Immagini

Il Museo dell'innocenza

“Se un uomo sognasse di trovarsi in paradiso e gli venisse dato un fiore come prova che la sua anima è stata lì, e al suo risveglio avesse quel fiore in mano cosa accadrebbe?” Forse è proprio in questa impossibile domanda, una scintilla rubata con scaltrezza al fuoco romantico di Samuel Taylor Coleridge, che Orhan Pamuk ha nascosto, mostrandolo in esergo, il senso del suo monumentale e fragile Masumiyet Müzesi, il Museo dell’innocenza.   Un romanzo sterminato, Il museo dell’innocenza (trad. it. Di Salim B. La Rosa, Einaudi), che è anche (e contemporaneamente) una vertiginosa collezione di oggetti eterocliti e confortanti, una raccolta impressionante di reliquie, trovate o inventate poco importa, allegorie, metafore...

Lea Vergine e Milano

«Scrivendo ho sempre cercato di privilegiare il lettore che nei riguardi dell’arte ha nutrito diffidenza, perplessità, curiosità e speranza. Non ho mai praticato la scrittura come un resoconto elettorale ma neanche come colonna sonora liturgica. Ho prediletto le gioie insolenti dell’intelligenza. Tra i miei desideri c’è sempre stato quello di fare con la scrittura quello che mio padre faceva con il pianoforte. La scrittura è come il piano: bisogna sempre perfezionare i suoni. Non mi sono mai sentita critico, ma una persona che scriveva di cose che non erano manifestamente, ma che potevano essere.»   Con queste parole Lea Vergine parla del suo lavoro di critico d’arte, in occasione della cerimonia per la laurea...

Visibile Award 2013

Il 14 dicembre, al Van Abbe Museum di Eihindoven, si è pubblicamente discussa la votazione di Visibile Award 2013, un premio dedicato all’arte partecipativa ideato da Fondazione Pistoletto e Fondazione Zegna e curato da Matteo Lucchetti e Judith Welainder. La giuria di questa edizione, presieduta da Charles Esche direttore del Museo, era composta da Tania Bruguera (artista, New York), Jeanne Van Heeswijk (artista, Rotterdam), Koyo Kouho (curatore, direttore artistico di Raw Material Company, Dakar), Nikos Papastergiadis (professore di contemporary social-cultural studies, Sydney), e Michelangelo Pistoletto (artista, direttore artistico di Cittadellarte, Biella).     Visibile Award consiste nel contributo di 25.000 euro erogato a un progetto d’...

Digitale Afrique

“MCD Magazine des Cultures Digitales” ha di recente reso disponibile la versione digitale in inglese e francese del numero 71 intitolato Digitale Afrique – Creation Numerique et innovation Technologique. Si tratta di un numero monografico, come tutte le uscite della rivista, edito da un curatore invitato: Karen Demineur, figura nota nella scena delle arti digitali a Dakar per aver lavorato alla fondazione di uno spazio chiamato GawLab durante Dak'Art 2004 e 2006.   Già da alcuni anni, soprattutto in ambito francofono, la mappatura delle pratiche (artistiche e di carattere più comunicativo) del continente africano è stato un esercizio di analisi e divulgazione, nel tentativo di decostruire l'equazione Africa = Oscura regione...

Adrian Paci. Vite in transito

Un regista, che di mestiere voleva fare film, si trova invece costretto per sopravvivere e ovviare alle scarse possibilità di sbarcare il lunario, a procurarsi video cassette porno da mostrare segretamente e a pagamento, a uomini in cerca di qualche emozione sessuale. Ben presto però, accorgendosi del business poco redditizio e divorato dai sensi di colpa nei confronti della famiglia, decide di abbandonare l’impresa e di cancellare i nastri, registrandoli nuovamente con immagini televisive tratte dalla cronaca di guerra. La guerra è quella che ha coinvolto i Balcani negli anni ‘90, e il Paese in cui si ambienta questa storia è l’Albania.   La geografia non è un dettaglio, considerata in coppia con la dimensione umana....

Alec Soth: la vita è molto seriale

Viviamo un buon momento per la fotografia; il mondo dell’arte - sebbene con qualche fraintendimento, soprattutto in Italia, di derivazione tardivamente pittorialista - la accoglie come mai prima d’ora; i fotografi considerano la galleria o il libro come luogo naturale per il loro lavoro. In tutta la storia della fotografia ci sono sempre stati fautori del mezzo come opera d’arte e veicolo di idee insieme a pittura e scultura.     Le fotografie di Alec Soth - autore nato e cresciuto a Minneapolis - coniugano i generi del paesaggio, del ritratto e della natura morta. Soth ha esordito con Sleeping by the Mississippi (Steidl, 2004), un lavoro lungo il grande fiume americano, omaggio e prosecuzione dell’eredità di William Eggleston. All...

Robert Capa e il miliziano

Mario Dondero Lo scatto alla cieca di Capa   Come si sia svolta e che cosa abbia significato la guerra di Spagna, conclusasi nel modo più tragico per l’intervento decisivo dei nazisti tedeschi e dei fascisti italiani, è relativamente poco conosciuto in Italia e del tutto ignorato nei programmi scolastici: come accade, del resto, per qualcosa che avvenne e ci riguarda ancor più da vicino, e cioè la Resistenza italiana durante la Seconda guerra mondiale.   Rievocata generalmente a livello di curiosità, specialmente negli ambienti che si interessano alla fotografia, è la questione, diventata un’annosa querelle, sulla foto di Robert Capa del Miliziano che muore. Muore o non muore? È caduto veramente, perdendo...

4 - Wu Ming + Terraproject

Una premessa: ben prima che Doppiozero mi proponesse di parlare di questo libro, io avevo partecipato alla sua “produzione dal basso”, versando 25 euro potenziali in cambio di un libro potenziale. “4” di Terraproject e Wu Ming 2 (curato da Renata Ferri e disegnato da Ramon Pez), infatti, non esiste ancora: andrà in produzione se almeno 520 “quote” saranno acquistate attraverso l’apposita piattaforma.   Un modello, quello del crowdfunding, che altrove ha avuto molta fortuna – si pensi che Matthew Inman di Oatmeal è riuscito a raccogliere in pochi giorni oltre un milione e trecentomila dollari per comprare il vecchio laboratorio di Tesla e farne un museo – ma che in Italia, per via anche del basso livello medio...

La fotografia di William Guerrieri

William Guerrieri, ideatore con Guido Guidi del progetto d’indagine Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, è anche fotografo, e in questa veste si è dedicato sin dal 1991 all’identità degli spazi pubblici e al tema della memoria, anche attraverso il riutilizzo di fotografie vernacolari. Il dibattito contemporaneo sulla fotografia documentaria attualizza il lavoro di Guerrieri, che da un lato sembra riconoscere i limiti della fotografia come esperienza diretta in un’epoca dominata da immagini apparentemente accessibili e decodificabili, dall’altro rivendica la fotografia come esperienza antropologica di specifiche culture legate ai luoghi, alla loro storia, alla loro politica. A questi temi William Guerrieri ha dedicato il saggio...

Giulio Paolini e l’Autoritratto con il Doganiere

Nel corso di una conversazione con Carla Lonzi, riportata in Autoritratto (1969), Pino Pascali descrive le proprie “sculture bianche” come “bolle”. Sembra riferirsi all’assenza di una comunità storica di riferimento, all’assenza o scarsità di destinatari dell’arte contemporanea in Italia. Non accetta la condizione di separatezza in cui si trova a operare; e guarda con desiderio carico di rammarico agli Stati Uniti, dove gli artisti sembrano disporre di una facilità e immeditaezza precluse all’artista italiano. Giulio Paolini torna in più occasioni sul tema della “bolla di sapone”, citando un celebre quadro di Chardin oggi conservato al Metropolitan Museum of Art di New York (Bulle de savon, 1733-1734...

Glyn Dillon. Il Nao di Brown

Pubblicato da SelfMadeHero nel 2012 dopo quattro anni di lavoro, è uscito per Bao Publishing Il Nao di Brown di Glyn Dillon, poliedrico autore inglese di storie e immagini per tv, cinema, fumetti e giocattoli.
 La copertina è l’anima del libro: la biografia emotiva, gialla-rossa-nera-bianca, di una giovane donna con la testa imprigionata in una lavatrice, in attesa di vivere liberamente il suo presente (in inglese Nao si pronuncia now, come si legge sul display). 
     Nao è bella e attraente come Valentina di Manara. Capelli neri e lucidi, sempre di corsa in bicicletta e vestita di rosso, tranne nella fotografia in prima pagina che la ritrae a tredici anni con maglietta gialla e occhiali da sole.     Tutto nella sua vita...

Le Harbor Series di Gil Mares

Hull With Float, II: Un rettangolo orientato in verticale, scandito da forme geometriche bidimensionali, frontali, schiacciate. Dominano i toni caldi, ed è il colore a creare le forme, ad animarle, non a riempirle - in alto, un rosso pastoso e levigato, compatto, taglia la superficie a formare una ‘L’ capovolta. L’asta più stretta è sbiadita nella parte bassa e rivela un’anima chiara nelle abrasioni e nei graffi arabescati dal tratto incerto, spezzato, che contraddicono la regolarità della geometria generale. Sulla sinistra si inserisce, complementare, un quadrato più sfumato: bande orizzontali più o meno definite alternano toni viola, antracite e rosa, slavati a tratti in direzione verticale.   A completare la...

Biennale: screen test

Palazzo degli schermi   Con il finissage alle porte, ne approfitto per sottoporre la 55a biennale di Venezia a uno screen test, alla ricerca ovvero dei modi in cui lo schermo è utilizzato nelle opere esposte. Considero lo schermo nel campo allargato di quelle pratiche artistiche che sfuggono alle storie cloisonné della pittura, del cinema, del video, dell’arte digitale. Tra le tante figure schermiche presenti, mi soffermerò solo su tre: il Movie Drome di Stan VanDerBeek, con una breve digressione sullo zero di Stefanos Tsivopoulos; l’interfaccia di Camille Henrot; l’“effetto Potëmkin” o il fare schermo di Jesper Just. Ognuna di queste traduce visualmente, a suo modo, un aspetto del palazzo enciclopedico. Un’...

Estetica e politica

Cosa implica la caduta dei prezzi delle tecnologie - o dei beni comuni - nella vita quotidiana di un individuo in occidente o nel Sud Globale? Qual è l'effetto di tali variazioni sulla catena produttiva? Quanti tagli ai posti di lavoro significa lo spostamento di "fondi in economie emergenti" che il consulente finanziario della nostra banca ci consiglia di operare?   Si è appena conclusa a Graz l'edizione 2013 del festival Steirischer Herbst, che ha proposto sotto il titolo Alliances, misalliances and false friends: Liason Dangereuses un programma di arti visive, teatro sperimentale e musica. Le "relazioni pericolose" alle quali il concept fa riferimento, sono quei compromessi che sia i sistemi sociali che gli individui instaurano con...

Corinne Day, mai triste

La fotografia di moda è un racconto della società, e chi riesce ad interrompere questo racconto per ricominciare da zero, lascia un segno. Corinne Day è stata la fotografa che ha fatto uscire la moda dagli anni '80 per entrare nel decennio del grunge, dell'heroin chic, della nuova estetica, di Bill Clinton che parla di glamorification dell'anoressia, dei set poveri e veri che sostituiscono le luci dello studio.   Per tutti, Corinne Day è la fotografa che ha scoperto Kate Moss, portandola a 17 anni in copertina di “The Face” con un copricapo indiano e l'aspetto che nulla aveva a che fare con le modelle del decennio che si era appena chiuso.     Cresciuta a Londra, in un flat di Soho che è stato il...

Antonio Rovaldi. Orizzonte in Italia

Così come il naufragio della Costa Concordia era stato letto come metafora dello stallo economico e politico italiano, l’eccezionale recupero del relitto, che avveniva circa un mese fa, è stato interpretato come il punto di svolta di un’auspicata ripresa che avrebbe rimesso in sesto la nostra credibilità nazionale e internazionale. Più recentemente lo stesso mare nostrum è stato teatro dei tragici naufragi di Lampedusa, contando purtroppo centinaia di vittime e ponendosi ancora una volta come luogo centrale della riflessione sulle strategie politiche e culturali d’Italia e d’Europa (l’appello).   Due anni e mezzo fa, partendo dal desiderio di ritrarre questo stesso mare, o meglio il suo orizzonte esteso, Antonio...

Il beneficio dell'inventario

Da tempo Balloon aspettava il libro giusto da cui prendere il volo. Finalmente un’illuminazione: Il beneficio dell’inventario di Giuda, “Geographical Institute of Unconventional Drawings Arts”, casa editrice di Ravenna nata del 2011 per “indagare il tradimento delle immagini” attraverso fumetto, illustrazione, poesia e critica d’arte.    Il beneficio dell’inventario, Liliana Salone (illustrazioni) e Marco Lobietti (testi), Giuda edizioni 2013.   Il beneficio dell’inventario non si limita a essere un’irregolare graphic novel ma è un gioco visivo, destabilizzante e poetico, che invita a scoprire la narrazione per immagini. Una chiave di lettura, o un punto di svolta, anche per il progetto Giuda....

Basso ostinato

Pubblichiamo in occasione dell'inaugurazione della retrospettiva Sguardo terrestre di Marina Ballo Charmet al MACRO di Roma, il saggio di Stefano Chiodi contenuto nel catalogo edito da Quodlibet.     Uscire   Anzitutto cosa. Not much. Sì, bordi ruvidi di cemento, il prisma di un marciapiede spaccato, un prato su cui camminano figure lontane, le sporgenze nerastre di palazzi senza nome. Cemento, granito, asfalto, intonaco, ferro, polvere, sabbia, legno, erbacce, detriti, segni labili, ottusi, uno sporco tenace, ecco la strana tavola periodica di queste fotografie piene di accidenti insignificanti, di cose lasciate nella luce livida di una catastrofe incombente. Sono tutte lì, fuori. Uscire, nel lavoro di Marina Ballo Charmet, è un gesto...

Cultura: Roma attende

Quando la crisi diventa la norma, cos’altro resta al mondo dell’arte contemporanea se non la sua tendenza alla spettacolarizzazione? A Roma questo implica mantenere la fiducia nella possibilità della scena artistica contemporanea di continuare a crescere: una scena artistica contemporanea non è niente se rimane statica. Una difficoltà è rappresentata dal fatto che crescita vuol dire novità e novità implica cambiamento. Ma il cambiamento richiede energia e l’energia richiede un input di risorse pari almeno all’output ottenuto da una certa azione. In una recessione economica l’output inizia a recedere e in una depressione economica, ancora peggio, l’output è costantemente inferiore all’input....

Una lunga estate africana

La Tate Modern inaugura nello stesso giorno due personali di Meschac Gaba e Ibrahim El-Salahi (rispettivamente Benin e Sudan); A Season in Congo (pièce dello scrittore martinicano Aimé Césaire sull'indipendenza del Congo) fa il tutto esaurito ai botteghini; ci si prepara a 1:54, la fiera  dell'arte africana contemporanea, che aprirà ad Ottobre come evento parallelo della Frieze Art Fair. Ma già da un anno in Gran Bretagna si parla di Africa: nel giugno 2012 la BBC aveva inaugurato, parallelo alla già esistente copertura delle notizie dal continente nel suo “World Service”, BBC Focus on Africa, quotidiano per Radio e TV “per un pubblico africano” (come spiega il lancio del format) diventato il fiore all'...

Domenico Mangano. Lavorare è vivere

Werken is leven (“lavorare è vivere”) è il titolo dell’ultima mostra di Domenico Mangano curata da Lorenzo Benedetti al Magazzino di Roma. Due olandesi d’adozione, si può dire. Benedetti ha infatti curato il Padiglione olandese all’ultima Biennale di Venezia, mentre Mangano vive da qualche anno ad Amsterdam.   Posando il suo sguardo sulla realtà, dalla Sicilia alla Grecia all’Est Europa, l’artista siciliano racconta ogni luogo, ogni cultura, nei suoi aspetti universali, partendo dal dettaglio, privilegiando l’uso del video e dell’immagine fotografica. Al centro delle sue opere Mangano mette il riflesso di contrasti e contraddizioni delle specifiche identità. Storie private sintomo e...

Di matrice femminile

Da maggio, ancora per poche settimane (fino al 1° settembre) il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, ospita un progetto anomalo, che si compone di una mostra, di un ciclo di conversazioni, azioni e proiezioni dal titolo Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea. Di primo impatto suona come una mostra sulle donne, un progetto pretenzioso, ridonante, finanche datato e anche un po' autoreferenziale se si pensa che è organizzato non dal direttore del museo ma da un “collettivo” (come si definiscono) di dipendenti, naturalmente donne, del museo stesso. Ma, se si pensa che in Italia la relazione che lega arte e politiche femministe è un tema praticamente rimosso dalla storia dell'arte, che sono pochissimi i...