Conflitti, controversie, paradossi

Corpo, mente e sapere, nella stanza intelligente.

Che cosa hanno in comune i giovani corpi ustionati by self-immolation della primavera araba, i corpi nudi politicamente imbarazzanti delle Femen, con il boicottaggio all’introduzione dei questionari di valutazione INVALSI attivato in massa da studenti e docenti italiani la prima settimana di maggio, e che sembrerebbe già caduto nell’indifferenza?

 

Genealogicamente, hanno molto in comune, incluso l’indifferenza.

 

Ugenea, Conflitto

 

Chi ci invita a guardare alle forme di conflitto e resistenza dove il corpo diventa dispositivo di lotta contro l’affermarsi di un nuovo discorso intorno al potere, è ancora Monsieur Foucault. Perché è lì che emergono le famose rotture ispezionate dal profeta di terzo tipo (vedi UGenea 2), lungo l’immenso lavoro dedicato alla genealogia del soggetto: la costruzione di un nuovo uomo attraverso il suo assoggettamento al sapere disciplinare. È questa la vera indagine che attraversa tutta l’opera di Foucault ben prima e oltre Archeologia del sapere, fino a Storia della sessualità, ed è con questa eredità che UGenea osserva l’università contemporanea nella costruzione di un nuovo uomo.

 

Lo sguardo di Foucault non è per nulla ingenuo quando parla di corpo!

 

Monsieur sta già introducendo il tema del soggetto frammentato e separato, proprietà di diversi saperi specializzati, dove mente, pensiero e intelletto, entrano nel palcoscenico delle controversie, attraverso il grande dispositivo UNIVERSITA’.

Il corpo dei folli (in realtà artisti di strada, mendicanti, prostitute, giullari), consegnati nel XV secolo alle Stultifera navis, vascelli itineranti allontanati dalle città medievali. E ancora il corpo dei folli segregati in strutture ideate ad hoc per la cura mentale, i manicomi, nati negli Stati Uniti in piena rivoluzione industriale, e a seguire nella versione Europea di Pinel (1793). Oppure, i corpi dei carcerati auto-ispezionati dalla nuova invenzione del 1791: il Panopticon, ideato da Jeremy Bentham.

 

Ugenea, Conflitto

 

Per Foucault non son altro che casi di assoggettamento dell’individuo che, specularmente all’affermarsi di nuove forme di potere, trovano legittimazione in nuove forme di sapere disciplinare veicolato scientificamente proprio dall’Università – medicina, psichiatria, criminologia... Ad ognuna di queste discipline corrisponde una precisa architettura di marginalità – l’istituzione – predisposta al controllo quotidiano e capillare dei soggetti che stanno fuori, attraverso le procedure attivate su chi sta dentro e che gradualmente si fanno sempre più evanescenti e potenti, perché autosomministrate – pillola vs questionario. Ciò coincide con l’affermarsi di nuovi assetti economici associati a nuovi dispositivi di comunicazione: capitalismo, liberismo, neoliberismo… net-economy…

 

Cosa c’è di nuovo? Il paradosso: l’Università, istituzione veicolante attraverso le discipline, diventa architettura disciplinata dall’audit society: apparato che, come abbiamo già visto (UGenea 1), funzionalmente all’affermarsi del neoliberismo nella sua declinazione finanziaria, capovolge definitivamente l’ordine gerarchico dei dispositivi ponendo al vertice dei processi di conoscenza le procedure di revisione, organizzative-manageriali-finanziarie, su quelle didattiche dedicate alla trasmissione e costruzione di sapere. Il definitivamente in corsivo-grassetto, non è casuale ma connaturato all’essenza del paradosso.

 

Il paradosso, Melucci. Le controversie, Latour. La stanza intelligente, Weinberger.

 

I paradossi sono costitutivi della società contemporanea e anziché essere esorcizzati dall’analisi scientifica, diventano nell’opera di Alberto Melucci elementi di fondamentale rilevanza, aree di emergenza tematica, direbbe Foucault. Psicoterapeuta specializzato nell’età evolutiva, studioso dei movimenti, tra i primi docenti di sociologia dei processi culturali in Italia, promotore della sociologia riflessiva, Melucci anticipa alla fine degli anni 90 qualcosa che ritroviamo nel concetto di controversie elaborato da Bruno Latour nel 2000 con la proposta di un umanesimo scientifico, grazie anche alla rivoluzione tecnologica di cui Melucci, nella sua precoce sparizione, aveva appena avuto percezione: internet.

 

Il paradosso, come la controversia, segnala l’emergenza intorno ad una questione umana, dove antico e nuovo cosmo convivono all’interno di quella cartografia di divergenze, conflitti, che costituisce il parlamento delle cose e dove la rete gioca un ruolo fondamentale: la stanza intelligente così denominata da David Weinberger, piattaforma di emersione delle controversie paradossalmente non connesse senza un approccio analitico non lineare: genealogia, autopoiesi o umanesimo scientifico, per esempio.

 

Conflitti, paradossi e controversie, sono rappresentazioni sociali espresse attraverso l’evidenza del corpo, ma sono anche categorie analitiche che un approccio alla conoscenza postmoderno non può non assumere a variabili di cambiamento cosmico, e per cosmo qui s’intende la dimensione integrale dell’esistenza: azione, pensiero, creatività, conoscenza, incluse le modalità di rimozione dell’evidenza, e l’indifferenza.

 

Qualche esempio.

 

È paradossale che il “leader del movimento in rete”, Beppe Grillo, usi il proprio corpo come dispositivo di comunicazione mentre attraversa a nuoto lo stretto di Messina, immergendosi nella mitologia di un luogo pregno di contrasti e conflitti abitato da sirene ed eroi e dove da anni, a qualche chilometro di distanza, migliaia di corpi d’immigrati, sull’onda della Primavera Araba, cadono dispersi nella totale indifferenza. Rivoluzione che l’Europa ha sostenuto seguendone la narrazione quotidiana in rete firmata da migliaia di giovani e studenti, perseguitati e ora in fuga.

 

Ugenea, Conflitto

 

Il dato aggiornato dal 1994 al momento in cui stiamo scrivendo avendo progettato un mese fa di parlare del corpo si aggira intorno ai 7000 morti. Ed è un dato approssimativo, considerato che, in condizioni di clandestinità, non è possibile conoscere quanti altri corpi senza identità, partiti da chissà quali luoghi, siano deceduti durante il viaggio. Della ricerca e connessione di questi corpi, vivi o morti, se ne occupano Restoring Family Links e Fortress Europe.

 

Torniamo al paradosso coincidente con una ricorrenza drammatica appena superata e che coinvolge giovani e studenti uniti nella Primavera democratica cinese: Cina, 4 giugno 1989.

 

Paradossale è il carro-armato puntato contro il corpo di Wang Weilin, lo studente che in piazza Tienanmen (tradotto, porta della Pace Celeste), affronta parte della stessa classe dirigente che nel 1949, nella stessa piazza, aveva proclamato la nascita della Repubblica Popolare Cinese e partecipato alla sua purificazione, sotto la guida di Mao: la rivoluzione culturale fondata sulla mobilitazione di migliaia di giovani e studenti che, sfruttati a basso costo per generazioni, hanno permesso alla Cina comunista di diventare prima potenza mondiale, e ai quali da tempo è precluso l’accesso a Google.

Stessa censura, non a caso nota come Peking Consensus, è stata adottata dal governo turco in coincidenza dell’occupazione di Gezi Park, da quello siriano con l’inasprirsi della guerra civile, dal governo iraniano contro i siti anti-islamici. Consultando la mappatura mondiale realizzata dall'Università di Harvard – progetto Herdict, è sorprendente rilevare quanti stati adottino questa pratica di censura: un mix di tecnologie di sorveglianza e repressione formidabile silenziatore di proteste. Una conferma nell’opposto: proprio in questi giorni nella striscia di Gaza i corpi, anche di bambini, sono esposti dai media per accentuare lo scontro e il consenso alle repressioni. Parola di Netanyahu e di Khaled Meshaal.

 

 

In poche righe gli spunti per l’approfondimento: è questo il faticoso lavoro che caratterizza l’approccio genealogico e che unisce chi scrive a chi legge nella ricerca di una narrazione che, in quest’articolo, è evidente, incontra il rapporto generazionale.

 

Un folle di nostra conoscenza un giorno disse: frequento solo chi mi fa fare le capriole. UGenea vorrebbe essere una palestra della mente, che fare capriole al pensiero.

 

Altra capriola. Dal 68 al 2014: da Deschooling Society a Auditing University.

 

È paradossale che il movimento studentesco del 68, nato sulla critica alla ricerca scientifica e alla bomba atomica nel contesto università moderna, veda i corpi di giovani in prima linea scontrarsi con l’esercito in un conflitto che si risolve con l’introduzione di un nuovo modello formativo dedicato alla costruzione di un nuovo uomo, i manager scolarizzati come li definiva Illich. UOMO, la cui tecnica, rinforzata in sole due generazioni, oggi presiede i vertici dell’audit society nella finanza, nei parlamenti, nelle amministrazioni e nelle università dove si avvale delle tecnologie più evolute per smerciare prodotti formativi come i MOOC – Massive Open Online Courses – di apparente straordinaria convenienza per le multinazionali delle formazione.

 

Ugenea, Conflitto

 

E non è forse paradossale che i MOOC rappresentino un’alterazione aberrante del fenomeno open content, nato sull’onda della più importante rivoluzione socio-culturale dell’ultimo trentennio passata nell’indifferenza della classe politica, guidata da The Free Software Movement. Il movimento fondato nell’85 da Richard Stallman che, grazie all’ingegno di alcuni giovani formati nella stessa università dei revisori per tre generazioni tecnologiche – PC/INTERNET/OPEN SOURCE – si sono dissociati dall’impulso manageriale, per promuovere la libertà di accesso al software e non solo: la nascita di un altro uomo, libero di connettersi, ma anche di accedere alla sorgente della conoscenza e di partecipare alla modificazione del codice, indipendentemente dal volere delle multinazionali: IBM e Microsoft in primis.

 

Ugenea, Conflitto

 

L’intreccio economia, politica, tecnologia, formazione è abbastanza ovvio. Non è affatto ovvio definire quale qualità umana andrà a sviluppare l’open-audit university. Ne abbiamo dato un assaggio nel primo articolo, introducendo l’apocalittico scenario dell’automazione. Cerchiamo insieme gli antidoti.

 

Per farlo servono alcune operazioni: acquisire consapevolezza della potenziale inarrestabilità di alcuni processi (evitare approcci ideologici), indagare anche le forme di rimozione dei conflitti che fanno emergere la perdita di soggettività, sviluppare un approccio che connette gli eventi in una narrazione.

 

INARRESTABILITA’: Sappiamo che i MOOC sono stati adottati in centinaia di università e testati su un campione di oltre 160 mila studenti con risultati pessimi a detta degli stessi ideatori (parola di Sebastian Thrun)… Sappiamo che non sarà lontana la sostituzione di X corsi made in Italy, France, Spain... con Y corsi on line progettati nel New Jersey, New Carolina o New Qualcosa, impacchettati e pronti per una distribuzione globale. Sappiamo che gli organismi nazionali dell’istruzione, in Italia il MIUR, potrebbero arginare l’applicazione selvaggia dei MOOC salvaguardando cultura ed economia locale, se non fossero coinvolti nello stesso inarrestabile processo di revisione che aggiunge altro strato di revisori a quello già contemplato dalla finanzializzazione delle multinazionali formative pressate dai diktat della Borsa…

Ma sappiamo anche che dal 2004 sono centinaia le università, pubbliche o private, che sperimentano, con sostegni UNESCO, forme di open Learning, nella versione Blanded o Hybrid, con straordinario impatto innovativo: sulle rigidità del corpo accademico coinvolto in progetti interdisciplinari, sulle metodologie di apprendimento focalizzate sullo studente, e sulla partecipazione della cittadinanza e dell’impresa locale coinvolte nella rigenerazione di knowhow e knowledge di territori divenuti, intorno all’università, centri di attrazione, non solo formativa: Catalogna (UOC), Argentina (UVQ), Canada (AT), Australia (USQ), la lista è lunga.

 

Ugenea, Conflitto

 

 

 

INDIFFERENZA: Già nel 2000, un anno dopo l’implementazione di BD, le piazze di tutta Europa, e in particolare quelle tedesche, sono state invase dalle proteste degli studenti che con quella legge hanno visto ampliare le possibilità di scambio in Erasmus, ma al contempo impoverire il percorso universitario ridotto a moduli e accreditamenti formativi ai quali, dopo 10 anni, corrisponde anche un impoverimento economico per debito finanziario triplicato rispetto al 2001: circa il 40% degli studenti sono ricorsi a finanziamento privato per pagare le rette aumentate in alcuni casi del 900% rispetto agli anni ’80, 650 punti più dell’inflazione. Solo in America il debito degli studenti ha raggiunto i 1000 miliardi di dollari, e considerando la crisi occupazionale, oltre il 50% di laureti non possono sanarlo. Non c’è da stupirsi se protestato nelle piazze della Borsa di tutto il mondo magari indossando la maschera di Anonjmous, già prima che esplodesse la “bolla debito Universitario” segnalata dal Washington Post dopo decenni di silenzio.

 

Ugenea, Conflitto

 

Sappiamo che i MOOC hanno anche una missione democratica: il costo di un corso online è sicuramente inferiore rispetto a quello tradizionale e permette l’accesso a studenti economicamente meno agiati. Non a caso sono stati adottati in prevalenza nei paesi in via di sviluppo, dopo decenni di silenzio accademico e inesistente ricerca: Messico, Bolivia, Perù, etc. Tuttavia in paesi, diciamo accademicamente forti, l’ammortizzazione del costo di produzione tecnologica dei corsi, si basa sulla riduzione del costo attribuito al numero di aule, docenti, sostituiti dall’apparato di controllo abilitato, senza alcun credito accademico, ad erogare i pacchetti formativi on-line.

L’antidoto nella previsione! Un’università a doppio binario dove a una massa di studenti online corrisponde una minoranza di eletti ai quali è confezionato un corso che prevede ancora una relazione col docente e processi di costruzione di sapere: filosofia, arte, creatività anche attraverso la ricerca scientifica e la mediazione tecnologica. MIT Massachusetts Institute of Technology, University of Applied Sciences Potsdam, Germany, Thames Valley University, London, insegnano: oltre a trasformare le vecchie mura in eco-laboratori del sapere aperti alla cittadinanza locale, diventano motori economici e centri di attrazione internazionale…e non mancano eccezioni anche in Italia.

 

Ugenea, Conflitto

 

LA NARRAZIONE: Sappiamo che all’università medievale, destinata alla formazione dell’uomo spirituale, è succeduta quella moderna: nella versione illuminista – dedicata alla formazione dell’uomo di scienza; nella versione napoleonica – dedicata alla formazione del funzionario di stato; nella versione post-bellica dedicata alla formazione dei tecnici e dei manager. Tutti questi cosmi sopravvivono nell’università neoliberista, ma veicolati dal diktat di revisione – questionari, test a crocette, procedure – che preparano il terreno per la rinuncia di studenti e docenti ad un approccio al sapere fondato sulla relazione e sulla presenza del corpo e, contemporaneamente, l’introduzione dei pacchetti formativi on-line a distribuzione planetaria.

Non è per nulla paradossale, dunque, che l’audit school incontri il rifiuto in massa degli studenti alla compilazione dei questionari INVALSI somministrati per direttiva governativa nelle scuole pubbliche elementari, medie e superiori lo scorso maggio. I test a quiz predisposti dall'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione hanno lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti, gli standard di performance, e dovrebbero rilevare eventuali lacune sui programmi da sanare con procedure che coinvolgono il corpo docente.

 

Il rifiuto…”, così si legge nei documenti dell’unione studenti “…è motivato a contrastare una tendenza che rende la scuola pubblica a servizio delle logiche manageriali e che trasforma un questionario campionario in test censuario esteso a tutta la popolazione come strumento per valutare… schedare, mettere in classifica, favorire la competizione tra scuole e studenti e docenti, indirizzare e svilire la didattica rendendola un semplice bagaglio di nozioni da digerire per affrontare i test”.

 

Indubbiamente gli aggiornamenti sono necessari e ben vengano i test INVALSI e la tecnologia se stimolano nuovi approcci all’insegnamento e all’apprendimento, mobilitazione sociale ed efficienza nell’allocazione delle risorse, ma i costi sociali che hanno caratterizzato le logiche neoliberiste su scala mondiale, applicate a prodotti merceologici, non possono che essere amplificati se trasferiti automaticamente nell’impresa del sapere: impoverimento delle famiglie, riduzione di consumi ed investimenti, azzeramento della ricerca e dell’innovazione. Perdita del patrimonio culturale attrattivo iniziale – quello che ha convinto le multinazionali a investire in alcuni luoghi come l’Italia, che ancora vive della luce di Leonardo da Vinci: arte, creatività, ingegno, sapere.

 

Il sapere è una materia delicata, che nella sua intangibilità produce effetti molto tangibili: studente consumatore, debitore, campione da testare… automa o cittadino partecipe alla trasformazione? La mutazioni è in corso

 

È questo il fulcro della narrazione intorno all’università di cui ci occuperemo nel prossimo articolo, ma era necessario riprendere il discorso a partire dal corpo e svelando i meccanismi che alimentano la competizione sociale con l’ideologia della rottamazione: ritardo nell’affrontare politicamente il problema occupazionale universalmente irrisolto, che in Italia rischia di essere imputato esclusivamente all’innovazione tecnologica e amministrativa la cui urgenza, a fronte di in rimando decennale, potrebbe non lasciare i tempi necessari per arginarne, costruttivamente, l’impatto a livello culturale, economico, e sociale.

 

 

Link

 

La Primavera Araba, Immolazione di Mohamed_Bouazizi

http://it.wikipedia.org/wiki/Mohamed_Bouazizi

 

FEMEN

(in ucraino: Фемен) è un movimento di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008. Il movimento è divenuto famoso, su scala internazionale, per la pratica di manifestare in topless contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali.

http://femen.org

 

Protesta test INVALSI

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Studenti-boicottano-test-Invalsi-nelle-principali-citta-italiane-c36fd7e8-e650-4fdf-9c27-8710b91b8b5d.html?refresh_ce

 

Test INVALSI

http://it.wikipedia.org/wiki/Test_INVALSI

 

Stultifera navis (XV sec.)

La nave dei folli (Das Narrenschiff) è un'opera satirica in tedesco alsaziano, pubblicata nel 1494 a Basilea da Sebastian Brant.

http://dialognaporoge.blogspot.it/2010_04_01_archive.html

 

Il manicomio di Philippe Pinel, 1793

http://it.wikipedia.org/wiki/Philippe_Pinel

 

Il Panopticon, di Jeremy Bentham

http://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon

 

Sbarco immigrati in Sicilia

www.restoringfamilylinksblog.com

 

Fortresseurope

(programma che aiuta i membri delle famiglie separate da crisi, conflitti, migrazioni a ritrovarsi).

www.fortresseurope.blogspot.com

(osservatorio on line sulle vittime dell'immigrazione)

 

PiazzaTienanmen, Primavera democratica cinese.

http://it.wikipedia.org/wiki/Protesta_di_piazza_Tienanmen

 

Progetto Herdict, Università di Harvard – Peking Consensus

www.apogeonline.com/.../herdict-la-mappa-mondiale

 

MIUR

http://www.istruzione.it/

 

The Virtual University Models and messages. Lessons from case studies. http://www.unesco.org/iiep/virtualuniversity/home.php

 

The free software movement.

https://www.gnu.org/philosophy/free-software-intro.html

 

The Washington Post – Families are finding alternatives to student loans.

http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2014/07/31/families-are-finding-alternatives-to-student-loans/

 

Crescita debito delle famiglie per finanziamento università.

http://www.theatlantic.com/business/archive/2011/08/chart-of-the-day-student-loans-have-grown-511-since-1999/243821/

 

 

Boicottaggio test INVALSI

1. http://www.globalproject.info/it/in_movimento/invalsi-la-scuola-quiz-il-13-maggio-giornata-di-mobilitazione-e-sciopero/17101

 

2. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Studenti-boicottano-test-Invalsi-nelle-principali-citta-italiane-c36fd7e8-e650-4fdf-9c27-8710b91b8b5d.html

 

 

Bibliografia

 

Foucault, Michel. L’archeologia del sapere. Rizzoli, (collana La Scala. Saggi).

 

Id, Storia della sessualità. Vol. 1: La volontà di sapere. Feltrinelli, (collana Universale economica).

 

Illich, Ivan. Descolarizzare la società, Mimesis, 2010.

 

Latour, Bruno. Cogitamus. Sei lettere sull'umanesimo scientifico. Il Mulino, Bologna, 2013.

 

Melucci, Alberto. L'invenzione del presente. Movimenti, identità, bisogni individuali, Il Mulino, Bologna 1982.

 

Weinberger, David. La stanza intelligente. La conoscenza come proprietà della rete. Codice Ed., Torino, 2012.

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