Madrid. Mettere a fuoco la realtà

Una ragazza sorride nascondendo parzialmente le labbra con il dorso della mano, lo sguardo tra il birichino infantile e il malizioso adolescente. Ha incontrato lo sguardo del fotografo che, girato verso il pubblico, ritrae la massa che è andata a vedere il corteo per l’arrivo di Mussolini a Berlino.

Un’altra foto mette a fuoco dei bambini arrampicati su una statua, uno in divisa da piccolo hitleriano, l’altro che si sostiene in bilico afferrandosi alle cavità degli occhi del grande busto di marmo, come per evitare al nobile antenato di guardare la sfilata. La maggioranza dei presenti sorride come in una sagra; solo una signora in nero, molto seria, sembra aver scoperto il mirino della camera che la scruta individuandola come immagine centrale nel complesso: lei, che porta in mano un cappello che probabilmente appartiene alla ragazza sorridente che le sta vicina e sembra prestare attenzione a una simpatica battuta del giovane affacciato dalla base della statua che presiede alla scena.

 

 

Nella mostra che oggi si visita a Madrid, sono esposte sette foto del reportage che il fotografo svizzero Gotthard Schuh ha fatto nel 1937 per documentare la visita del dittatore italiano in Germania. Uno sguardo inverso della grande parata militare, nella bella giornata di settembre che celebrava un incontro che sarebbe poi diventato tragico.

 

 

Come spiega Peter Pfrunder nelle prime pagine del catalogo, si tratta infatti dello sguardo del “realismo poetico” che rende il fotografo capace di “captare ogni avvenimento e ogni fenomeno essendo fedele alla verità, ma con sensibilità”, secondo le parole dello stesso Schuh . La messa a fuoco della realtà, in effetti, ha fatto conoscere al fotografo le vicende dell’Esercito di Salvezza tra i poveri in Svizzera, le giornate dell’incendio del Reichstag che lo hanno portato in prigione perché ritenuto una spia, oppure le vite difficili dei minatori della regione carbonifera di Charleroi in Belgio. Schuh, che voleva essere pittore, ha invece preso la strada della fotografia conscio di poter vivere così “una vita che altrimenti gli sarebbe stata vietata”, benché questa si sia poi rivelata troppo gravosa per lui, tanto che alla fine degli anni trenta compirà la svolta che lo porterà a Java, Sumatra e Bali e alla pubblicazione nel 1941 di quello che sarebbe più tardi diventato il suo libro più famoso, Inseln der Götte, alla ricerca di un paradiso il più lontano possibile del contesto difficile in cui si trovava Europa.

 

Noi invece siamo a Madrid. All’uscita della mostra si respira un’aria inquinata; è da giorni che non piove, fa freddo, i riscaldamenti funzionano al massimo e forse anche i madrileni prendono di più la macchina per evitarlo. La città ha appena accettato senza problemi l’arrivo della nuova sindachessa, che sostituisce, come seconda di bordo, colui che ora è diventato Ministro di Giustizia presso il governo di Rajoy. Moglie di José María Aznar, presidente del governo dal 1996 al 2004, ha messo in pratica una politica sociale e ambientale molto particolare. Superati i livelli legali di inquinamento da diossido di nitrogeno, ha risolto il problema semplicemente spostando i misuratori dalle zone più trafficate della città alla periferia e alle zone verdi; quanto alla pulizia delle strade, considera i senza tetto come una difficoltà aggiuntiva; contraria all’idea che ci sia un vero cambiamento climatico, fa presente che il pianeta deve essere al servizio degli uomini e non viceversa; contraria ai decreti sull’aborto ha detto: “Tutti abbiamo visto quelle scene atroci di bambini di sette mesi di gestazione gettati nelle trituratrici”; scrive in un libro per bambini, che oggigiorno ormai non sono più necessarie le leggi per l’uguaglianza; nella visita a un quartiere a grande tasso di immigrazione, interpellata da una donna immigrata che pensava ci fosse stato un intervento municipale troppo esteso e costoso, ha risposto: “Non so se lei ha l’abitudine, ma noi sì. Esiste una cosa che si chiama pulizia generale e si fa tutta in una volta”; contraria anche al matrimonio omosessuale, ha detto che dall’unione di una pera e una mela non si potranno mai ottenere due mele.

 

Cosa sta succedendo in una società dove la grande maggioranza degli elettori sostiene una politica del genere?

Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è grazie a te. Anche un solo euro per noi significa molto. Torna presto a leggerci e SOSTIENI DOPPIOZERO