In primo piano

Censura / Hong Kong e letteratura

Il primo autore cinese portato in Italia da Metropoli d’Asia fu Zhu Wen. Di lui negli ambienti letterari cinesi resta oggi una traccia flebile perché Zhu Wen, un paio di decenni fa, smise di scrivere: si era stufato. Si era stufato di consegnare racconti alle riviste o alle case editrici e vederli poi pubblicati monchi, pagine su pagine espunte dal testo, righe intere letteralmente riscritte: da un editor, da un burocrate censore, da un poliziotto? Non era dato saperlo. Zhu Wen mi mise in contatto con il gruppo dei suoi vecchi amici, tutti da Nanchino, la vecchia guardia che aveva orbitato intorno alla rivista “Tamen”, fanzine non autorizzata, tirata al ciclostile, che dopo l’89 di piazza Tian an Men riuscì a continuare le pubblicazioni per tutti gli anni novanta: chiuse per esaurimento...

Comunismi e fascismi / Comparazioni indebite

Un voto incauto al Parlamento europeo di Strasburgo ha fatto tornare la vecchia moda dei confronti fra comunismo e fascismo: la galleria degli orrori del secolo passato. Che si tratti di un parallelo ambiguo, per non dir di peggio, risulta palese da qualche giornale di destra: “E adesso, togliete dalle strade anche i nomi dei comunisti”. Però, più passa il tempo, più scade la memoria e meno si legge la Storia, più il paragone sembra farsi impellente. Non voglio entrare nella gara del numero delle vittime e altro ancora. Non voglio difendere il comunismo che, nella sua storia ormai conclusa, ne ha fatte di tutti i colori. La rivoluzione più sanguinosa della storia è stata forse quella più egualitaria: il cristianesimo. Ma bisognerebbe far parecchi conti fra il “Sinite parvulos venire ad me...

Giorno 15 / Voce

All’inizio del ventesimo secolo, un danese immigrato negli stati uniti, Peter L. Jensen, e il suo socio americano, Edwin Pridham, stavano cercando di migliorare le prestazioni acustiche del telefono. Lo storico W. David Lewis racconta che nel 1910 un parente di Jensen visitò il loro laboratorio e lanciò un’idea. Alle partite di baseball di San Francisco, gli annunci erano proclamati con il megafono da un tizio pittoresco che si faceva chiamare Foghorn Murphy (“foghorn” è la sirena che avverte i naviganti nella nebbia). Se Jensen e Pridham avessero trovato il modo di potenziare i loro dispositivi, non ci sarebbe stato più bisogno di figure come Foghorn Murphy. I due soci collegarono al ricevitore telefonico la tromba acustica di un vecchio fonografo. Con l’aggiunta di un microfono e un...

L'unica intelligenza è la generosità / Canto dei semplici

Cominciamo dalla morte il nostro canto, in un minuto puoi pensare a cento morti, in una mente puoi tenerne tanti, puoi farli vivi almeno fino a quando  resti vivo e questa forse è la poesia e se gli diamo un altro nome poco importa, conta che il morto torna vivo, conta che se vado a trovare un morente gli stringo la mano, non penso alla pasta delle sillabe, nessuna agonia somiglia a un sonetto, oggi la forma  è la carne, il vestito vero è la nudità, l’istinto, e non si dà per caso, pure questo bisogna costruirlo. Lo sguardo è più importante  della poesia, mi fanno pena i letterati che non vedono niente, che giocano a imitare altri ciechi in un tempo in cui non vedere forse era una resistenza, ma ora lo sguardo è tutto, abbiamo solo lo sguardo e il mondo e le gambe per...

Everybody’s doin’ it, di Dale Cockrell / Ballando con gli orsi

Follow the money – segui il denaro – suggeriva l’informatore di Carl Bernstein e Bob Woodward nel film Tutti gli uomini del presidente. Fu proprio la pista dei soldi a condurre i due giornalisti del Washington Post sulla giusta strada nella vicenda Watergate. Per far luce sulla musica popolare americana, che a sua volta non può essere decifrata altrimenti che attraverso il suo complesso intrico di tracce, un valido suggerimento potrebbe essere questo: follow the fun – segui il divertimento. È la tesi che abbraccia Everybody’s doin’ it. Sex, Music and Dance in New York 1840-1917 (lo fanno tutti: sesso, musica e ballo a New York fra il 1840 e il 1917), il nuovo libro di Dale Cockrell pubblicato da W. W. Norton & Company. Cockrell è professore emerito di musicologia alla Vanderbilt...

INDICATIVO PRESENTE 2 / 3. La classe-incubatrice

Una classe, in un nuovo ciclo scolastico, nasce durante una riunione affondata nel caldo appiccicoso e torpido. La scuola è vuota, i ragazzi sono in vacanza. Gli esami sono finiti. Alcuni professori si riuniscono, e cominciano a esaminare dati: da quale scuola vengono? Che competenze hanno maturato? Sono maschi o femmine? Di origine italiana o di origine non italiana? Quanti sono diversamente abili? Una classe, cioè, non è un caso. C’è una chimica, e ci sono degli alchimisti. Negli alambicchi i docenti della commissione Formazione Classi versano sostanze chimiche di colori diversi, e quando è fatta è fatta. “Quella classe è tremenda”, si dice a inizio anno. Oppure “è una buona classe, ci si può lavorare bene”. La classe è un incubatore di storie: un assemblaggio artificiale di giovani...

Sul confine / A moving border

C’è una materialità del confine, del supporto su cui si iscrive, come delle modalità legate alla sua definizione, alla sua demarcazione e alla sua manutenzione, che passa spesso inosservata, incantati come siamo dalla sua immagine cartografica che lo riduce a una linea su una mappa. Ci diciamo che non è cosi, che questa astrazione grafica è puramente convenzionale, ma poi la carichiamo ripetutamente di significati, valori e attese nel tentativo di mascherarne la fragilità propria a tutte le cose umane. Certo, un confine dura, ha un suo tempo, ed è anche duro, oppone resistenza ed è resistente, mostra una certa ostinazione. Ma cosa accade quando quello stesso confine invece cede, si scioglie, cambia tracciato, non come conseguenza di un conflitto, quanto piuttosto a seguito del variare del...

Giorno 13 / Le Antenate viventi

Spesso vado solitaria per boschi e la potenza arcaica che respiro, la suggestione sempre più forte  che mi viene dalle piante, mi innamora e mi convince di questa origine comune, di questo essere  tenuta in vita da loro, dalla loro grazia respirante e fruttificante e rifiorente e accogliente. I grandi antichi alberi, le vegetali intelligenze: ecco le antenate viventi.  Da quelle proveniamo, da quelle siamo tenuti nella vita. Albere, le vorrei chiamare, prendendo da Pavese, con devozione e senza timore.   L’animale estatico    C’era un animale a ripararsi dalla pioggia sotto un grande abete – … questo solo animale circolava estatico oggi nel bosco. A differenza di tutti gli innumerevoli altri nascosti   lui – ma una femmina era – lei allora oggi stava fra...

Massimiliano Civica rilegge la tragedia greca / Antigone e il corpo del fascismo

Nel 1977, in Germania, un volo della Lufthansa viene dirottato da alcuni militanti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Nei giorni successivi, tre membri detenuti della RAF (gruppo terroristico di estrema sinistra, legato al Fronte) si suicidano nelle loro celle. Nel clima politicamente incandescente, nessun cimitero tedesco accetta di accogliere i tre cadaveri: per giorni i corpi dei terroristi rimangono senza sepoltura.  L’anno successivo a questi avvenimenti, un gruppo di autori tedeschi – tra loro anche Fassbinder – dà vita a un film collettivo (Germania in Autunno, 1978). Nell’episodio Antigone rinviata, scritto da Heinrich Böll e diretto da Volker Schlöndorff, si mette in scena una discussione fittizia in un emittente nazionale; qualcuno propone di...

I pericoli dell'ignoranza

Molti autori hanno fatto ricorso all’etichetta “società dell’informazione” per definire il mondo in cui viviamo. Forse, però, non è questo il tratto più caratterizzante di tale mondo, anche se è vero che siamo sommersi in misura crescente da notizie e messaggi di ogni genere. Ed è anche vero che, paradossalmente, tutto ciò, anziché dare vita a delle persone preparate e sicure di sé, sta creando delle persone che sono disinformate e disorientate. La questione dell’ignoranza costituisce però un problema sociale che ha una lunga storia alle spalle e può essere considerato “di sistema”, in quanto è causato da una molteplicità di fattori. Nessuna meraviglia allora che sia stata affrontata da parte di numerosi studiosi. Si aggiunge adesso Gianni Canova con il volume Ignorantocrazia. Perché in...

Istruzioni per riscrivere la storia del debito / O la borsa o la vita

La politica sembra porre oggi più che mai la questione del “debito pubblico” nei termini di un problema di primaria importanza. Il discorso economico-finanziario dominante non fa che produrre e diffondere l’idea secondo cui è importante che ciascuno “faccia la sua parte” e che la vita di ciascuno venga in parte impegnata nel tentativo di estinguere un debito che riguarda tutti.  Abituati a concepire simili preoccupazioni come “normali”, se non addirittura “legittime”, non stupisce che a un certo punto un filosofo – vuoi per noia o per insofferenza verso lo “stato delle cose” – cominci a chiedersi da dove provenga l’obbligo della restituzione, visto e considerato che la condizione stessa del vivente non è mai stata nulla di diverso dall’esperienza di un “avere da altri”. Che cosa è...

Il guadagno dei burattinai / Piazza Fontana. Ma che cos’è la verità?

Milano, 12 dicembre 1969, ore 16.37. Fa freddo, è già buio, ma sopra le vie del centro e lungo i muri luccicano gli addobbi natalizi. Io sono sul 23 (il tram che mi ha accompagnato tutta la vita, e ora non c’è più). Sono in Corso di Porta Romana, quasi Piazza Missori: sto andando all’Università Statale, che è lì dietro, in via Festa del Perdono.  Si è sentito un gran botto, e ora il traffico è fermo. Siamo in coda, bloccati. La gente sul tram si scambia occhiate preoccupate, interrogative: come succede in questi casi, ognuno spera che il suo vicino ne sappia di più. O forse no; ma domandare è una reazione spontanea, anche quando è chiaro che non serve. Cosa sarà successo? Qualcuno improvvisa delle ipotesi, qualcun altro sale dalle porte lasciate aperte dal tranviere, riferisce voci,...

Cinquant’anni di Piazza Fontana / L’oblio e la falsificazione della storia

In un suo recente libro Enrico Deaglio, di cui si è occupato su queste pagine Claudio Piersanti, racconta la storia della bomba di Piazza Fontana (sul medesimo argomento si veda la ristampa dell'importante libro di Giorgio Boatti). Lo si può definire un nuovo suo promemoria, un capitolo della cronaca italiana che ci riporta al suo Patria (il Saggiatore) E ancora una volta riesce a trasmettere i sentimenti della meraviglia e dell’indignazione; sa tenere in bilico i lettori sulla soglia fra la cronaca e la storia intrecciandone i tempi. Quella che si incontra qui è la patria matrigna che uccide i suoi cittadini, li diffama dopo morti, premia le canaglie naziste con l’impunità cancellando non solo le tracce dei delitti ma perfino la memoria. Da testimone e da ricercatore, Deaglio racconta i...

Giorno 12 / Arcobaleno

A volte compare tra Messina e Reggio Calabria, per prendersi gioco di chi vorrebbe un brutto ponte, là in mezzo. Eccolo, il ponte, è dato in natura, fatto di sette colori: che poi, tutti e sette chi li ha visti mai? Io però una volta ho imbrogliato di sì, mi sentivo troppo stupida a dire sempre di no, come fosse un mio difetto della vista. Invece erano quattro, massimo cinque, ma brillavano molto. A volte compare tra i palazzi brutti di Messina, dalle parti di Maregrosso, un quartiere della città che è poesia già nel nome.   A volte ripenso a quando mia nonna mi raccontava quella favola dove c'era una pentola d'oro ai piedi dell'arcobaleno, e mi chiedo dove sono i piedi, dove sono le scarpe. Dietro quali edifici, su quale delle due sponde. Mi chiedo se l'arcobaleno, almeno lui con le...

Dal trailer al film / Cara, vecchia New York

È uscito l'ultimo film di Woody Allen. Leggenda vuole che ormai il nostro ne sforni uno bello e uno no. Va da sé che sia importante mantenere attentamente il conto di quale sia l'ultimo e di quale sia stato il precedente. Ma la prolificità è elevata, e il compito è arduo. Basta distrarsi un attimo e l'alternanza non torna più: il precedente La ruota delle meraviglie è stato un buon film, più drammatico che divertente, che ha alimentato la nostalgia del Woody Allen âge d'or.    Timothée Chalamet, Elle Fanning e Woody Allen sul set del film. Ebbene, Un giorno di pioggia a New York. Film bloccato all'uscita per un po' a causa di polemiche collegate al #metoo. Qualcuno ne approfitta per rifare i calcoli, e per capire se il ritardo involontario, rallentando il ritmo, possa aver...

Vivere nella poesia / Furor Mathematicus, di Leonardo Sinisgalli

Dopo settant’anni torna in libreria negli Oscar Mondadori l’edizione più completa di Furor Mathematicus di Leonardo Sinisgalli (1908-1981) poeta e ingegnere, narratore, traduttore, saggista, disegnatore, art director, autore di documentari e programmi radiofonici, critico d’arte lucano. La ripubblicazione consacra nella sua piena attualità un’opera sublime quanto vicina a tutti e un genere mai visto prima nel panorama letterario italiano. Essa presenta un geniale dispositivo e un’elegante architettura interna che affida qualità espressiva anche all’impaginazione, ed è capace di coniugare, in virtù di ispirazione e scrittura eccezionali, sapienzialità popolare e religiosità cosmica − animistica, pagana, cristiana − con scienza e poesia. Il risultato, che soccorre e promuove la nostra vita...

Giorno 11 / Vento del cuore

Nel mezzo di un vortice di solito l’aria è perfettamente immobile ma, per la grande pressione esercitata dal vento su tutti i lati della casa, questa si sollevò sempre di piú, fino a trovarsi sospesa sul punto piú alto del turbine. E lí rimase e cosí fu trasportata per miglia e miglia, semplicemente come voi potreste trasportare una piuma….   Il vento implica sempre un arrivo. Avvento di una dimensione altra da noi che ci connette con un mondo lontano, straniero. Il vento porta spore e impollina. Da dove vengono? Da quale albero? Da quale fiore? Come l’arrivo dello straniero all’improvviso nel nostro recinto di vita, nella nostra comunità, il vento sempre destabilizza, cambia le energie in campo, sempre ci obbliga a riposizionarci emotivamente.  Il vento ci è familiare e...

Un viaggio nei libri di Davide Orecchio / Tra il documento e la grazia

Davide Orecchio, da sempre, lavora sulle biografie, sulla storia, sulla cronaca. Va negli archivi, entra nei documenti. L’autore romano prende la storia vera e la asseconda e la reinventa, l’azione della sua scrittura prende ciò che è avvenuto – in un tempo vicino o lontano o molto lontano – e lo porta davanti alla finestra, la luce serve ad aggiungere un elemento di finzione a una vita vera, miscelare la narrativa veloce al passo del saggio, il ritmo, a volte fiabesco, a volte poetico a quello documentale, composto da date, luoghi e fatti accaduti, fatti che sono nei libri (qualche volta) che abbiamo studiato, nei giornali (sempre più raramente) che andiamo leggendo. Alla base di tutto c’è però molto lavoro di ricerca, un lavoro serio da scienziato, da storico, a questi si aggiunge il...

Verso la fine del mondo / Leggerezza e catastrofe degli anni ’80

Gli Ottanta sono l’ultima decade che siamo riusciti a caratterizzare in modo preciso. A confronto, i Novanta e i primi vent’anni di questo secolo ci appaiono nebulosi, non hanno ancora un profilo stabile. Gli Ottanta, invece, li ricordiamo con chiarezza: è il tempo del reaganismo rampante e degli yuppies, del fashion e della musica pop. La cocaina prende il posto dell’eroina e, oltre alla televisione, molti si procurano un personal computer. Con il suo libro, Filosofia degli anni ’80. Verso la fine del mondo (il melangolo, Genova 2019), Tommaso Ariemma attraversa i paradossi di quegli anni e ci aiuta a cogliere l’anima degli Ottanta dietro il molteplice dei fenomeni. È un’anima mobile e vibrante, perché l’esperienza fondamentale degli Ottanta è la leggerezza: ciò che ha potuto «...

La responsabilità della testimonianza / Un ricordo di Anna Bravo

L'8 dicembre è mancata improvvisamente Anna Bravo. Nata nel 1938, la storica e docente all’Università di Torino ha dedicato il suo lavoro di studiosa e militante ai temi della politica, della guerra e della violenza nel '900, con particolare attenzione alla storia delle donne e dei movimenti. Nei suoi studi, innervati da una costante tensione morale, ha praticato con forte personalità una storia sociale capace di mettere in luce le forme di Resistenza senza armi e quella nonviolenta; in quelli dedicati alla deportazione, alla morte e alla sopravvivenza nei lager nazisti ha sottolineato la specificità della condizione femminile e la centralità della testimonianza. Nelle righe che seguono Bruno Maida ne tratteggia un ritratto personale in cui emergono la sensibilità, la dolcezza e la cura...

Giorno 10 / Mappa

Fin dalla preistoria l’uomo ha sentito l’esigenza di organizzare visivamente il suo pensiero, inventandosi mappe per tracciare confini, la presenza di cibo, acqua o nemici: erano una questione di sopravvivenza. Col tempo le mappe sono diventate non solo strumenti progettati per la comprensione di uno spazio – per orientarsi all’Ufficio Postale così come nella Città di Smeraldo – , ma anche per la diffusione di idee e stati d'animo. Ogni mappa è progettata per organizzare le idee, prima ancora di mostrarci uno spazio. È da sempre uno strumento utile a prendere una decisione, per condurci verso una scoperta. La mappa infatti ci svela ogni possibilità, offrendoci uno sguardo che ha un ché di divino. Ci rende imbattibili di fronte al mondo perché ci dà, sulla carta, il potere di non...