raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Mi ero convinto che per aver cura di me avrei dovuto smettere di fumare, mangiare meno carne rossa e più verdura, fare un po’ di ginnastica, controllarmi. Non mi era parso nemmeno troppo sbagliato applicare il motto epicureo del “vivi nascosto”, sebbene la comparsa dei social network avesse reso più complicato stare dietro ai consigli degli antichi maestri. Pensavo che questo fosse il trucco, anzi, la via maestra per la felicità. Ma allora perché tanta insoddisfazione? Perché dopo pochi mesi di salutismo e sorrisoni per far vedere a tutti che stavo meglio e quindi ero migliore d’un tempo, ero lì lì per infilare i jeans dentro gli stivaletti scamosciati e iscrivermi al sito del poker on line? C’era forse una maratona di zumba in agguato? Di zumba infernale a piedi nudi sulla spiaggia alle due del pomeriggio d’un ferale ferragosto che mi attendeva con una bevanda energetica e nuovi “luoghi” per il mio smartphone? Non lo so, so solo che una sera mentre scattavo una foto sono scivolato e ho sbattuto la testa. Da quella sera non ho ricominciato a fumare, ma ho ricominciato a leggere prima di andare a dormire. E all’improvviso tutta quell’insalata che ho preso l’abitudine di mangiare è diventata più saporita.

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