Di Casa in Casa vince cheFare

Oggi si conclude ufficialmente il percorso di cheFare, iniziato lo scorso 28 ottobre con l'apertura del bando e protrattosi per cinque mesi molto intensi.

Questa seconda edizione ha visto il consolidarsi dei rapporti di partnership con chi ci affianca nell'organizzazione del premio e ha riscosso un notevole successo per quanto riguarda i numerosi soggetti coinvolti.

Il bando conferma quanto già sperimentato lo scorso anno: rigore progettuale, capacità di innovare e costruzione di relazioni con le comunità sono elementi oggi imprescindibili per chi è attivo nel mondo della produzione culturale. Il valore aggiunto di quest'anno è dato dalla formazione di rapporti e connessioni che si sono venuti a creare tra i progetti in gara, segno che cheFare non viene vissuto come una semplice competizione ma come un momento di elaborazione collettiva di pratiche culturali.

Il nostro impegno da oggi sarà dedicato a sviluppare le relazioni che si sono venute a creare nel corso di questi mesi e a valorizzare tutti i progetti che hanno partecipato a questa edizione. L'obiettivo sarà quello di approfondire il dibattito in corso costruendo sempre nuovi stimoli per la ricerca.

 

La Giuria di cheFare decreta oggi il progetto vincitore, questa la dichiarazione ufficiale:

"Noi membri della Giuria abbiamo esaminato con grande scrupolo ma anche con grande interesse il materiale dei progetti finalisti. È stato un processo decisionale lungo e piacevolmente impegnativo, perché i nove progetti scelti dalla selezione on line avevano tutti una grande capacità di immaginazione e manifestavano un desiderio che potremmo dire genuinamente politico di trasformare, anche se nel piccolo, la realtà sociale italiana.

Il 30 marzo, dopo aver ascoltato le presentazioni e aver riempito di domande molto puntuali coloro che presentavano i singoli progetti, la scelta si è fatta, se possibile, ancora più difficile, proprio per la qualità della formulazione dei progetti - e in questo crediamo che una parte di merito vada data anche alla natura sfidante del bando e all'equipe di Doppiozero.

Alla fine, dopo una discussione molto schietta tesa ad approfondire le ragioni del premio e a verificare in modo preciso l'aderenza dei progetti ai criteri del bando, abbiamo deciso di premiare il progetto Di Casa in Casa proposto da Fondazione Cascina Roccafranca. Le motivazioni sono:

  • la capacità di coinvolgimento del tessuto sociale ripensata attraverso un'idea innovativa di cosa sia oggi una comunità o una rete interpretata in senso solidale;

  • la solidità dell'impianto progettuale (dal punto di vista economico, organizzativo e dell'iter di sviluppo) che si traduce anche nella consapevolezza delle possibilità di sostenibilità, riproducibilità e scalabilità;

  • la lodevole capacità di autoanalisi nel considerare i punti di forza ma anche le criticità del progetto;

  • la dimostrata propensione ad agire in modo reattivo e collaborativo rispetto all'occasione del bando, usato come momento di autoformazione e crescita del progetto. 

 

Inoltre Di Casa in Casa, pur essendo un progetto esplicitamente dedicato alla periferia di Torino, propone in modo molto chiaro una visione sui bisogni e i modi d'intervento nel tessuto urbano in quelle città italiane dove è sempre meno facile pensare e mantenere delle relazioni di comunità. Come Giuria ci auguriamo che questo sforzo possa essere nel tempo esemplare e moltiplicato anche per altri luoghi.

Visto che ci sarebbe piaciuto esprimere le nostre valutazioni positive, spesso ampiamente positive, anche per altri progetti capaci di prospettive sinceramente sorprendenti, non potevamo rinunciare a menzionarne almeno altri due: A di Città e Kinodromo, che evidenziano – al di là di tutte le vulgate apocalittiche sulla depressione sociale che affetterebbe l'Italia – un incredibile desiderio di alfabetizzazione culturale del Paese e una volontà quasi prometeica di trasformazione sociale.

 

Con l'occasione di questa dichiarazione dei vincitori, vogliamo ringraziare di cuore Doppiozero e i suoi partner e ancora di più i relatori dei progetti finalisti: ci è stata data un'opportunità di condividere un'idea nuova di Italia: imprevista e piena di speranza".

 

 

I numeri di cheFare:

609 progetti

71.000 voti

400.000 visite al sito

1.560.000 pagine visitate

1.400 contenuti multimediali prodotti dalle comunità caricati su Timu

 

E quelli di Di Casa in Casa:

9 Case di quartiere in 8 Circoscrizioni cittadine

circa 200 corsi e laboratori ogni anno

12.700 mq di spazi adibiti ad uso sociale

400.000 passaggi all’anno tra eventi, servizi e corsi

420 eventi all’anno

circa 120 tra associazioni e gruppi che svolgono le proprie attività nelle case di quartiere

60 Attività per bambini e famiglie

30 Attività su ambiente e sostenibilità

33 sportelli di consulenza tematici

10 attività commerciali

 

La giuria era composta da:

Christian Raimo, scrittore, giornalista e blogger

Paola Dubini, economista, Università Bocconi di Milano;

Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra, psicanalista e docente;

Ivana Pais, sociologa, Università Cattolica di Milano

Eliana Di Caro, redattore delle pagine cultura e sviluppo della Domenica;

 

cheFare è un progetto di doppiozero ed è co-prodotto in collaborazione con: Avanzi, Fondazione <Ahref, Fondazione Fitzcarraldo, Tafter, Societing, Lìberos

Media partner: Domenica - Il Sole 24 ore, Vita

Con il patrocinio della Regione Puglia - Assessorato alle Politiche Giovanili e Bollenti Spiriti e la collaborazione di Enel.

 

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