Immagini

Final Words. Le tue ultime fotografie

La fotografia intrattiene con la morte un rapporto, vien da dire, genealogico. Fin dalle sue origini, la realizzazione fotografica si è fatta carico di una sorta di narrazione della vita dalla prospettiva eminente dell’interruzione, del termine della vita stessa.   Roland Barthes, nel suo La camera chiara,[1] compie forse il più celebre affondo critico nell’abisso che è proprio il rapporto tra fotografia e morte. Egli afferma, senza mezzi termini, che «in fondo, ciò che io ravviso nella foto che mi viene fatta (l’“intenzione” con la quale la guardo), è la Morte: la Morte è l’eidos di quella Foto» (p. 17).   Final Words [final-words.org] è un progetto che si prefigge di instaurare...

Walid Raad – Preface / Prefazione

Il MADRE di Napoli dedica quest’autunno un’ampia retrospettiva, curata da Alessandro Rabottini e Andrea Viliani, a Walid Raad, artista libanese tra i più noti della scena internazionale. Nato nel 1967 a Chbanieh, un piccolo villaggio a circa 30 km a est di Beirut, Raad è noto al pubblico italiano per aver partecipato alla Biennale di Venezia nel 2003 e aver esposto nella Fondazione Antonio Ratti nel 2009. Ha esposto a Documenta 11 (2012), oltre che alla Whitechapel Art Gallery di Londra, al Centro Reina Sofía di Madrid e alla Hamburger Banhof di Berlino. Attraverso un ampio utilizzo di fotografie di archivio che si accompagnano a installazioni e opere testuali, Raad analizza la veridicità del documento storico, la costruzione della memoria...

Joan Jonas. Light Time Tales.

Con Joan Jonas si attraversa davvero tutta la storia dell'arte. E non solo. Si viaggia per il teatro, il cinema, la danza, la musica, l'antropologia, la letteratura... Si incontrano ambientazioni metafisiche alla De Chirico, maschere messicane e il teatro Nō, sperimentazioni spaziali, corporali, oggettuali appartenenti alla corrente minimalista contemporanea, protesi della body art, interventi di land art, Michael Snow e la ricerca dei compagni del cinema strutturale, Philip Glass e la ricerca dei compagni della musica minimalista, ma anche surrealismo, rinascimento, Aby Warburg e il rituale del serpente, epica medievale e saghe della letteratura nordica, Bosch...   Per la prima volta l’Italia le dedica una retrospettiva che va dalla fine degli anni Sessanta ad oggi...

Rä di Martino: The Show Mas Go On

Ci siamo andati tutti a Roma. Da adolescenti, quando con diecimila lire non si poteva entrare in nessun altro posto, da adulti, che in tempi di crisi una spesa al risparmio serve sempre, a volte solo per guardare la fauna di ragazzini, anziani in pensione e immigrati. Perfino nelle guide turistiche sono stati citati. Negozio di abbigliamento di ogni tipo a basso costo, o outlet come si dice al giorno d'oggi, i Magazzini allo Statuto (Mas), presenti a Piazza Vittorio da almeno un secolo fra continue chiusure e riaperture, sono un monumento urbano a una certo modo di essere romani che è divenuto mito, eredità storica. Comprensibile dunque che la notizia alla fine del 2013 della sua imminente, e stavolta definitiva, chiusura abbia suscitato un certo scalpore, abbia ispirato...

The State of Play

Quando parliamo di fotografia a cosa intendiamo riferirci? Potrebbe sembrare una domanda retorica, al più una provocazione. Tutti, infatti, credono di sapere cosa sia una fotografia e, in un certo senso, è proprio così: almeno al livello del senso comune è molto difficile che un interlocutore nutra dubbi su cosa si vuole intendere quando si parla di fotografia. La domanda diventa invece di stretta attualità quando capita di leggere un intervento quale quello che ha recentemente pubblicato sul proprio blog Michele Smargiassi. Se sembra una foto, è meglio che lo sia, questo il titolo, muove dalla nota vicenda di un documentario fotografico pubblicato nel 2012 da Carlo Bevilacqua sul sito del New York Times e in seguito sbugiardato dallo stesso...

Jeff Koons è un aspirapolvere

È una semplice misura di sicurezza per smistare la fila dei visitatori all’ingresso delle esposizioni, o meglio delle due più grandi retrospettive dell’anno al Centre Pompidou: Marcel Duchamp e Jeff Koons. Identiche e speculari le segnalazioni: una freccia a sinistra per Duchamp, una freccia a destra per Koons. In questo bivio sembra decidersi qualcosa di più che la visita di una mostra – è in gioco il destino stesso dell’arte contemporanea. Allora, Duchamp o Koons? Scelgo Koons.   Ai sensi di colpa – su cui è costruita parte dell’opera di Koons (come Made in Heaven) – si aggiunge presto la paranoia di essere riconosciuto mentre mi pettino davanti a Moon(light) (1995-2000), uno specchio lucidato in acciaio...

Why Africa Why

Why Africa?  For many years lettera27 has been dedicated to exploring various issues and debates around the African continent and with this new editorial column we would like to open a dialogue with cultural protagonists who deal with Africa. This will be the place to express opinions, tell their stories, stimulate the critical debate and suggest ideas to subvert multiple stereotypes surrounding this immense continent. With this new column we would like to open new perspectives: geographical, cultural, sociological. We would like the column to be a stimulus to learn, re-think, be inspired and share knowledge. For the opening piece we asked our partners, intellectuals and like-minded cultural protagonists from all over the world to answer one key question, which also happens to be...

Perché Africa perché

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Elena Korzhenevich, lettera27   Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?    english version   Perché Africa Perché. Chi sono io...

Steve Sabella. Archaeology of the future

“Everything is a mental state, the place itself doesen’t exist”. (Steve Sabella, catalogo della mostra)     Archeologia del futuro è una mostra ospitata dal Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona. Si tratta di un’esposizione singolare che insieme alle immagini espone anche la vita dell’artista: il palestinese Steve Sabella.   Nato a Gerusalemme nel 1975, e poi trasferitosi a Londra e in seguito a Berlino, egli racconta alla curatrice Karin Adrian von Roques la difficile permanenza nella città natale e la sua strategia di sopravvivenza: “Gerusalemme divenne un’immagine e io mi sentivo intrappolato in essa. Poi però lentamente, dopo aver rappresentato Gerusalemme in una forma, ho...

Mario Dondero, fotografo naturale

Se esistesse la “fotografia naturale”, sarebbe opera di Mario Dondero. Con “naturale” intendo la fotografia in cui quello che si vede è davvero un momento colto dal flusso temporale, ma un momento che dura. La fotografia in genere, come ci ricorda John Berger, arresta il flusso temporale in cui l’evento fotografato è esistito. Guardando uno scatto di Mario Dondero si ha la sensazione contraria: non c’è arresto, bensì movimento. Il flusso temporale non s’interrompe, e anche l’evento fotografato non è al passato – è esistito – bensì al presente: ancora è.   Berger in un suo bellissimo saggio dedicato all’ambiguità della fotografia, Apparenze, sostiene che...

Cambiare la narrazione del mondo

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Elena Korzhenevich, lettera27   Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?      English Version   Credete che il cinema possa produrre un...

Changing the Narrative of the World

Why Africa?  For many years lettera27 has been dedicated to exploring various issues and debates around the African continent and with this new editorial column we would like to open a dialogue with cultural protagonists who deal with Africa. This will be the place to express opinions, tell their stories, stimulate the critical debate and suggest ideas to subvert multiple stereotypes surrounding this immense continent. With this new column we would like to open new perspectives: geographical, cultural, sociological. We would like the column to be a stimulus to learn, re-think, be inspired and share knowledge. For the opening piece we asked our partners, intellectuals and like-minded cultural protagonists from all over the world to answer one key question, which also happens to be...

BilBolBul Memory

"Cerco di non lasciarmi scappare niente di quello che sento potrebbe servirmi" M. Fior     "Cinque euro?! Devo pagare cinque euro per vedere 10 mq di mostra??". "Sì, il biglietto è valido per la visita al museo della musica, la mostra di Canicola-Germania è ospitata nel Palazzo Sanguinetti". La piccola mostra collettiva è di sette giovani fumettisti e illustratori che spaziano tra l'astratto, il surreale e il fantastico, dal comico all'introspettivo, tra il bianco e nero e l'esplosione mai solare dei colori, con matite, tempere, acquerelli, serigrafia e risograph. Le loro storie sono riunite nel volume monografico Canicola Germania.     All'uscita tanto vale dare un occhio al museo...

Compagni di longitudine

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Elena Korzhenevich, lettera27   Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?      English Version   Vista da lontano, la Terra fa sempre un...

Companions of Longitude

Why Africa?  For many years lettera27 has been dedicated to exploring various issues and debates around the African continent and with this new editorial column we would like to open a dialogue with cultural protagonists who deal with Africa. This will be the place to express opinions, tell their stories, stimulate the critical debate and suggest ideas to subvert multiple stereotypes surrounding this immense continent. With this new column we would like to open new perspectives: geographical, cultural, sociological. We would like the column to be a stimulus to learn, re-think, be inspired and share knowledge. For the opening piece we asked our partners, intellectuals and like-minded cultural protagonists from all over the world to answer one key question, which also happens to be...

Mois de la Photo à Parigi

Confesso che era da tanto che cercavo di mettere a fuoco quello che mi è capitato di trovare come per caso a Parigi, alla mostra di Garry Winogrand tuttora in corso al Jeu de Paume. Winogrand naturalmente è famosissimo, certe sue immagini le abbiamo in memoria tutti, come quella della coppia mista, lui afroamericano e lei caucasica, entrambi con in braccio una scimmietta, o quella dell’infilata di persone sedute sulla panchina nel parco, o quella ancora dell’American Legion Convention con il vecchio mutilato ignorato da tutti gli astanti.   È il Winogrand degli anni sessanta, quello del cosiddetto “paesaggio sociale”, a caccia di scenette che ci restituiscono il sapore e il senso della società di quel periodo attraverso gli angoli...

Le nostre facce ci perseguitano

Le nostre facce ci perseguitano. Raramente un'epoca storica è stata tanto fondata come la nostra sul volto umano, reiterato nelle sue forme più photoshoppate o esposto nella sua nuda banalità in milioni di selfie online. Il viso è divenuto il tramite contemporaneo che permette all'individuo di esistere oltre le parole, secondo i parametri di una comunicazione intesa come un “metterci la faccia”, e se i lineamenti di una persona sono ora la suprema fonte di conoscenza in una cultura già così estremamente orientata verso il visivo, iniziano a farsi sentire gli effetti collaterali di una corsa alla bidimensionalità dell'umano. L'annuale esposizione al Macro di Fotografia – Festival Internazionale di Roma...

Selfie, voyeur e desiderio di esistenza

31 agosto 2014. Con un'operazione di hacking fuori dall'ordinario, numerosi account internet privati vengono violati e i dati sensibili in essi conservati vengono pubblicati online. Si tratta di spazi virtuali appartenenti a celebrità del mondo dello spettacolo e, nello specifico, quelli che vengono diffusi sono i contenuti degli archivi fotografici. In un battito di ciglia, per chiunque abbia una connessione, diventano visibili numerosissime fotografie; per la maggior parte si tratta di autoscatti. Selfies. Autoscatti in cui i soggetti – per la maggior parte femminili – si ritraevano interamente o parzialmente spogliati. Nudes.   Come spesso accade negli ambienti popolari le cui regole di branco permettono di ignorare quelle del politically correct (...

La madre di tutte le danze

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Elena Korzhenevich, lettera27   Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?      English version     Questo testo è dedicato...

The mother of all dances

Why Africa?  For many years lettera27 has been dedicated to exploring various issues and debates around the African continent and with this new editorial column we would like to open a dialogue with cultural protagonists who deal with Africa. This will be the place to express opinions, tell their stories, stimulate the critical debate and suggest ideas to subvert multiple stereotypes surrounding this immense continent. With this new column we would like to open new perspectives: geographical, cultural, sociological. We would like the column to be a stimulus to learn, re-think, be inspired and share knowledge. For the opening piece we asked our partners, intellectuals and like-minded cultural protagonists from all over the world to answer one key question, which also happens to be...

Su Piero Manzoni / L’artista? Il brand che crea un’atmosfera

Cosa succede se si consacra un grande dissacratore? La recente retrospettiva milanese per i cinquant'anni dalla morte di Piero Manzoni ha dimostrato che da un paradosso non possono che seguire paradossi. Se era giusto far scoprire anche al grande pubblico che l'artista “milanese, ma geniale” (copyright Skiantos) non era solo “quello della merda d'artista”, le celebrazioni fin troppo ufficiali e il contorno di pubblicazioni uscite per l'occasione (come Piero Manzoni. Vita d'artista e Breve storia della merda d'artista di Flaminio Gualdoni; Diario (1954-1955), di Piero Manzoni a cura di Gaspare Luigi Marcone; Piero Manzoni e Albisola. Una visione internazionale di Francesca Pola; Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni di Dario Biagi e Su Piero Manzoni di Germano...

Il ritmo dell'avanguardia

Pubblichiamo alcuni estratti dal catalogo della mostra in corso a Lugano, Hans Richter. Il ritmo dell'avanguardia (Edizioni Casagrande)     “Quanto a me, capitai a Zurigo nel movimento Dada per una circostanza assai strana. Poco dopo lo scoppio della guerra, nel settembre del 1914, quando ormai avevo già in tasca il richiamo nell’esercito tedesco, alcuni amici vollero offrirmi una festa d’addio. Tra questi, i due poeti Ferdinand Hardekopf e Albert Ehrenstein. Giacché non potevamo sapere come, dove e quando ci saremmo rivisti, Ehrenstein, per farmi animo, mi propose: ‘Noi tre, se saremo ancora in vita, troviamoci il 15 settembre 1916, tra due anni, al Café de la Terrasse, a Zurigo, alle tre del pomeriggio’. Io non...