Informazione e libertà

È chiaro a tutti ormai che la difesa del diritto all’informazione è una delle battaglie fondamentali della nostra epoca. Informazione libera significa la possibilità per i cittadini di controllare gli atti dei loro governanti, di chiamarli a rendere conto delle loro decisioni, di ribaltare le verità prefabbricate della propaganda. Essere informati vuol dire insomma partecipare alle decisioni fondamentali che riguardano la vita individuale e la collettività e allo stesso tempo non subire i condizionamenti di chi detiene il potere – di qualsiasi tipo – e lo esercita nel proprio esclusivo interesse attraverso il controllo dell’opinione pubblica.

 

Ogni tentativo di condizionare l’accesso all’informazione, in tutte le sue forme, equivale dunque a limitare le libertà fondamentali che sono il fondamento di ogni democrazia. Da anni assistiamo nel nostro paese ai tentativi di colpire il diritto di cronaca in nome di una “difesa della privacy” che è solo l’inconsistente giustificazione escogitata per difendere i privatissimi interessi del presidente del consiglio Silvio Berlusconi e la sua caparbia volontà di sottrarsi a ogni tipo di responsabilità giudiziaria e di controllo democratico sulle sue azioni. Il progetto di legge attualmente in discussione in Parlamento riduce fortemente il diritto degli organi di informazione a fornire analisi documentate delle inchieste della magistratura e prevede forme di controllo sui media – giornali, televisioni e da ultimo anche internet – chiaramente destinate a scoraggiare quando non a criminalizzare l’esercizio della libera critica. Controllo del tutto estraneo alla tradizione “liberale” cui l’attuale governo finge di volersi ispirare e assai vicine invece alle forme più sinistre di censura in auge nei moderni regimi autoritari, dalla Cina all'Iran, dalla Siria alla Bielorussia.

                               

Doppiozero si associa all’appello degli editori italiani in difesa dell’informazione libera e chiede a tutti i suoi lettori di riflettere sulle conseguenze di una legge che se approvata non solo renderebbe impossibile pubblicare notizie e resoconti di inchieste giudiziarie su gravi reati ma aprirebbe la strada a un regime di controllo sui media inaccettabile in un paese libero. L’informazione è uno dei pilastri della convivenza democratica, la sua difesa un dovere civile per tutti.

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