Etologia e punto croce

Passavo le giornate a guardare gli animali. Ho vissuto settimane felici fissando le foto di Anzac e Peggy, australiani, lui canguro, lei vombato. In effetti, le amicizie tra specie diverse erano la mia passione. Esaurita l’offerta amatoriale di youtube, passai alle conferenze Ted: fu proprio durante una di quelle serate in pigiama con il fior fiore dell’etologia mondiale che decisi di farla finita con internet. La colpa è di un ricercatore giapponese. Dovete sapere, dice lui, che esiste una larva molto affezionata ai grilli. Intrufolatasi ben bene in un corpo ospite, vuole raggiungere l’acqua in età adulta. Per farlo, pilota il cervello dell’insetto cantante inducendolo al suicidio. Il grillo sa che annega, ma va dritto verso l’acqua; esasperato e rimbambito, in mancanza di fiumi, si getta nelle ciotole degli animali domestici. Il giapponese parlava, io fissavo atterrita quell’orribile tenia acquatica che usciva dal corpo sfiancato del grillo, morto per annegamento e per parto. Il giorno dopo recisi il contratto del telefono, murai le prese, regalai alla vicina gli adattatori multipli. Ora ricamo a punto croce: la fioritura del ciliegio è tra i miei soggetti preferiti.

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