Immagini

Arte contemporanea in Sud Africa

Dopo il focus sull’Angola proseguiamo la collaborazione con Another Africa con il secondo articolo tratto da Tracing Emerging Artistic Practice e dedicato alla scena artistica del Sud Africa.  Buona lettura.   lettera27 English Version         Houghton Kinsman   Da quando è partito il progetto per la realizzazione del Museo Zeitz di arte contemporanea africana e Johannesburg è stata annoverata tra le dodici Art Cities of the Future selezionate dalla casa editrice Phaidon Press, vi è grande fermento creativo intorno al Sudafrica. Eventi come questi hanno contribuito a portare al centro del dibattito la scena artistica del Paese, che vanta uno dei mercati d’arte più affermati del continente, come...

Industria oggi

Visioni   Il trittico di Vera Lutter occupa tutto lo spazio della parete. È magnetico. Attira lo sguardo dello spettatore, un invito a entrare con gli occhi nell’enorme spazio astratto delle sue immagini stenoscopiche. Le fotografie sono  insieme leggere e pesanti, vere e finte, vive e morte. Recano in sé un’idea di una sorta di attrazione nei confronti della rovina, del residuo, dello scheletro. Racchiudono in sintesi il paradosso dell’immagine fotografica, il momento che Roland Barthes definisce “è stato”, della morte apparente che ogni fotografia reca in sé e quella inevitabile dell’istante successivo: cosa diventerà? Per il momento si può solo leggere la didascalia: Centrale elettrica di...

I Cinema a luce solida di Fabio Mauri

Mana e Industrial design   Tra luglio e settembre 1968 Fabio Mauri espone al Mana Art Market di Roma i Cinema – multipli a luce solida. La galleria, fondata nel febbraio 1968 da Nancy Marotta, era anche un centro di produzione di multipli, quasi dei prototipi considerato il numero limitato in cui erano realizzati. L’artista e compagno Gino Marotta ne ha ricordato retrospettivamente i presupposti: ci dava fastidio […] la mitizzazione dell’artista, l’opera d’arte come miracolo. Noi pensavamo all’opera d’arte come a un bene di consumo utile alla società […] un’opera che fosse riproducibile in serie, utilizzando le risorse e i linguaggi che derivavano dalle tecnologie industriali […] contro un’idea...

Olivo Barbieri. Ersatz Lights

Stiamo assistendo a un momento di notevole attenzione nei confronti dell’opera di Olivo Barbieri. Innanzitutto, da fine maggio scorso, il MAXXI di Roma ha intrapreso un percorso lungo sei mesi (dal 29 maggio al 15 novembre 2015) e oltre trent’anni, intitolato appunto Olivo Barbieri. Immagini 1978 - 2014. Il viaggio retrospettivo è curato da Francesca Fabiani e si alimenta di oltre 100 opere, diverse per temi e obiettivi, ma accomunate da quella che, in qualche modo, sembra l’egida estetica che illumina tutto il lavoro di Barbieri, e per parole sue: "Non mi ha mai interessato la fotografia, ma le immagini. Credo che il mio lavoro inizi laddove finisce la fotografia."   L’evidenza di questo paradosso sta nel fatto che a renderlo tale sarebbe l...

"Why Africa?" La non-risposta di “SAVVY Contemporary” (seconda parte)

Dopo l’uscita di giugno, ecco la seconda parte dello speciale contributo a cura di Savvy Contemporary che risponde alla domanda Why Africa?. Lo fa attraverso “alcune sonorità che potrebbero rappresentare, racchiudere e rivelare alcune forme e significati dell’Africa”- come scrive il fondatore e direttore di Savvy Bonaventure Soh Bejeng Ndikung- “è attraverso il suono che teniamo in vita i nostri antenati e attraverso il ritmo che sentiamo battere il loro cuori.”  Buon ascolto e buona estate!   lettera27 English Version   Savvy contemporary team, ph. Luise Volkmann   Francis Bebey - The Coffee Cola Son   Tshala Muana- Kapinga   Rachid Taha- ya rayeh   Brice Wassy Kù Jazz...

"Why Africa?" A SAVVY Contemporary non-response (part two)

Following the June issue, here is the second part of the special contribution by Savvy Contemporary that engages with the question Why Africa? They do it through “some of the sounds that could embody, encompass and reveal some form and meaning of Africa” –writes Savvy’s founder and director Bonaventure Soh Bejeng Ndikung- “For it is through sound that the ancestors are kept alive and through rhythm that their pulses keep the beat.” Enjoy the tunes and the summer!   lettera27 Italian Version   Savvy contemporary team, ph. Luise Volkmann   Francis Bebey - The Coffee Cola Son   Tshala Muana- Kapinga   Rachid Taha- ya rayeh   Brice Wassy Kù Jazz Groove   Busi Mhlongo - Oxamu   Hafusa...

Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda

Di frequente viene presentata, ad ogni corso d'arte contemporanea che voglia soffermarsi sulla fotografia surrealista, la celebre immagine Erotique Voilée (1933), di Man Ray: un corpo sottile, la mano sporca di inchiostro sulla fronte, poggiato contro un torchio di lavoro la cui manopola si erge sul pube della figura dal sesso ambiguo come un enorme fallo scuro, a offrire una fittizia sessualità che più che chiarire l'identità del modello ritratto, ne amplifica la compenetrazione di caratteri femminili e maschili. L'immagine, facente parte di una serie fotografica dall'atmosfera fortemente erotica, ha consegnato la donna che vi era in realtà ritratta, Meret Oppenheim (1913-1985), alla fama di bellissima musa surrealista, alternativo...

Di pagina in pagina, attraverso l’Africa

Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?     Niente più di una lista di libri fa venire voglia di leggere: lo sanno tutti i lettori, gli amanti dei libri perennemente a caccia di nuove piste da seguire, di nuovi luoghi da esplorare, di nuovi scrittori e scrittrici da adorare. Lo sanno bene le appassionate libraie di GRIOT, il piccolo grande angolo di Africa nel cuore di Roma, sempre prodighe di consigli di lettura a tutti quelli che mettono piede nella libreria di via di Santa Cecilia, a Trastevere. Proprio da GRIOT arriva dunque un piccolo dono per i lettori e le lettrici in procinto di partire per le vacanze (e non solo): una selezione degli “afro-titoli” più interessanti pubblicati quest’ultimo anno in Italia. Ce n...

Peep-hole con vessillo. Giosetta Fioroni e la Casa tricolore, 1969

Nuovo appuntamento con la rubrica Bolle di Sapone di Michele Dantini, dedicata all’arte italiana contemporanea (l’indice della rubrica qui). In scena Giosetta Fioroni e una singolare pittura_installazione.       Esiste una linea “errante, erotica e eretica” che attraversa la storia dell’arte italiana del Novecento, uno strapaese fantastico che irrompe con Licini, da cui ho appena tratto la citazione, e Scipione nel periodo tra le due guerre per giungere sino a oggi, a Cucchi e altri. Geografie centro-italiane: la Roma dei misteri, Appennini e borghi adriatici a ridosso del mare, lune e stelle leopardiane. C’è però una possibile variante, che zampilla dai “teatrini” di Arturo Martini: la geografia affettiva o...

Piero della Francesca e i video games

La città di Reggio Emilia ha dedicato una mostra al disegno tra arte e scienza nell'opera di Piero della Francesca. La mostra porta l'attenzione sulle sue opere grafiche e teoriche: il famoso De prospectiva pingendi composto intorno al 1475, il Trattato d'abaco commissionatoli da un suo amico mercante e il Libellus de quinque corporibus regularibus dal quale Luca Pacioli attinse a piene mani per il suo De divina proportione. In esposizione anche un rara copia delle opere di Archimede recentemente attribuita a Piero.   Da sinitra: Piero Della Francesca, De prospectiva pingendi, 1472-1492, manoscritto Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia; San Ludovico do Tolosa, 1460 affresco staccato, Museo Civico di San Sepolcro, San Sepolcro, Arezzo   Il De prospectiva...

Per una breve storia della fotografia contemporanea cinese

Sembrano appartenere a un passato ormai remoto le immagini del documentario, Chung Kuo, che il regista Michelangelo Antonioni realizzò in Cina nei primi anni '70, invitato dal Primo Ministro Zhou Enlai, favorevole alla rottura dell'isolamento internazionale e all'avvicinamento agli USA, nonché esperto di propaganda. Scegliere Antonioni per divulgare al mondo gli esiti della straordinaria rivoluzione della “prospera Cina socialista” parve essere del tutto naturale, in quanto regista di fama mondiale, iscritto, inoltre, al Partito Comunista Italiano. Benché Antonioni fu costretto a riprendere delle scene programmate appositamente per lui, come le operaie che dopo il lavoro rimanevano a studiare il Libretto Rosso del Presidente Mao o i bambini che...

La mostra alla Monnaie di Parigi / Marcel Broodthaers. Tante aquile

L’esposizione come opera d’arte   “Ci sono tante aquile”, rispondo a chi mi chiede un giudizio conciso sulla mostra di Marcel Broodthaers alla Monnaie di Parigi (fino al 5 luglio), così come direi “tanti specchi” per una di Pistoletto o “tanto ketchup” per una di Paul McCarthy. Con la mostra “L’aquila dall’Oligocene ai nostri giorni” tenuta a Düsseldorf nel 1972, con oltre 270 rappresentazioni del rapace, Broodthaers strappò l’aquila dai cieli della mitologia, della simbologia evangelica, dell’imperialismo degli stati-nazione per farne il feticcio della sua impresa artistica.     Chi osò tanto? Un poeta che a quarant’anni, alla fine del 1963, decise di diventare artista. Non lo fece per ispirazione, per placare qualche demone interiore che gli tormentava l’animo, ma in...

The value of Africa’s aesthetics

Here the column's introduction: Why Africa?     Versione italiana   I wrote most of On the Postcolony (UCPress 2001) at night. It was in the early 1990s, as the deep shadow of Afro-Marxism was receding. Then, it seemed as if the study of Africa was caught in a dramatic analytical gridlock. Many scholars were peddling increasingly unhelpful maps of the present at the very moment that new dramas were taking shape.   As the crisis in the social sciences was intensifying, innovative trends, even a new kind of thinking, were emerging in fields as disparate as design, fiction, fashion, painting, dance and the domain of aesthetics in general. In all these disciplines of the imagination, something of a reconciliation between so-called African identity...

Il valore dell’estetica africana

Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?     English Version   Ho scritto On the Postcolony (Postcolonialismo, Meltemi, Roma 2005) principalmente di notte. Era l’inizio degli anni ’90, quando l’ombra cupa dell’Afro-Marxismo cominciava a dileguarsi. Sembrava, a quel punto, che gli studi sull’Africa dovessero rimanere intrappolati in un drammatico stallo analitico. Erano molti gli studiosi che mettevano in circolazione mappe del presente sempre più inutili, proprio nel momento in cui nuovi drammi si stavano profilando.   Mentre la crisi delle scienze sociali si aggravava, in campi disparati come il design, la narrativa, la moda, la pittura, la danza e nell’ambito dell’estetica in generale...

L'Informe

Letture dell’informe. Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman (ed. Lithos 2014), saggio scritto a quattro mani da Andrea D’Ammando e Matteo Spadoni, si propone di essere il primo testo ad analizzare, sintetizzare e presentare in modo esaustivo i termini di una riflessione, quella inerente alla nozione di informe, che da circa un trentennio impegna la critica: il relativo dibattito ha visto levarsi, su tutte, le voci di Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman (a ognuno dei due è dedicata una sezione del libro), entrati in aperto conflitto sul tema dalla metà degli anni Novanta.   Come è noto, “Informe” è una voce del Dictionnaire Critique comparsa nel numero 7 di «Documents», rivista diretta tra il 1929 e il 1930 da...

"Why Africa?" A SAVVY Contemporary non-response

This month we asked our friend Bonaventure Soh Bejeng Ndikung to engage with the question “Why Africa?”.  A curator, a biotechnologist and a music aficionado, Bonaventure is the founder and director of SAVVY Contemporary in Berlin, an independent space for the discourse on art between the 'West' and the 'Non-West' which is currently running a crowdfunding campaign to support its upcoming exhibitions. The SAVVY team is an extremely passionate and talented group of volunteers committed to bringing high quality cultural content in an independent and bold manner. Please support their campaign here, there are still a few days left to make the difference. And now, enjoy their unique contribution to our column.   lettera27...

"Why Africa?" La non-risposta di “SAVVY Contemporary”

Questo mese abbiamo chiesto al nostro amico Bonaventure Soh Bejeng Ndikung di affrontare la domanda “Why Africa?”. Curatore, biotecnologo e appassionato di musica, Bonaventure è il fondatore e direttore di Savvy Contemporary Berlin, uno spazio indipendente dedicato ai discorsi sull’arte tra “l’Occidente” e “il non Occidente”, che ha lanciato una campagna di crowdfunding a sostegno delle sue prossime mostre. Il team di Savvy Contemporary è formato da volontari appassionati e talentuosi, impegnati a promuovere contenuti culturali di alta qualità in maniera indipendente e coraggiosa. Vi invitiamo a sostenere la loro campagna qui: rimangono solo pochi giorni per fare la differenza. E adesso godetevi il loro speciale...

Cuore di tenebra

Mettiamo che abbiate un libro fotografico che si presenta in questo modo: in copertina un’immagine di una forma su fondo nero che potrebbe essere un fuoco d’artificio o un’esplosione nella notte, troppo filamentosa per far pensare a un’ameba e a molte altre cose in realtà, a me fa pensare anche a un occhio, a quello con lunghe ciglia di Man Ray, a quello tagliato da Buñuel nel Chien andalou con la nuvola che contemporaneamente attraversa la luna. Autore e titolo lo trovate solo sulla costa. L’autore facciamo che non lo conosciate, il titolo è It Seemed As Though the Mist Itself Had Screamed (Sembrò che la foschia stessa si fosse messa a urlare). Ha tutta l’aria di essere una citazione e infatti trovate facilmente che viene da...

Arte contemporanea in Angola

Siamo felici di annunciare la nostra nuova collaborazione con la piattaforma Another Africa. Abbiamo una visione comune e la stessa passione nel presentare un punto di vista contemporaneo sul continente e sulla Diaspora, in tutta la sua complessità e varietà di espressioni. Questo mese presentiamo il primo articolo tratto da Tracing emerging contemporary artistic practice una serie che si concentra di volta in volta sulla scena artistica di uno specifico paese, nel tentativo di iniziare a comprenderne le condizioni attuali ed evidenziare il lavoro degli artisti emergenti. La serie è prodotta da Houghton Kinsman e Missla Libsekal, fondatrice di Another Africa, che hanno collaborato con noi nel ripubblicare i contenuti, qui su Why Africa?. Il primo focus è sull...

Tracing Emerging Contemporary Art Practice in Angola

We are happy to announce a new collaboration with online platform Another Africa. We share a common vision and passion to present a contemporary point of view on the continent and the Diaspora in all its complexity and variety of expression. This month we feature the first article from their "Tracing emerging contemporary artistic practice" series.  It looks at the contemporary art scene of a country, in an effort to begin to understand current conditions and to highlight the work being done by emerging artists. Developed by Houghton Kinsman and Missla Libsekal, Another Africa founder,  they have generously partnered with us to re-publish  the series. The first focus is on Angola, one of the most artistically vibrant and stimulating art scenes on the continent....

Purtroppo ti amo. La fotografia si dichiara al suo territorio

L’intima convivenza che porta spesso la fotografia e il territorio a incontrarsi è un concetto tutt’altro che banale, come potrebbe invece apparire d’acchito. La rappresentazione del luogo che ci circonda, che con lo sguardo circondiamo, è una dichiarazione affettiva che ha riempito tele pittoriche fin dagli albori dell’arte del pennello e della tavolozza e può sembrare – perché di fatto è – naturale che la fotografia abbia calcato le stesse strade. E, pure, ri-calcandole, guardandole nuovamente, riscrivendone le tracce.   La fotografia di paesaggio è infatti, spesso e facendo di ciò la propria peculiarità, fotografia di passaggio. La dimensione temporale che essa abita è quella dello...

Maria Papadimitriou. Agrimiká

Nel momento in cui l’Europa misura le proprie incertezze sulle probabilità che il “Grexit” irrompa a ridisegnare il proprio futuro, la Grecia affida a Maria Papadimitriou il compito di rappresentare la nazione al cuore delle turbolenze europee in una Biennale che intende interrogarsi sul futuro del mondo, anzi sui molti, tanti futuri, come il curatore Okwui Enwezor ha voluto chiarire fin dal titolo dell’edizione di quest’anno: All the World’s Futures.   Maria Papadimitriou, Installation view, AGRIMIKÁ, 2015. Courtesy T.A.M.A. Temporary Autonomous Museum for All and the Artist   L’artista ha letteralmente “trasferito” dalla città di Volos al padiglione greco ai Giardini della Biennale, s montandolo...