Carattere trash ai Giochi

La prima volta che l’ho vista, per caso e di passaggio dietro le tribune di una partita di pallanuoto, ho strabuzzato gli occhi: possibile che abbiano scelto un carattere così brutto per dichiarare sede e anno dei giochi olimpici? Invece è proprio così. La font delle Olimpiadi di Londra si chiama 2012 Headline, linea di testa, e secondo Simon Garfield, autore di Sei proprio il mio typo (Ponte alle Grazie), sarebbe anche peggiore del logo stesso dei giochi disegnato da un artista con tanto di esposizioni alla Tate, Wolff Olins, che innumerevoli discussioni ha causato sin dalla sua comparsa. Mi riferisco all’immagine che secondo alcuni descrive Lisa Simpson che fa sesso, oppure una svastica, o, com’è stato scritto da un giornale americano “un uomo di mezz’età che cerca invano di sembrare figo sulla pista da ballo”. Costo, pare, 600 mila euro. Non male per un obbrobrio del genere.

 

Ma per tornare al carattere, o font, come dicono gli anglosassoni, si tratta certamente del più brutto carattere pubblico degli ultimi cent’anni. Se volete guardarlo meglio è qui; autore: Smuggle Sisters. Come suggerisce Garfield è senza dubbio un carattere che mima i segni giovanili, le firme sotto i graffiti negli anni Ottanta. Insomma, qualcosa che vuole essere trendy, fuoriuscire dalla seriosità delle scritture pubbliche tradizionali: una forma di allegra irriverenza. A me pare invece una scritta tracciata male e neppure troppo leggibile.

 

Nella versione che compare sui nostri teleschermi – London 2012 – sembra quasi uno scherzo: disegnata a mano dai pittori che hanno ripassato i muri dello stadio prima dell’inaugurazione. Un carattere-nastro adesivo, dove le lettere risultano per giustapposizione di pezzi ritagliati, salvo nella O, che fa palesemente eccezione. In modo maligno i giornali inglesi attribuiscono la font a una interpretazione britannica del mondo greco, che si legge sulle insegne dei kebab shop di Londra, oppure là dove i ristoranti si chiamano Dionysus.

 

Garfield sostiene che questo carattere qualche pregio l’ha pure: è molto riconoscibile e non si dimentica molto facilmente, soprattutto se lo si continua a vedere in televisione e nelle fotografie dei Giochi. Per fortuna non è vero, tanto che la maggior parte delle persone che ho interrogato non si erano neppure accorte del carattere, pensando che la scritta sia qualcosa di provvisorio: un provvisorio duraturo. Purtroppo è vero che a forza di guardare (e non solo quello) ci si abitua a tutto, o quasi.

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