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Life in the Fast Lane, ovvero una modesta proposta

Life in the Fast Lane, la vita nella corsia di sorpasso, si intitolava una canzone degli Eagles degli anni settanta, vita spericolata, vita “al massimo” che “surely make you lose your mind”, cioè “ti fa perdere di sicuro la testa”. Ma certo il gruppo californiano non poteva immaginare quanto alla lettera fosse vitale quella corsia di sorpasso, cosa che invece a noi, specie dopo aver letto l’articolo che apriva ieri l’edizione on line del “Guardian”, appare ormai fuori di dubbio. Con grande lungimiranza, gli organizzatori delle prossime Olimpiadi di Londra hanno infatti disegnato su strade, raccordi, svincoli e viadotti, delle Games lanes o “corsie dei Giochi”, dove, ci informa il giornale inglese, dignitari e sponsor sfrecceranno sulla flotta di lussuose berline BMW messe a loro disposizione. Per proteggere la tranquillità dei VIP, e la velocità dei loro spostamenti, il transito sulle corsie in questione sarà ovviamente proibito a tutti gli altri, incluse le ambulanze e le automediche, che dovranno accontentarsi delle corsie di normale traffico.

 

Come c’era da attendersi, a questa misura del tutto ragionevole – a chi non sta a cuore la puntualità di sponsor e VIP? – ha risposto il solito coro dei contestatori di professione e degli scontenti cronici, dei petulanti addetti al trasporto dei malati, del sangue e degli organi, dei medici, infermieri e portantini di ospedali piccoli e grandi, tutti pronti, senza eccezione, a preconizzare improbabili ecatombi di puerpere e dializzati. Il solito catastrofismo, verrebbe da dire, lo stesso che impedisce da noi la realizzazione di grandi opere, che impone tasse e controlli sulla circolazione delle automobili e pretenderebbe di regolare ogni aspetto della nostra vita. Se c’è una lezione da trarre da questa vicenda è che anche in Italia bisognerebbe smetterla di opporsi al progresso e riconoscere che non ci possiamo più permettere di ignorare le nuove opportunità. Basta con lacci e lacciuoli, regole e scrupoli di coscienza antiquati, “corsie veloci” andrebbero istituite un po’ ovunque, dalle strade alle scuole, dagli ospedali alle città: chi ha di più merita di più, questo dovrebbe essere lo slogan. Mai più ostacoli, indecisioni, lentezze, mai più l’inutile ricerca del consenso: successi e risultati, ecco la vera chiave per la ripresa. E chi non ce la fa: aria. Cosa aspettano le autorità italiane a seguire l’esempio inglese?

 

 

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19 Febbraio 2012