avrei potuto fotografare i parti, i neonati e il personale medico. Come tutte le madri, avevo sempre visto il parto solo dal di dentro, ossia dal punto di vista del mio parto. Ho scoperto che tutti i bambini nascono assolutamente diversi. Con personalità diverse, sin dal primo istante. È un mistero a cui non riesco ad abituarmi. Vengono alla luce due gemelli, uno grida, e l’altro emette dei suoni riflessivi e si gratta la punta del naso, sembra totalmente consapevole...

Nucleare / Non toccate i gatti radioattivi!

Gatti verdi e viola. Verdi e viola perché radioattivi. Schivati come la peste dagli umani. Solo così questi umani riusciranno a sopravvivere. La sinossi monca di un romanzo apocalittico o di un film di fantascienza? Acqua. Facciamo un salto indietro.   Semiotica nucleare   Nel 1981 il Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti e la società edilizia e ingegneristica Bechtel Corporation costituiscono lo Human Interference Task Force (HITF), un gruppo eterogeneo di ricercatori composto da scienziati, linguisti, ingegneri, antropologi, fisici nucleari e scienziati comportamentali. Da loro dipende la sopravvivenza del genere umano, come si sentirebbe dire con enfasi in un trailer: sono infatti invitati a riflettere su come tenere gli umani del futuro alla larga dai depositi di...

Una mostra a Firenze / Amos Gitai: l’arte tra due abissi

In Italia, nonostante una presenza ricorrente nei festival, il lavoro di Amos Gitai non ha sempre circolato nei circuiti commerciali. Se questo gli è valso un cult following, per un pubblico generale è stato difficile seguirne il lungo itinerario artistico. Un plauso alle istituzioni fiorentine (Comune e Teatro della Pergola) che hanno allestito in contemporanea una video istallazione Promised Lands nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, e lo spettacolo Exiles Interieurs, una produzione Théâtre de la Ville e Agav Films. Le due cose insieme, quasi un dittico, offrono un’introduzione e una panoramica retrospettiva dell’opera del cineasta israeliano.   Nell’anno del centenario di Pasolini, è forse proprio PPP che può aiutarci a entrare nel particolare uso del cinema sviluppato da Gitai....

Un libro fotografico di Anna Di Prospero / Nei miei occhi

“Visitare” deriva dal latino visĕre, «visitare, andare a vedere». L’operazione che compie Anna Di Prospero nel suo lavoro, prima ancora che nelle sue fotografie, è per l’appunto un ri-visitare, un tornare a vedere: luoghi noti, persone vicine, lo straordinario che cerca è trovato molto spesso nei confini che la circondano.  La struttura del suo approccio creativo alla fotografia è ormai di rara semplicità: con limpidezza, quasi candore, Anna Di Prospero ci parla di sé, dei suoi rapporti familiari, della sua casa in campagna con cui ha tardato a entrare davvero in confidenza.  Il volume monografico Nei miei occhi, edito da Contrasto, raccoglie il percorso della fotografa classe ‘87 vedendo toccate tutte le principali fasi del suo processo.   Sono fotografie dai toni caldi,...

Passioni di carta / Una Bibbia per i poveri

Strana Pasqua quella di questo anno 2022, che vede una guerra atroce, distruttrice, disumana violentare quella fragile pace che gli ultimi settant’anni sembravano avere acquisito. Una guerra che nasce nel cuore delle due Europe (quella d’Oriente e quella d’Occidente), ma sta mostrando un crescendo di implicazioni mondiali con prospettive terrificanti. Strana Pasqua, perché mentre dovrebbe, come tutte le Pasque, celebrare il memoriale di un uomo ingiustamente ucciso dalla crudeltà del mondo, e dunque spingere il cuore almeno dei cristiani a una conversione verso la fratellanza, la giustizia, la speranza, li vede in gran parte – almeno quelli più legati alle Chiese locali, soprattutto quelle d’Oriente, da sempre fortemente identitarie – su fronti contrapposti, pronti a odiarsi e a uccidersi...

Un libro di Clément e un film di Annaud / Nostra Signora delle Piante

Vegetalizzare il sacro   Quando Notre-Dame bruciò, quel 15 aprile 2019, piovvero dall’estero tanti soldi in una gara pubblica di solidarietà internazionale, una pioggia paragonabile solo all’acqua cosparsa dai pompieri sulla cattedrale per nove ore. Il film di Jean-Jacques Annaud Notre-Dame brucia (2022), distribuito ora nelle sale francesi, racconta bene quei momenti di tensione e coraggio, in una Parigi incredula e paralizzata dal traffico. Quella gara di beneficienza mirava a ripristinare il simbolo della cristianità francese e dell’arte gotica, restituendolo al suo stato precedente l’incendio, in modo che l’unica luce interna tornasse a essere quella filtrata dalle vetrate o quella elettrica. Che altre strade fossero percorribili?   Giugno 2019, Potager du Roi di Versailles...

Artpod / Julian Schnabel “Man of Sorrow (The King)” 1983

Una perenne tensione conoscitiva sul mondo che tuttavia sempre si ostina a negarsi; se ne colgono dei brani, se ne sentono degli odori, ma mai se ne afferra il noumeno. Questa è la condizione umana, che un autore come Julian Schnabel sembra recepire e fare sua in assoluto. La sua è una ricerca di evidente stampo filosofico, e lo stesso oscillare tra pittura e cinema lo verifica. D’istinto mi viene da pensare a Paul Valéry, un autore anch’egli con una sensibilità che, con altri strumenti, ha lavorato costantemente esposta sul fronte del confine (tra i linguaggi, le discipline, le strutture cognitive).   Schnabel come Valéry coglie il moto ondoso dell’umano, recepisce il “Tout va sous terre et rentre dans le jeu!” di Il cimitero marino. Man of Sorrow è un’emersione/immersione da/in un...

Cento immagini per la Puglia / Luigi Ghirri tra albe e tramonti

Non si erano mai incontrati. Solo una fitta serie di telefonate. Gianni cercava di convincerlo a venire a Bari a esporre le sue fotografie. Così dopo tanta insistenza Luigi aveva accettato. “Come ci riconosceremo?”, gli aveva chiesto Gianni nell’ultima telefonata. “Occhiali e loden verde”, aveva risposto Luigi. All’uscita della stazione ferroviaria di Bari nel mese di novembre del 1981, mentre soffia un leggero vento di maestrale, Luigi Ghirri incontra il suo interlocutore, Gianni Leone. La mostra si apre il giorno dopo a Spazio Immagine. S’intitola Still Life. Arrivano anche Mario Cresci da Matera e Mimmo Jodice da Napoli e in questo modo comincia tra lunghe chiacchierate e discussioni il progetto che porterà tre anni dopo alla realizzazione di un libro e di una esposizione collettiva,...

Pasolini 100 anni / Pier Paolo Pasolini: folgorazioni figurative

La discesa sotto il piano stradale apre le vie di un altro mondo. Nel sottopassaggio di via Rizzoli a Bologna un tempo c’erano negozi di scarpe, di abiti, di valigie, di indumenti intimi, un pavimento di brutta plastica e la bottega meravigliosa di un vecchio burattinaio, Demetrio “Nino” Presini. Residuo degli anni sessanta, era stato abbandonato e riutilizzato qualche anno fa dalla Cineteca per una bella mostra sulle memorie fotografiche di Bologna. Ora scendi quelle scale ed entri in un mondo Pasolini. Tra voci di film e suoni trovi pareti scure, corridoi torti o diritti, slarghi, spiazzi di forma rotonda, nicchie e due muri che si aprono sui lastricati di antiche strade romane. Un labirinto, un assalto di sensazioni, stimoli, filmati. Sui muri foto di scena di film in bianco e nero o a...