Il sito dei morti

I morti sono ormai su internet. Non si parla qui delle biografie di Wikipedia sui personaggi scomparsi, più o meno famosi, ma delle gente comune. In aggiunta alle lapidi di marmo dei cimiteri, c’è da qualche tempo in rete uno sviluppatissimo cimitero virtuale dove è possibile visionare sullo schermo del computer la pagina del defunto. L’idea primigenia è stata della società americana Lindmark International, che a giudicare dalle presenze dei cari estinti è un’azienda in grande espansione. Forse perché ha preso alla lettera una vecchia frase dello scrittore rumeno  Emile Cioran che diceva: “Davanti a quest’ammassarsi di tombe, si direbbe che la gente non abbia altra occupazione che quella di morire”.


In effetti, questo è un commercio che non conosce crisi. Il sito web inmiamemoria.com è un’attività commerciale dove si può rintracciare la localizzazione di tombe di amici, conoscenti, parenti su una mappa on-line. A loro si possono lasciare anche omaggi floreali in cui i fiori sono virtuali, ma i soldi sono concreti: un mazzo di crisantemi finti per 90 giorni sulla home-page-lapide di una persona cara costa 19 euro. Se invece insieme ai fiori si vuole anche accendere un cero il costo sale a 23 euro. Ma le cifre salgono fino a quasi 250 euro per operazioni di sigillo di identità alla tomba del morto e altri optional che mantengono viva la memoria del defunto. Si paga con PayPal o carta di credito, come accade ormai su internet per qualsiasi operazione commerciale. E di questo si tratta. Il sito inmiamemoria.com è un’offerta commerciale sobria e seria, con una grafica del layout molto new-age (colori morbidi, disegni eterei e sognanti, una luce che si allunga verso un possibile orizzonte). L’operazione di iscrizione è facile. Si va sul sito, si segnano le generalità del defunto e si attiva così la pagina-lapide web, e poi si annuncia ad amici, conoscenti e parenti l’indirizzo internet del morto.


Ma non è finita qui. Sul sito sono attivi molti altri servizi di pre e post mortem. C’è per esempio il sostegno psicologico per affrontare la morte, informazioni sulle terapie palliative in casi di malattie terminali o l’aiuto legale per definire i termini del proprio testamento e le disposizioni ultime prima di lasciare il mondo dei vivi. E ci sono anche servizi di pompe funebri acquistabili on-line, come tutta una serie di attività di supporto che riguardano l’assistenza e il conforto per i parenti alle prese con l’elaborazione del lutto.

Se Facebook è il luogo dei ricordi da scambiare con vecchi compagni di scuola o amici lontani ancora attivi, almeno on-line se non proprio davanti a un aperitivo al bar, questo sito dei morti è l’ibernazione del giudizio sul defunto, con aggiunte di possibili memorie trasversali che serviranno ancora a lasciare aperta l’idea di che cosa sia stata quella persona in vita. È un po’ quello che teorizzava Jean-Paul Sartre nel suo famoso saggio L’essere e il nulla, dove sosteneva che la morte affida un’identità definitiva all’individuo. Ciò che anche Pier Paolo Pasolini aveva chiarito nel suo saggio Empirismo eretico, cioè della morte come montaggio definitivo di una vita: solo allora – diceva – potremmo stabilire il senso di quella persona.

Ma, oltre alle implicazioni filosofiche o letterarie ci sono altre questioni che pone il servizio per i defunti operato da inmmiamemoria.com e riguarda il tema della privacy. Tempo fa alla diocesi di Prato e a quella di Asti, infatti, sono arrivate segnalazioni di nomi di morti trovati su questo sito all’insaputa dei parenti. Chi ha quindi la possibilità di immettere il nome di un morto sul sito? Da quali soggetti o istituzioni pubbliche vengono presi i nomi dei morti, visto che sono i Comuni a gestire l’anagrafe sul territorio? Nel caso di Prato il Comune ha risposto alla diocesi di essere estraneo alla pubblicazione dei dati dei morti sul sito in questione. Fino ad oggi si è denunciata spesso l’ingordigia di dati personali dei viventi da parte dei grandi colossi di internet. Se adesso anche i morti cominciano a creare profitto on-line, per alcune aziende su internet è arrivato il momento di acquisire a tutti i costi anche i loro dati personali: del resto i morti non possono reclamare. Si apre così un commercio che la politica, in certi casi, aveva già sperimentato, nel suo caso facendo votare i defunti.


Con i social network il mondo dei vivi si è in larga parte trasferito sul computer. Ora si sta trasferendo su internet anche il mondo dei morti. Con buona pace per l’aldilà.

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