Roland, macchine e animali

Racconta Dubravka Ugrešić nel bellissimo Il museo della resa incondizionata (Bompiani 2002) che al giardino zoologico di Berlino, il 21 agosto del 1961 (otto giorni dopo la costruzione del muro), alla morte dell’elefante marino Roland ci si ritrova davanti a una scoperta inaspettata e inevitabilmente tragicomica. All’interno dello stomaco dell’animale vengono infatti rinvenute decine e decine di oggetti che nel corso degli anni erano sfuggiti di mano ai visitatori della vasca di Roland e che l’elefante marino aveva serenamente ingoiato e mai espulso:

“Un accendino di colore rosa, quattro bastoncini da gelato (di legno), una spilla in metallo a forma di barboncino, un apribottiglie, un braccialetto da donna (probabilmente d’argento), un fermaglio per capelli, una matita di legno, una pistola ad acqua di plastica per bambini, un coltello di plastica, un paio di occhiali da sole, una catenina, una molla (piccolina), un cerchio in gomma, un paracadute (giocattolo), una catena di ferro da quaranta centimetri circa, quattro chiodi (grandi), un’automobilina di plastica verde, un pettine di metallo, un distintivo di plastica, una bambolina, una lattina di birra (Pilsner, trentatré centilitri), una scatola di fiammiferi, una pantofolina da bambino, una bussola, una piccola chiave d’automobile, quattro monetine, un coltello con l’impugnatura in legno, un succhiotto finto, un mazzo di chiavi (cinque pezzi), un lucchetto, un astuccio di plastica con aghi e fili.”

Si tratta di un’immagine arcaica, direttamente connessa ai testi sacri (Giona e il grande pesce), ma viene anche in mente Geppetto e la sua capacità di sopravvivere nel ventre del pescecane servendosi di quanto contenuto in un bastimento mercantile naufragato.
L’idea di una caverna animale all’interno della quale sono radunati elementi eterogenei è anche una metafora della letteratura, tanto suggestiva quanto capace di descrivere cosa accade in una narrazione: “oggetti” profondamente differenti l’uno dall’altro tanto da apparire eternamente irrelati trovano nessi e disegno all’interno di un luogo specifico: si fanno senso.


Roland. Macchine e animali nasce prima di tutto da questa idea di letteratura come luogo di significazione e dunque dal desiderio di esplorare gli stomaci, vale a dire le immaginazioni linguistiche e narrative degli scrittori, provando a individuarne i nuclei ricorrenti e quelli del tutto idiosincratici e a capire se questi materiali originari sono in grado di descrivere una temperie culturale, lo Zeitgeist, i meccanismi e le ragioni della composizione narrativa.
Roland è anche il nome di un’immensa struttura in ferro e legno che sta al piano terra di Assab One, lo spazio espositivo curato a Milano da Elena Quarestani. Una macchina tipografica su cui è possibile salire e che è possibile percorrere tramite un sistema di passatoie, un dinosauro industriale che sembra una casa o un piccolo tempio meccanico: lo strumento attraverso il quale la scrittura viene moltiplicata e resa disponibile per un gran numero di persone.


Nel legame tra Roland animale e Roland macchina si dà il senso del progetto che il primo ottobre vedrà a Milano il suo numero zero: riflettere sulla scrittura, riflettere sull’editoria (e riflettere su che cosa succede quando la scrittura, passando per l’editoria, arriva nelle mani dei lettori). Un sistema di riflessioni non fine a se stesso ma motivato dalla convinzione che osservare da vicino particolari processi e dispositivi, fisiologie e patologie, nel caso specifico quelli della scrittura e dell’editoria, serva a ragionare su una particolare articolazione della nostra vita politica.

 

Obiettivo di questo numero zero – che ha già conosciuto una sua prima tappa strettamente laboratoriale all’interno di pordenonelegge e che è realizzato a partire dal lavoro volontario di un gruppo di persone e con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del comune di Milano e il sostegno di Assab One, Granta Italia e Insieme nelle Terre di Mezzo – è quello di realizzare un primissimo collaudo di temi e strumenti, in vista di un numero uno da sviluppare in tre giorni durante la primavera del 2012.

Nel corso del primo ottobre, dal mattino fino a mezzanotte, si succederanno quindi conversazioni, reading, laboratori, concerti, presenti tra gli altri Michela Murgia, Francesco Piccolo, Andrea Cortellessa, Helena Janeczek, Matteo Bordone, Domenico Starnone, Marco Belpoliti, Christian Frascella, i Blastula, Matteo B. Bianchi, Veronica Raimo, gli Egokid, Massimo Cirri, Giusi Marchetta, Michele Rossi, Stefano Salis (informazioni dettagliate sul programma della giornata sono consultabili qui o qui).


Il nostro desiderio è che tra stomaci e rotative, animali e macchine, Roland ci metta nella condizione di guadagnare in diottrie e consapevolezza critica di che cosa sono scrittura narrativa ed editoria oggi in Italia.


 

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