Immagini

Nel mistero di Vivian Maier

Silvia Mazzucchelli Finding Vivian Maier   Finding Vivian Maier (Usa 2013, Feltrinelli Real Cinema) è un film prodotto e diretto da John Maloof e Charlie Siskel, presentato in diversi festival internazionali (in anteprima il 4 di ottobre alla Galleria dell’Incisione di Brescia) e dedicato a una delle figure più celebrate del momento: Vivian Maier.   La storia è nota e il film la ripercorre: nel 2007 John Maloof acquista quasi per caso ad un’asta i rullini della fotografa nata nel 1926 e morta nel 2009, che per tutta la vita ha lavorato come baby sitter. Convinto di aver reperito materiale interessante per il libro che stava scrivendo sul suo quartiere di Portage Park a Chicago, si ritrova ad essere unico erede e curatore di uno sterminato...

Le umide ierofanie di Lino Gerosa

Il pittore può dire di avere raggiunto l’abilità tecnica inarrivabile della vera arte quando l’immagine che dipinge avrà la sembianza di una macchia di inchiostro che, spontaneamente e per sua natura, abbia assunto la forma, la grandezza, la posizione e il colore della cosa che riproduce: così sintetizza Shi’Tao, il grande pittore del XVII° sec., la poetica del “tratto unico”. Le opere di Lino Gerosa sono delle grandi macchie, impronte generate per impressione e/o per secrezione di sostanze liquide fuoriuscite da un corpo appoggiato su un supporto ad essiccare, composto da un amalgama di carte antecedentemente fatte macerare per lungo tempo.     Il vero artefice del processo poietico di generazione e formazione...

Scianna e la fragilità esistenziale del selfie

Chiunque ami la fotografia ha formato il suo sguardo con le immagini di Ferdinando Scianna. Scianna è stato il primo italiano ad entrare nell’agenzia Magnum. Di lui, Leonardo Sciascia scrisse: «È il suo fotografare, quasi una rapida, fulminea organizzazione della realtà, una catalizzazione della realtà oggettiva in realtà fotografica: quasi che tutto quello su cui il suo occhio si posa e il suo obiettivo si leva obbedisce proprio in quel momento, né prima né dopo, per istantaneo magnetismo, al suo sentimento, alla sua volontà e – in definitiva – al suo stile».     Eppure sono pochi i grandi fotografi che hanno anche scritto molto sulla fotografia e che hanno riflettuto sul suo linguaggio....

Why Africa?

lettera27 è una fondazione non profit nata nel 2006. Come  il nome fa intuire, sostiene l'alfabetizzazione e il diritto all'istruzione. Il suo territorio privilegiato è il continente africano. La ventisettesima lettera è quella che manca, che non c'è, che deve essere ancora scritta. Siamo felici di partecipare a questo progetto che unisce la cultura analogica e quella digitale. È nel nosto DNA. Con questo intervento ha inizio la stretta collaborazione tra doppiozero e lettera27.   Marco Belpoliti, Stefano Chiodi     Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti...

Guardare secondo John Berger

Tre sono i grandi autori che ci hanno spiegato cos’è la fotografia nel corso della seconda metà del XX secolo: Roland Barthes, Susan Sontag e John Berger. Barthes, scrittore e semiologo, ha costruito un discorso geniale fondato sulla semiologia; Sontag, saggista e scrittrice, ha miscelato nei suoi scritti grande cultura e grande personalità artistica; Berger è stato invece soprattutto scrittore, mettendo in campo la sua insopprimibile umanità.   C’è una frase che Geoff Dyer cita nel suo scritto d’introduzione a Capire una fotografia di Berger, esemplare del modo di guardare di Berger stesso: “Esiste una forma delicata di empirismo che si identifica così intimamente con il soggetto da trasformarsi in teoria...

Il nudo è donna

Il nudo è donna. Sembra questa la conclusione cui è arrivata la cultura occidentale malgrado decenni di gender/cultural studies, teorie femministe e la passata affermazione modernista della forma: un discorso che voglia penetrare nel senso più latente del corpo umano pare dover confrontarsi sempre non con la sessualità in sé, ma con il suo versante femminile.     A dimostrazione di come il valore della critica d'arte consista in un'analisi che non sempre riesce poi ad avere un'effettiva influenza sulle esperienze artistiche; nonostante l'arte del Novecento abbia disgregato l'oggetto corporeo, setacciandone ogni interstizio per consumarne i residui significati, l'immaginario  culturale racconta l'attuale...

Emil Nolde, il Mago del Nord

Algida, come deve essere la mostra di un espressionista i cui turbamenti sono travolti dal colore, e graziata da un uso discreto delle luci, la retrospettiva che il magnifico Louisiana Museum of Modern Art – trentacinque kilometri a nord di Copenaghen, sullo stretto di Ooresund – ha organizzato per riassumere l’opera di Emil Nolde, si presta a rendere eclatanti, nell’immacolato rigore del suo allestimento, i travagliati contrasti di cui fu seminato il tragitto artistico e personale dell’artista tedesco. Divisa in undici capitoli tematici, che assecondano una cronologia volutamente approssimativa, la mostra consiste di centoquaranta lavori, tra cui prestiti da collezioni private e opere su carta mai esposte fuori da Seebüll, dove Nolde morì e dove...

Anne-Karin Furunes: Shadows

Incontri Shadows è una mostra composta da diversi elementi. Non ci sono solo gli artisti, i volti, le immagini ma anche un intreccio di spazi, tempi, luci e ombre. Gli artisti si chiamano Anne-Karin Furunes e Mariano Fortuny y Madrazo. Lei vive in Norvegia. Il suo studio, ricavato in un edifico che ospitava bambini malati di tubercolosi, si trova su un pendio che scende verso un fiordo. Funziona come una “camera lucida”, spiega l’artista, cattura “il volume di aria e di luce lungo il braccio del fiordo”, l’ideale per realizzare le sue opere perforate, soprattutto nelle giornate nuvolose.       Anne-Karin Furunes nel suo studio   Mariano Fortuny non ha bisogno di presentazioni. È un eclettico: scenografo,...

Io sono tropicale, metafisico, sovietico

Quinto appuntamento con le Bolle di Sapone di Michele Dantini, rubrica-inchiesta dedicata all’arte italiana contemporanea. In scena Marcello Maloberti. La riflessione sull’identità italiana e sui rapporti tra memoria e infrazione si riformula in una prospettiva inattesa: quella del rapporto tra immagini e parole. I bizzarri personaggi che Maloberti evoca in una raccolta di brevi testi, annotazioni e aforismi dal titolo Marcello: Scritti 1990-2014 gettano luce sui metamorfici smembramenti del Mito e insieme sulla ricerca, da parte dell’artista, di sentimenti o reminiscenze condivise. Marcello: Scritti 1990-2014 è anche il titolo della personale di Maloberti che si apre alla Galleria Raffaella Cortese, 24 settembre 2014; e a cui questa conversazione introduce...

Andy Rocchelli. Russian Interiors

Vivono al di fuori del rumore, a Pianello Val Tidone, piena campagna piacentina, in uno studio-laboratorio da cui partono le storie per la stampa internazionale più attenta. È qui che otto anni fa nasce il collettivo fotografico cesura, cinque soci fondatori, sei collaboratori, un grande maestro. “Siamo arrivati qui come assistenti di Alex Majoli”, raccontano Arianna Arcara e Luca Santese, “e da lui abbiamo imparato come si cresce e si lavora in una bottega”.   Restare qui permette alla fotografia di non essere solo un mestiere, qualcosa che si realizza per essere venduto, ma una scelta di vita in cui ti immergi ventiquattr’ore su ventiquattro. “Avevamo vent’anni, Alex ci diceva che qui non avremmo perso tempo, avremmo...

La Vegetazione come agente politico

Il modo in cui oggi si fa esperienza del mondo vegetale è ancora legato all’ordine di discorso che si apre con le scienze naturali. Il metodo scientifico moderno, che nelle scienze naturali ha trovato il primo campo di applicazione, è caratterizzato da una ricerca di costanti e leggi con le quali ridurre e catturare la molteplicità del reale, dal dominio del quantitativo sul qualitativo e dalla costruzione di un apparato di senso normativo e necessitante. Nate in contemporanea all’emergere del capitalismo e all’accumulazione originaria, le scienze naturali agiscono per classificazione e distinzione (seguendo le cartesiane idee chiare e distinte), sono vere e proprie scienze del dominio, precondizione per l’utilizzabilità generale del...

Su Visti&Scritti di Ferdinando Scianna

Chi si confronta con l’atto del ritrarre o dell’essere ritratto è assalito da dilemmi, suggestioni e esitazioni che coinvolgono alcuni dei temi fondamentali del nostro esistere: io-l’altro-identità-somiglianza-sguardo-presenza-ricordo-tempo-spazio-luce-vissuto e così via (quasi fino all’infinito). Allo scopo, forse, di fare che il soggetto-oggetto ri-Tratto (lei, lui, loro) torni a sé, ricompaia in sé, e possa toccare con mano la propria realtà, la propria verità. Perché (dicono) nel ritrarre si trova (forse) l’essenza più remota, misteriosa e meno conosciuta dell’arte. Il ritratto, da sempre dipinto, immaginato e scritto è divenuto da meno di due secoli terreno fertile anche della...

Gianni Berengo Gardin: mostri a Venezia

Mostri I mostri di Gianni Berengo Gardin sono enormi. Colmano l’obiettivo del fotografo, fuggono dai margini dell’immagine fotografica e si incagliano nei nostri sguardi. Non solo assalgono Venezia con la loro mole, ma ne minano la bellezza accentuandone la fragile vulnerabilità. Cosa sono? Enormi navi da crociera, cariche di turisti che solcano le acque della laguna, palazzi galleggianti, alti una volta e mezzo Palazzo Ducale e lunghi due volte Piazza San Marco, che transitano nel Canale della Giudecca. Il fotografo documenta il loro transito per due anni, dal 2012 al 2014. “Il loro passaggio nel cuore di Venezia non rappresenta solamente uno sfregio alla bellezza”, afferma Berengo Gardin, ma anche “un grave pericolo per uomini ed edifici, una...

Quei graffi sui muri...coro della città contemporanea

Da una città che lotta da anni, decenni, contro la violazione del muro “pubblico”, che vede susseguirsi amministrazioni che, ognuna a proprio modo, si ostinano, sebbene consapevoli dell'inutilità del gesto, a pulire e ripulire intonaci di palazzi, portici, colonne e serrande dai segni a spray che, dall'altra parte, gli avversari di questo duello, le giovani bande graffittare, persistono a comporre in un crescendo sempre diverso; da una città come Bologna, che vanta una tradizione più o meno legittimata di writers che proprio ora vengono scritturati dal Comune per comporre facciate intere di palazzi di periferie, e che sebbene desideri vantare questo primato non si trova ad esser poi tanto diversa da Milano, Roma o Zagabria; da queste strade...

Benedetta gioventù

Passeggiando tra i banchi del mercatino dei vecchi libri in piazza Diaz, la seconda domenica di ogni mese a Milano, può capitare – è capitato – di trovare un libro strano e che non è manco un libro vecchio. Si tratta di un libro nuovo. Nel senso che è appena uscito. Ha il formato di un piccolo album da disegno, la pagina più larga che alta. In copertina appaiono tre ragazzi e un salto: ognuno di loro ne prende un pezzo: pronti, partenza, via!     Il libro è intitolato Benedetta gioventù. La fotografia perduta e ritrovata di Fano Galofaro dal 1972 al 1976. Autore risulta Valentino Ronchi, poeta, narratore, ma anche libraio, il libraio che sotto la terrazza Martini, dentro il mercatino dei vecchi libri, me l’...

Vasif Kortun: l'istituzione deve prendere una posizione.

L'istituzione non-profit SALT ha sede ad Istanbul e Ankara e dal 2011 riunisce Platform Garanti Contemporary Art Center, l'archivio della Banca Ottomana e il centro di ricerca/galleria Garanti. SALT non si limita a confini disciplinari né a geografie specifiche e si è posizionato come una delle principali istituzioni culturali internazionali del paese. Vasif Kortun, è il direttore dei programmi di ricerca del SALT ed è stato il fondatore dell'Hasselt Museum presso il Centro per la ricerca curatoriale Bard College a nord di New York. Ha curato diverse biennali tra cui: Istanbul, Tirana, Taipei, San Paolo e numerose mostre tematiche. Abbiamo parlato con Vasif Kortun del funzionamento di un'istituzione culturale in una situazione di agitazione...

L’immaginario androgino

Leggendo il libro di Franca Franchi, L’immaginario androgino. Migrazioni di genere nella contemporaneità (Sestante Edizioni, 2012) verrebbe da dire: non esiste solo il mito di Narciso. È vero che Philippe Dubois nel suo saggio L’acte photographique (1983), fa riferimento al De Pictura di Leon Battista Alberti e pone il volto del fanciullo che guarda se stesso nella fonte come mito all’origine della pittura. Ed è sicuramente innegabile che il volto di Narciso compaia anche nelle moltitudini degli autoritratti contemporanei – i neonati selfie, sospesi, scrive Tiziano Bonini, tra il “desiderio di sondare se stessi” e “la nuova consapevolezza della propria immagine digitale”.   Persino nel ritratto sembra che il mito del fanciullo ovidiano non rinunci a svolgere il ruolo di archetipo,...

Snap Shooters: ricerca gestuale e posturale

Ricerca posturale   Vorrei affrontare le due tendenze appena identificate con ordine, cominciando dalla ricerca posturale. L’elemento di maggiore novità che caratterizza l’attuale orizzonte di osservazione mi sembra essere l’avvento dei display che hanno progressivamente sostituito il mirino fino alla sua completa eliminazione, avvenuta ad esempio in alcuni dispositivi digitali, come gli smartphone, che non hanno la funzione precipua di fotografare. Nella macchina fotografica tradizionale (tralascio per ovvi motivi le prime macchine fotografiche su cavalletto) l’esigenza di guardare nel mirino riduceva di molto le possibilità di movimento anche per l’abitudine di chiudere l’altro occhio, quello non impegnato dal sistema ottico....

Biennale di Berlino 2014

Ha inaugurato a fine maggio l’ottava edizione della Biennale di Berlino. Sin dal 1998, la manifestazione tedesca coinvolge decine di artisti provenienti da tutte le aree geografiche in un mosaico di immagini e eventi dislocati per la città, facendo del recupero degli spazi dismessi e del carattere internazionale uno dei suoi tratti distintivi. Vetrina della ricostruzione culturale ed economica tedesca postunificazione, i contenuti della Biennale, al di là della selezione di opere e artisti o delle intenzioni curatoriali, si giocano inevitabilmente anche sulla scelta degli spazi che l’hanno ospitata nel corso degli anni.   L’essere stata teatro degli eventi storici che hanno riguardato gli equilibri internazionali per tutta la seconda metà del...

Davide Monteleone. Spasibo

Quanto costa abbattere il muro del silenzio? Moltissimo, ci ha insegnato la storia. Moltissimo, ci dimostra ancora una volta la terribile notizia di quanto successo il 24 maggio al fotoreporter italiano Andy Rocchelli, ucciso a colpi di mortaio in Ucraina. Eppure se non ci fossero persone come lui, le verità scomode resterebbero solamente un dolore represso a pesare sul cuore di chi le vive. Una ferita senza nome sulla pelle delle generazioni a venire.   È con questa consapevolezza che si dovrebbe visitare Spasibo, l’esposizione di fotografie di Davide Monteleone, vincitore della quarta edizione del Carmignac Gestion Photojournalism Award. Il progetto, che prevede diverse tappe, è in mostra a Milano dal 24 maggio (fino al 21 giugno), presso lo Studio...

Facce da Fundamentals

streetpost-it è un luogo dove raccolgo tutti i giorni delle storie in forma di immagine. Sono storie di persone normali che incontro per strada e la cui umanità ha qualcosa che mi colpisce. Può essere qualsiasi cosa: un elemento del vestito, del viso, un colore, un'espressione della faccia, i capelli o le scarpe.   Alla 14 mostra internazionale di Architettura di Venezia, che inaugurava in questi giorni, streetpost-it è venuto con me e nel luogo di “Fundamentals”  per eccellenza del concetto e dell'astrazione, raccontarne le persone mi sembrava doveroso ".   http://instagram.com/federicaverona http://federicaverona.tumblr.com/

L.A.W. (Live Arts Week) #2014

Quest'anno ho finalmente conosciuto Gianni Peng. Volutamente non ho cercato di comprendere i suoi intenti, convincendomi che l'importante fosse farsi trascinare e sommergere in quello che ogni anno porta a Bologna durante L.A.W. (Live Arts Week), il cui titolo indica già di che tipo di “contenitore” si tratti. Se si vuole chiamare Festival, può andar bene, il formato è quello, ma più che altro è proprio una settimana, cioè un tempo presente, in cui si susseguono, s'intrecciano, si conoscono artisti visivi, performers e sound designers di varia provenienza.   Uno degli obiettivi della direzione artistica è la volontà di collocarsi nell'utopia. Un'utopia, di nuovo, dichiaratamente del tempo...