Immagini

La fotografia di William Guerrieri

William Guerrieri, ideatore con Guido Guidi del progetto d’indagine Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, è anche fotografo, e in questa veste si è dedicato sin dal 1991 all’identità degli spazi pubblici e al tema della memoria, anche attraverso il riutilizzo di fotografie vernacolari. Il dibattito contemporaneo sulla fotografia documentaria attualizza il lavoro di Guerrieri, che da un lato sembra riconoscere i limiti della fotografia come esperienza diretta in un’epoca dominata da immagini apparentemente accessibili e decodificabili, dall’altro rivendica la fotografia come esperienza antropologica di specifiche culture legate ai luoghi, alla loro storia, alla loro politica. A questi temi William Guerrieri ha dedicato il saggio...

Giulio Paolini e l’Autoritratto con il Doganiere

Nel corso di una conversazione con Carla Lonzi, riportata in Autoritratto (1969), Pino Pascali descrive le proprie “sculture bianche” come “bolle”. Sembra riferirsi all’assenza di una comunità storica di riferimento, all’assenza o scarsità di destinatari dell’arte contemporanea in Italia. Non accetta la condizione di separatezza in cui si trova a operare; e guarda con desiderio carico di rammarico agli Stati Uniti, dove gli artisti sembrano disporre di una facilità e immeditaezza precluse all’artista italiano. Giulio Paolini torna in più occasioni sul tema della “bolla di sapone”, citando un celebre quadro di Chardin oggi conservato al Metropolitan Museum of Art di New York (Bulle de savon, 1733-1734...

Glyn Dillon. Il Nao di Brown

Pubblicato da SelfMadeHero nel 2012 dopo quattro anni di lavoro, è uscito per Bao Publishing Il Nao di Brown di Glyn Dillon, poliedrico autore inglese di storie e immagini per tv, cinema, fumetti e giocattoli.
 La copertina è l’anima del libro: la biografia emotiva, gialla-rossa-nera-bianca, di una giovane donna con la testa imprigionata in una lavatrice, in attesa di vivere liberamente il suo presente (in inglese Nao si pronuncia now, come si legge sul display). 
     Nao è bella e attraente come Valentina di Manara. Capelli neri e lucidi, sempre di corsa in bicicletta e vestita di rosso, tranne nella fotografia in prima pagina che la ritrae a tredici anni con maglietta gialla e occhiali da sole.     Tutto nella sua vita...

Le Harbor Series di Gil Mares

Hull With Float, II: Un rettangolo orientato in verticale, scandito da forme geometriche bidimensionali, frontali, schiacciate. Dominano i toni caldi, ed è il colore a creare le forme, ad animarle, non a riempirle - in alto, un rosso pastoso e levigato, compatto, taglia la superficie a formare una ‘L’ capovolta. L’asta più stretta è sbiadita nella parte bassa e rivela un’anima chiara nelle abrasioni e nei graffi arabescati dal tratto incerto, spezzato, che contraddicono la regolarità della geometria generale. Sulla sinistra si inserisce, complementare, un quadrato più sfumato: bande orizzontali più o meno definite alternano toni viola, antracite e rosa, slavati a tratti in direzione verticale.   A completare la...

Biennale: screen test

Palazzo degli schermi   Con il finissage alle porte, ne approfitto per sottoporre la 55a biennale di Venezia a uno screen test, alla ricerca ovvero dei modi in cui lo schermo è utilizzato nelle opere esposte. Considero lo schermo nel campo allargato di quelle pratiche artistiche che sfuggono alle storie cloisonné della pittura, del cinema, del video, dell’arte digitale. Tra le tante figure schermiche presenti, mi soffermerò solo su tre: il Movie Drome di Stan VanDerBeek, con una breve digressione sullo zero di Stefanos Tsivopoulos; l’interfaccia di Camille Henrot; l’“effetto Potëmkin” o il fare schermo di Jesper Just. Ognuna di queste traduce visualmente, a suo modo, un aspetto del palazzo enciclopedico. Un’...

Estetica e politica

Cosa implica la caduta dei prezzi delle tecnologie - o dei beni comuni - nella vita quotidiana di un individuo in occidente o nel Sud Globale? Qual è l'effetto di tali variazioni sulla catena produttiva? Quanti tagli ai posti di lavoro significa lo spostamento di "fondi in economie emergenti" che il consulente finanziario della nostra banca ci consiglia di operare?   Si è appena conclusa a Graz l'edizione 2013 del festival Steirischer Herbst, che ha proposto sotto il titolo Alliances, misalliances and false friends: Liason Dangereuses un programma di arti visive, teatro sperimentale e musica. Le "relazioni pericolose" alle quali il concept fa riferimento, sono quei compromessi che sia i sistemi sociali che gli individui instaurano con...

Corinne Day, mai triste

La fotografia di moda è un racconto della società, e chi riesce ad interrompere questo racconto per ricominciare da zero, lascia un segno. Corinne Day è stata la fotografa che ha fatto uscire la moda dagli anni '80 per entrare nel decennio del grunge, dell'heroin chic, della nuova estetica, di Bill Clinton che parla di glamorification dell'anoressia, dei set poveri e veri che sostituiscono le luci dello studio.   Per tutti, Corinne Day è la fotografa che ha scoperto Kate Moss, portandola a 17 anni in copertina di “The Face” con un copricapo indiano e l'aspetto che nulla aveva a che fare con le modelle del decennio che si era appena chiuso.     Cresciuta a Londra, in un flat di Soho che è stato il...

Antonio Rovaldi. Orizzonte in Italia

Così come il naufragio della Costa Concordia era stato letto come metafora dello stallo economico e politico italiano, l’eccezionale recupero del relitto, che avveniva circa un mese fa, è stato interpretato come il punto di svolta di un’auspicata ripresa che avrebbe rimesso in sesto la nostra credibilità nazionale e internazionale. Più recentemente lo stesso mare nostrum è stato teatro dei tragici naufragi di Lampedusa, contando purtroppo centinaia di vittime e ponendosi ancora una volta come luogo centrale della riflessione sulle strategie politiche e culturali d’Italia e d’Europa (l’appello).   Due anni e mezzo fa, partendo dal desiderio di ritrarre questo stesso mare, o meglio il suo orizzonte esteso, Antonio...

Il beneficio dell'inventario

Da tempo Balloon aspettava il libro giusto da cui prendere il volo. Finalmente un’illuminazione: Il beneficio dell’inventario di Giuda, “Geographical Institute of Unconventional Drawings Arts”, casa editrice di Ravenna nata del 2011 per “indagare il tradimento delle immagini” attraverso fumetto, illustrazione, poesia e critica d’arte.    Il beneficio dell’inventario, Liliana Salone (illustrazioni) e Marco Lobietti (testi), Giuda edizioni 2013.   Il beneficio dell’inventario non si limita a essere un’irregolare graphic novel ma è un gioco visivo, destabilizzante e poetico, che invita a scoprire la narrazione per immagini. Una chiave di lettura, o un punto di svolta, anche per il progetto Giuda....

Basso ostinato

Pubblichiamo in occasione dell'inaugurazione della retrospettiva Sguardo terrestre di Marina Ballo Charmet al MACRO di Roma, il saggio di Stefano Chiodi contenuto nel catalogo edito da Quodlibet.     Uscire   Anzitutto cosa. Not much. Sì, bordi ruvidi di cemento, il prisma di un marciapiede spaccato, un prato su cui camminano figure lontane, le sporgenze nerastre di palazzi senza nome. Cemento, granito, asfalto, intonaco, ferro, polvere, sabbia, legno, erbacce, detriti, segni labili, ottusi, uno sporco tenace, ecco la strana tavola periodica di queste fotografie piene di accidenti insignificanti, di cose lasciate nella luce livida di una catastrofe incombente. Sono tutte lì, fuori. Uscire, nel lavoro di Marina Ballo Charmet, è un gesto...

Cultura: Roma attende

Quando la crisi diventa la norma, cos’altro resta al mondo dell’arte contemporanea se non la sua tendenza alla spettacolarizzazione? A Roma questo implica mantenere la fiducia nella possibilità della scena artistica contemporanea di continuare a crescere: una scena artistica contemporanea non è niente se rimane statica. Una difficoltà è rappresentata dal fatto che crescita vuol dire novità e novità implica cambiamento. Ma il cambiamento richiede energia e l’energia richiede un input di risorse pari almeno all’output ottenuto da una certa azione. In una recessione economica l’output inizia a recedere e in una depressione economica, ancora peggio, l’output è costantemente inferiore all’input....

Una lunga estate africana

La Tate Modern inaugura nello stesso giorno due personali di Meschac Gaba e Ibrahim El-Salahi (rispettivamente Benin e Sudan); A Season in Congo (pièce dello scrittore martinicano Aimé Césaire sull'indipendenza del Congo) fa il tutto esaurito ai botteghini; ci si prepara a 1:54, la fiera  dell'arte africana contemporanea, che aprirà ad Ottobre come evento parallelo della Frieze Art Fair. Ma già da un anno in Gran Bretagna si parla di Africa: nel giugno 2012 la BBC aveva inaugurato, parallelo alla già esistente copertura delle notizie dal continente nel suo “World Service”, BBC Focus on Africa, quotidiano per Radio e TV “per un pubblico africano” (come spiega il lancio del format) diventato il fiore all'...

Domenico Mangano. Lavorare è vivere

Werken is leven (“lavorare è vivere”) è il titolo dell’ultima mostra di Domenico Mangano curata da Lorenzo Benedetti al Magazzino di Roma. Due olandesi d’adozione, si può dire. Benedetti ha infatti curato il Padiglione olandese all’ultima Biennale di Venezia, mentre Mangano vive da qualche anno ad Amsterdam.   Posando il suo sguardo sulla realtà, dalla Sicilia alla Grecia all’Est Europa, l’artista siciliano racconta ogni luogo, ogni cultura, nei suoi aspetti universali, partendo dal dettaglio, privilegiando l’uso del video e dell’immagine fotografica. Al centro delle sue opere Mangano mette il riflesso di contrasti e contraddizioni delle specifiche identità. Storie private sintomo e...

Di matrice femminile

Da maggio, ancora per poche settimane (fino al 1° settembre) il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, ospita un progetto anomalo, che si compone di una mostra, di un ciclo di conversazioni, azioni e proiezioni dal titolo Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea. Di primo impatto suona come una mostra sulle donne, un progetto pretenzioso, ridonante, finanche datato e anche un po' autoreferenziale se si pensa che è organizzato non dal direttore del museo ma da un “collettivo” (come si definiscono) di dipendenti, naturalmente donne, del museo stesso. Ma, se si pensa che in Italia la relazione che lega arte e politiche femministe è un tema praticamente rimosso dalla storia dell'arte, che sono pochissimi i...

Jonathas de Andrade

A Lisbona, una volta inerpicatisi nelle stradine antiche del Bairro Alto si discende nell’Avenida da Liberdade, quella che potremmo chiamare gli Champs Elysées della città. Tra le banche, gli uffici e i negozi di lusso che si radunano nel grande viale, un palazzo liberty piuttosto délabré accoglie da qualche anno studi d'artista e alcuni spazi espositivi indipendenti tra i più interessanti della città. Al primo piano si trova la Kunsthalle Lissabon, diretta da João Mourão e Luís Silva, che dal 2009 presenta le ricerche sperimentali più diverse. Questo giugno i curatori hanno invitato Jonathas de Andrade (Brasile, 1982), artista che con le sue istallazioni, libri e video pungola la cultura sudamericana...

Intra-Matta

“Dal momento che la tua vita ti sembra diventata un viaggio senza fine verso il nulla, hai bisogno di una meta per questo tuo viaggio. Lascia che questa meta sia l’architettura (ricorda che da nessuna parte potrebbe essere qui e ora)”. Nelle parole con cui Roberto Sebastian Matta in una lettera del 1962 si rivolge a suo figlio Gordon Matta-Clark, sembra risuonare la natura di questa mostra organizzata dalla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna e curata da Danilo Eccher presso l’area Scarpa della Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Esposte in questa sede, e per la prima volta insieme, le opere di tre figure emblematiche del XX secolo: il pittore e scultore cileno Roberto Sebastian Matta e i suoi figli Pablo Echaurren e Gordon Matta-Clark.  ...

Margherita Moscardini

Per la sua mostra personale Annexe-1xUnknown Margherita Moscardini presenta una serie di opere realizzate a partire dal 2012, durante la residenza romana alla Fondazione Pastificio Cerere. I lavori in mostra – maquettes le chiama l’artista – si muovono al confine tra la dimensione scultorea e quella progettuale e segnano le tappe di una ricerca tra le possibili relazioni, estetiche ed economiche, con l’ambiente circostante.   Sulla falsariga della dissertazione scientifica, Moscardini tratteggia un percorso tra gli ambienti della galleria, trasformando allegoricamente le opere in immagini di corredo (Annexes), nominate esattamente come le figure di un testo: fig. 1, fig. 2… Compone così i passaggi della sua esposizione in tre tempi, che...

Matera addio?

Matera, antichissima città dei Sassi, è da sempre città della scultura. Fin da quando, era il 1978, l’eroico circolo La Scaletta aveva accompagnato la presentazione dei progetti urbanistici scaturiti dal Concorso Internazionale per i Sassi, una scandalosa “vergogna nazionale” oggi fortunatamente divenuta patrimonio Unesco, con una indimenticabile mostra di undici grandi sculture che Pietro Consagra aveva collocato, catalizzatori di energia e di altri sguardi, nella gravina e fra il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, Matera ha fatto proprio il significato più autentico della scultura, non banalmente interpretata come produzione di monumenti o, peggio, di arredi urbani ma, ben più radicalmente, come esperienza concreta del tempo e dello...

Fiona Tan. Inventory

Per la sua personale al MAXXI, Fiona Tan ha scelto di dialogare con la città di Roma sul piano della relazione tra opere d’arte, luoghi e collezioni. Questo è in effetti il nodo tematico sul quale si articola il più recente lavoro dell’artista, che dà il titolo all’intera mostra, Inventory, una proiezione multipla ispirata alla collezione di archeologia classica avviata proprio a Roma dall’architetto inglese Sir John Soane (1753-1837).     Il percorso espositivo si snoda in più tappe, con una significativa selezione di videoinstallazioni realizzate dal 2004 a oggi, cui si aggiungono un intervento site-specific e una citazione. Inizia con una premessa: Correction, lavoro sulle carceri, presentato per la prima...

Palazzo Enciclopedico

Le due sezioni della mostra centrale della Biennale, ai Giardini e all'Arsenale, sono percorribili in due modalità differenti: da un lato la circolarità della fruizione, che induce a un movimento melmoso, come nella pancia di una balena. Dall’altra la verticalità dell’Arsenale, che al contempo costringe un’andatura faticosa, una gimkana di zig zag sofferti, come un audace videogioco, pieno di ostacoli e imprevisti.   Carl Gustav Jung   Dove comincia la mostra? Da Auriti col Palazzo Enciclopedico, dal libro rosso di Jung, da Richard Serra e il suo omaggio a Pasolini, da Oliver Croy e Oliver Elser, con l’esposizione di un villaggio di cartone composto da Peter Fritz. Un architetto, uno psicoanalista, un artista, un...

Helmut Newton. White Women

Sessualmente disponibili. Così nella mostra White Women, Sleepless Nights, Big Nudes presente al Palazzo delle Esposizioni dal 6 Marzo al 21 Luglio recita una parete a proposito delle preferenze femminili del fotografo Helmut Newton scomparso nel 2004 : un'inclinazione abbastanza curiosa dato che le donne che desiderano un uomo di solito sono anche inclini a consumare un rapporto sessuale con esso, a meno che la concezione del fotografo non riguardi il desiderio subito (le donne che lo desiderano) piuttosto che quello esercitato (le donne che lui desidera).     Se la trasgressione è connessa al desiderio – desiderio che rompe le redini che dovrebbero imbrigliarlo – allora sono la volontà, frenesia, anelito a diventare osceni, in...

Madre. Per_formare il museo

Che, come ha osservato qualche tempo fa Boris Groys, i visitatori oggi vadano al museo, e in particolare al museo d’arte contemporanea, innanzitutto per riconoscere l’immagine della propria contemporaneità, resa opaca e persino illeggibile dal flusso convulso della comunicazione quotidiana, è ormai dato certo, punto di partenza e non di arrivo per ogni discorso che abbia al suo centro il museo, spazio pubblico ed eterotopia, dispositivo di conoscenza, di socialità e anche di consenso (magari di istituzionalizzata critica) la cui attualità sembra resistere ad ogni turbolenza epistemologica.  Così, nonostante il panorama dei musei d’arte contemporanea dalle nostre parti si mostri purtroppo ancora incerto e preoccupante - ...