Immagini

Ornamento e orpello / Per una storia della mano

Il catalogo What a wonderful world. La lunga storia dell’ornamento a cura di Claudio Franzoni e Pierluca Nardoni (Skira) che accompagna la mostra di Reggio Emilia, recensita qui da Laura Gasparini, si presenta come un lungo percorso attraverso alcuni importanti termini dell’estetica contemporanea. Sono parole che non presentano un campo semantico stabile, che hanno assunto nel corso della storia significati e valori diversi, come appunto la parola latina ornamentum, passata e diffusasi nelle varie lingue europee, designando talora una semplice decorazione, qualche altra volta un oggetto sacro, oppure ancora una suppellettile e, insieme, un oggetto di culto, come scrive Gerhard Wolf in una delle postfazioni (Ornamento, immagine, oggetto, p. 287). La discussione si dipana a più voci: se la...

Pietas / Vita e teatro, arte e terapia

Non ci sono officine che riparano il cuore dolorante degli umani, non ci sono luoghi dove ripararsi quando l’individuo si ritrova braccato dalla Grande Storia. L’incontro con la distruttività – l’appartenere a una specie implicata in storie di male nell’espressione di Paul Ricoeur – non lascia scampo, ma il “mondo in frantumi” dell’esistenza può essere trasfigurato. Trasformato in immagine e parola, nell’armonia del canto. È quello che riesce a Charlotte Salomon con la sua opera omnia Vita? O teatro? (Castelvecchi, 2019). L’arte non ha salvato la sua vita, ma ha permesso la sua resurrezione. E noi oggi siamo di fronte a questo Grande Libro, un oggetto che si avverte sacro e un po’ si teme di toccare, un oggetto pesante da tenere in mano, che ha in copertina un autoritratto dell’autrice...

Un fotografo di design / Mauro Masera e la fotografia industriale

Che Mauro Masera (1934-1992) avesse negli occhi la tela di Tintoretto, quando, nel 1960, ha scattato la sua foto più famosa – e tra le sue più belle – è assai probabile. Basta guardare le due immagini accostate per coglierne l'evidenza. D'altra parte il cosiddetto Ritrovamento del corpo di San Marco, dipinto dal Robusti a Venezia, tra il 1562 e il 1566, per la Scuola Grande di San Marco, si conserva a Brera e chissà quante volte il milanesissimo Masera lo avrà visto e rivisto. Perché essere un buon fotografo di design, anzi, uno dei migliori, significa conoscere le immagini a fondo, possederne sì la sintassi, ma anche studiarne costantemente la storia. E poi c'è la luce, che in una foto è tutto (come dice la parola stessa) ma che molto fa in ugual misura nel lumeggiante quadro di...

Immaginario / John Baldessari. Mai più arte noiosa

L’illusione del cinema   Santa Monica, vicino Los Angeles, una mattina dei primi anni settanta. John Anthony Baldessari (nato nel 1931 e scomparso di recente, il 2 gennaio) si reca nel suo studio e trova l’ingresso ostruito da camioncini pieni di apparecchiature da film. Formano una sorta di barricata che gl’impedisce l’accesso. Nel parcheggio circostante, nel mezzo della troupe cinematografica, spuntano una sedia per il regista e una per l’attore – il regista è Roman Polanski, l’attore Jack Nicholson, come recita l’aneddoto. Baldessari è insomma finito nel bel mezzo del tournage di Chinatown.  “Pardon me, can I get into my studio?” o, secondo le versioni, “I’d like to get in. That’s my studio”, chiede a Polanski e Nicholson un Baldessari allora quarantenne, con quel volto da...

Whitechapel Gallery / La collezione come racconto

Alla Whitechapel Gallery di Londra le parole di Enrique Vila-Matas, Maria Fusco, Tom McCarthy e Veronica Gerber Bicecci incrociano le opere della collezione “la Caixa” per “promuovere un nuovo modo di guardare”. Ognuno dei quattro scrittori ha scelto un gruppo di opere trasformandole in protagoniste di una narrazione che si svolge sia nello spazio espositivo che nel libro che accompagna la mostra. La narrazione di McCarthy (la mostra da lui “scritta” e curata è la terza dopo quella di Vila-Matas e di Fusco) inizia con la descrizione di un residuato bellico fotografato dall’artista Sophie Ristelhueber.    Sophie Ristelhueber, Fait #60, 1992. “la Caixa” Foundation / Isa Genzken, Bookshelves, 2008. la Caixa” Foundation. Sfruttando l’ambivalenza del termine “face”, che sta sia...

Una conversazione / Sun Yuan e Peng Yu: I Can’t Help Myself

Talvolta l’arte pare più vera della vita. E l’efficacia di tale verità è data dal non presentarsi in tempo reale in un contesto, in cui ogni esistenza è tele-presente a se stessa. Una scopa, collegata a un braccio meccanico che muove l’aria, dissipa un cerchio di fumo ogni volta che viene a formarsi dal meccanismo. Sun Yuan Peng Yu (2009) è l’installazione-autoritratto che descrive il sodalizio del duo artistico cinese composto da Sun Yuan (Beijing, 1972) e Peng Yu (Jiamusi, 1974), formatosi nell’ambiente culturale della Beijing degli anni Novanta e diventato stabile dal 2000: “Ogni persona pensa a una cosa sola quando si mette insieme a qualcun altro; una relazione espressiva sarà costruita tra di loro”.   Sun Yuan and Peng Yu, Old peoples home, 2007. Sun Yuan e Peng Yu hanno...

Nei troni e nei totem di Adolf Vallazza / L’antico silenzio delle montagne

Novembre 2019, dopo alcuni giorni di neve salgo verso Ortisei, vado in visita da Adolf Vallazza, artista del legno. Dei troni e dei totem. Dei Don Chisciotte e delle civette, degli uomini che leggono e che pensano. Ma è anche un amico colpito da un grave lutto.  Nel salone per le esposizioni, una serie di troni disposti a cerchio da sua figlia Sabina. Si avverte subito il loro slancio verso l’alto, e una sorta di quieta eleganza: sembrano in attesa di un incontro tra antichi cavalieri, “amanti di cortesie fuggite”, sognatori di montagne, viaggiatori. In quei troni Adolf vede le altezze e sente l’eco delle montagne, evoca le leggende di Karl Felix Wolff e dei Monti Pallidi, ma anche culture lontane e diverse: lavorandoli sente tutta la storia di quei legni antichi e la possibilità di...

La mostra all'Accademia di San Luca / Giovanni Anselmo: entrare nell’opera

La piccola figura umana appare vista dall’alto, colta di spalle e immobilizzata in un passo di corsa, la gamba sinistra sollevata, il braccio destro teso all’indietro. Intorno, nella grande fotografia in bianconero, un frammento di un paesaggio senza orizzonte, una vaga distesa erbosa di cui l’occhio cerca senza successo di misurare l’estensione. Entrare nell’opera (1971) è uno dei lavori più emblematici di Giovanni Anselmo, cui l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma dedica una rara e importante mostra in occasione del conferimento all’artista del Premio Presidente della Repubblica (fino al 22 febbraio). La genesi dell’immagine, che con i suoi quasi quattro metri di base entra in competizione con la dimensione eroica della pittura, è semplice e al tempo stesso enigmatica: Anselmo ha...

Fondazione Merz, Torino / Emilio Prini: tautologia, letteralità e paradosso

Emilio Prini è stato uno degli artisti più misteriosi che si potessero mai incontrare. Non solo la sua opera, pochissimo esposta, per volontà sua, ma anche la sua vita è stata ammantata di mistero. Rarissime apparizioni pubbliche, era chiuso nel suo rifugio, prima a Genova poi a Roma e riceveva solo chi voleva – ci ha fatto un libro d’artista Luca Vitone, raccogliendo le telefonate tra loro per un appuntamento mai andato a buon termine (Effemeride Prini, Quodlibet, Macerata 2016). Colpito dalla malattia degenerativa che l’ha poi ucciso, negli ultimi decenni si reggeva male in piedi, a volte cadeva mollemente a terra mentre stava parlando con te e continuava a parlare come se niente fosse successo; le sue reazioni erano imprevedibili, poteva ingiuriarti se ti chinavi ad aiutarlo o...

Figure a colori / Gemme Popolari

Ogni giorno all’edicola di Savigno ci sono persone che comprano i gratta e vinci. Dammi un Turista! (per sempre) Dammi un Regno! (delle Gemme). Dammi un Miliardario! (Mega). E c’è anche il Maxi Miliardario che costa 20 euro che si vince 5 milioni (ma si chiama miliardario perché è in lire che sono più vere dell’euro).  Cresciuto in una famiglia borghese all’antica, ho nutrito sempre un sospetto sui giochi d’azzardo (anche se a mia nonna il casinò un po’ piaceva, ma non si poteva tanto dire) fatti giusto per la gentaccia e il popolo. Per questo motivo anche le banche popolari non dovevano essere tanto serie perché la banca era una cosa seria, mentre il popolo (coccio) non lo era per sua natura. Popolare era una brutta parola e in casa voleva dire pure un po’ comunista. 

Banana / Cattelan. L'opera-meme e l'artista della scappatoia

BANANA (finto Richard Prince). Le grandi fiammate mediatiche si spengono in fretta e fanno terra bruciata attorno all’argomento che le ha causate: sembra che sia già stato detto tutto e che sia inutile e noioso tornarci su. È quello che sta succedendo, inevitabilmente, alla banana di Maurizio Cattelan, ovvero l’opera Comedian (questo il suo titolo), presentata il primo dicembre scorso ad ArtBasel Miami. Dovrebbe essere ormai ovvio che la banana di Cattelan non è una banana. Ma se ci si limita a evocare il fin troppo riconoscibile zampino di Duchamp, è inevitabile vedere la solita minestra riscaldata e concordare con Francesco Bonami, che, sulle pagine della Repubblica, la condanna come «una grande pagliacciata tenuta in piedi da una comunicazione che come in...

Italia, Italie. 2 / Bergamo

La forma dell’Italia come la vedono i fotografi che la vivono e la attraversano. Le città, i paesi, le periferie, la campagna, i luoghi delle aggregazioni, le vie, i negozi e l’ambiente naturale vanno a costituire un patrimonio culturale da osservare, come le relazioni che si stabiliscono tra le persone e gli spazi. Ad ogni fotografo e fotografa chiediamo di esplorare i loro archivi e scegliere dieci foto che rappresentino l’Italia, accompagnate da un unico testo, o da dieci brevissimi testi che fungono da didascalie, in cui ognuno racconta come e perché ha realizzato i suoi scatti. L’insieme delle loro immagini andrà a costruire il mosaico degli sguardi, che via via daranno corpo all’Italia di oggi. Ho fotografato Bergamo verso la fine del 2017, per una nuova guida all’architettura...

Le immagini dell’Altro / Victor I. Stoichita. Vedere a margine

Un Bambino in una mangiatoia, avvolto in una coperta termica argentata e chiuso in una gabbia. Attorno a lui, poco lontano, le altre due figure della Sacra Famiglia, in gabbie separate, sormontate da filo spinato. A suggellare la rappresentazione una cometa di fortuna, che sembra fatta con le luci delle recinzioni. Circolano da qualche giorno le immagini della Natività “irregolare” della chiesa metodista di Claremont, in California, per protestare contro le separazioni inflitte ai migranti fermati al confine americano.   Dettaglio del presepe della chiesa metodista di Claremont, in California, 9 dicembre 2019 (foto di David McNew per Getty Images). Alla prima immagine del presepe in cattività, postata su Facebook da Karen Clark Ristine, il pastore della chiesa, si sono poi subito...

Un documentario / Klimt e Schiele. Eros e psiche

Partiamo dalla fine: il 31 ottobre 1918 il pittore austriaco Egon Schiele muore nella sua casa di Vienna dopo aver contratto l'influenza spagnola. La pandemia inizia nella primavera e continua fino al 1920, uccidendo oltre dieci milioni di persone in tutto il mondo e superando la tragica conta delle vittime della Prima Guerra Mondiale.  La fine è il segno che marchia a fuoco la storia della Secessione, il movimento che nasce a Vienna a cavallo di Otto e Novecento. Un momento storico irripetibile in cui emergono le figure di Gustav Klimt e di Egon Schiele, tra gli artisti più amati dal pubblico contemporaneo, e che il documentario Klimt e Schiele – Eros e psiche, realizzato da 3d produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo, racconta a poco più di un secolo di distanza...

Lello Baldini / La camera cieca

Compatto. Almeno virtualmente la si immagini pronunciata, questa parola, con l’accento di Lello Baldini. Suppongo non solo a me, gli ultimi tempi prima di andarsene (con la discrezione che sempre lo aveva contraddistinto), diceva che gli sarebbe piaciuto pubblicare i suoi testi in forma non più scritta, bensì orale. Dev’essere stata verso la fine del 2004, l’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono. (Mi piaceva parlare al telefono con Baldini. Non pensavo, le troppe poche volte che è successo, a quanto il motivo – con angoscia già kafkiana – fosse attestato nella sua poesia; si pensi a Mo acsé, in Ciacri, e al formidabile Pronto! Pronto! di Intercity.) «Ma sì, mi piacerebbe fare un compàtto», diceva tutto divertito. Intendeva un compact disc, cioè il supporto tecnologico sul quale...

Arte e attivismo di Xaureme Francisco Bautista / Difensori della madre terra

Negli ultimi mesi una serie di catastrofi, indotte da chi ha interessi nello sfruttamento di parti del pianeta ancora vergini, si sono abbattute sui territori sacri, e per questo protetti, di intere popolazioni native. Degno di attenzione è il fatto che “loro”, i nativi, questa volta hanno alzato la voce e si sono imposti sulla scena internazionale sensibilizzando coscienze e attirando l’attenzione di governi stranieri, facendo appelli continui anche con l’utilizzo dei mezzi di comunicazione più moderni. Mettendoci la faccia. Facendosi voce di quello spirito della natura di cui si autoproclamano i custodi e che ancora cercano di proteggere a dispetto della folle – e distruttrice – corsa economica che acceca i governi del mondo. “Loro”, alter ego culturalmente pregnante della più famosa...

Spazio Trentacinque, Torino / La Madonna di Alzano, di Giovanni Bellini

Quella con la Madonna di Alzano di Giovanni Bellini è la dodicesima edizione di L’Ospite illustre, la rassegna curata e promossa da Intesa Sanpaolo che propone un’opera di rilievo in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri ospitata nelle sedi espositive della Banca, le Gallerie d’Italia di Milano, Napoli e Vicenza, e il grattacielo di Torino, diventato spazio museale di Intesa Sanpaolo. Il capolavoro di Giovanni Bellini è per alcuni giorni visitabile a Torino, nello “Spazio Trentacinque” al 36° piano del grattacielo di Intesa Sanpaolo, assieme al suggestivo scenario della Serra bioclimatica. Un’occasione da non perdere per chi non conosce l’Accademia Carrara di Bergamo che l’ha prestata, che è uno dei Musei di città minori più belli d’Italia, dove...

Biografia e opere / Julian Barnes, Con un occhio aperto

Diciassette saggi dedicati ad altrettanti pittori compongono la raccolta Con un occhio aperto (Keeping an Eye Open. Essays on Art, trad, it. di Daniela Fargione) dello scrittore inglese Julian Barnes e sono un perfetto specimen del personal essay di marca anglossassone: prosa brillante, argomentazioni sostenute da conoscenza di prima mano e da fonti storiche, soprattutto un punto di vista soggettivo, a tratti esistenziale. Julian Barnes, nato a Leicester nel 1946, ha avuto modo di conoscere, da vivi, esponenti del movimento modernista, quello che senz’altro ha maggiormente influito nella formazione del suo gusto e della sua prospettiva, ne è consapevole e sa storicizzare il proprio sguardo e nel farlo attraversa con mite ironia, e con contrappunto critico, alcuni miti dell’arte...

Momenti straordinari con applausi finti / Gipi in diagonale

La prima volta che mi è capitato tra le mani un fumetto di Gipi era il 2003. Ero andato nella redazione della Coconino Press, all’epoca alla periferia di Bologna, a intervistare Carlo Barbieri, uno dei fondatori della casa editrice. Alla fine dell’incontro mi regalò due fumetti: Nel bar di José Muñoz e Carlos Sampayo ed Esterno notte di Gipi. Mi sembra doveroso ricordare la figura di Carlo (scomparso qualche anno fa), una delle persone che più hanno contribuito a riportare il fumetto al centro dell’attenzione nel panorama culturale italiano. In quel caso mi stava regalando un classico del passato e un futuro classico. Esterno notte è una raccolta di racconti, è il primo lavoro di Gipi in formato graphic novel dopo una serie di storie disegnate negli anni ’90 per la rivista Blue. Ce n’è...

Arte e desiderio a Palazzo Te / Giulio Romano e il piano sequenza

Sul coperchio della scatola Baci Perugina da 257 grammi due innamorati si baciano sotto un cielo stellato. L’influsso delle stelle sembra avere una relazione con il desiderio dei due innamorati, come suggerisce il termine latino “de-sidere” (dal quale discende il nostro “desiderare”), composto dalla preposizione “de”, che indica il moto dall’alto verso il basso, seguita da “sidere”, ablativo di “sidus – stella”.   Scatola Baci Perugina da 257 grammi. “Oh se potessi toccare la mano di Neobule!” esclama Archiloco nel frammento 118 West, citato da Plutarco di Cheronea nel contesto di una discussione sulla natura della lettera “E” contenuta nella formula di consultazione oracolare (L’E di Delfi, in Dialoghi delfici. Adelphi, Milano 1983, p. 139). Archiloco canta l’amore con immagini...