Expo, -1407

“… il tempo passa, e le stagioni cambiano. E forse – auspicabilmente – passeranno e cambieranno anche questi”.

Non sono ancora passati tre mesi, e i tempi sono cambiati.

Sarebbe stato difficile pronosticare, all’inizio di aprile – pur con tutto l’ottimismo dettato dalla passione – la netta affermazione elettorale di Giuliano Pisapia. Ora l’Expo promette di trasformarsi, da occasione potenzialmente “sprecata” prima ancora d’incominciare, in occasione da sfruttare in tutte le sue potenzialità. Una grande occasione.

Certo, il Comune di Milano non è l’unico attore presente sul “palco” di Rho-Pero, e Roberto Formigoni e Giuseppe Sala (anche una volta uscita di scena Letizia Moratti) continuano a recitare una parte importante. Inoltre le tentazioni speculative sono sempre dietro l’angolo; ed è fin troppo facile immaginare non soltanto gli appetiti, ma anche le maniere per esaudirli.

Ciò nonostante, rimane una grande occasione. Come riuscire a centrarla? Inutile dispensare consigli in proposito. Pisapia e la sua giunta sapranno senz’altro trovare le giuste soluzioni ai problemi che si pongono loro davanti: ne hanno l’intelligenza e la competenza.

Tuttavia, qualunque siano le vie che decideranno di percorrere, ciò che deve guidarli è la massima cura, la massima considerazione, per quello che al termine dell’Expo rimarrà in eredità a Milano. Chi li ha votati lo chiede come il segno più inequivocabile della discontinuità col passato.

Da questo punto di vista, il progetto già presentato e discusso da tempo di “giardino planetario” costituisce non soltanto un ottimo punto di partenza ma anche un punto di arrivo essenziale. Come lo è l’acqua, come lo è l’aria – così lo è il verde per una città che ne è tanto povera quale Milano.

Difendere lo spazio del parco dell’Expo dagli attacchi di cui è oggetto attualmente – e di cui sarà oggetto presumibilmente in futuro –, è dunque non solo un impegno a cui la nuova giunta è vincolata dal voto espresso al recente referendum dalla larga maggioranza dei cittadini milanesi: è una sua missione primaria, nella quale ne va della propria credibilità politica. Nonostante i problemi, nonostante le difficoltà. Nonostante tutto.

 

Expo Milano 2015 su doppiozero.

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