Il sabato del villaggio / Fango

Da sempre con l’avvento dell’estate tutto sembra rallentare, la gente va in vacanza, i bambini sono a casa da scuola e i giornali dedicano almeno una pagina ai giochi enigmistici. Tutto diventa piano piano più silenzioso, intimo, si esce di più la sera e si incontrano gli amici liberi da occupazioni lavorative. Da sempre d’estate si prova a non far caso a quello che capiterà a settembre, con il rientro in città e l’avvento dell’autunno. Ebbene, qualcosa si è inceppato, come se la frenetica corsa di questi ultimi anni, seppure senza fiato e gambe, si fosse tramutata in un’inesorabile caduta in un precipizio di cui non vediamo ancora il fondo. Si vorrebbe smettere di precipitare, ma al momento l’unica soluzione sembra essere quella di schiantarsi quanto prima. E non deve essere un caso che le decine di scandali di questi ultimi tempi, dal mondo della politica all’ultimo che coinvolge il più grande gruppo editoriale del mondo, abbiano principalmente un carattere autoreferenziale: l’informazione che imbroglia l’informazione, la politica che inganna la politica. Come se la cosa pubblica ridotta a fatto privato generasse delitti che ricordano più che i grandi scandali politici finanziari del secolo scorso, la cronaca nera famigliare, pruriginosa e angosciante, in una mutazione della società in grande famiglia borghese, evidentemente decadente.

Doppiozero prova a districarsi con l’aiuto di Alessandro Delfanti, che con chiarezza ci racconta come la ricerca scientifica può mutare ai tempi di Google, ma anche il mercato della genetica possa tramutarsi in un affare economico dai contorni poco limpidi.

Intorno al rapporto tra scienza, media, arte e bellezza si sviluppa l’intervista di Alessandra Sarchi al fisiologo Luigi Agnati: “perché il trasferimento d’informazione che avviene mediante l’opera d’arte, ci appare del tutto diverso da quello attuato, ad esempio, da un bollettino di borsa?”.

Continua la riscoperta del pensiero di Furio Jesi (oggi come non mai di urgente necessità) con un pezzo dedicato a Cultura di destra di Cesare Medail. E come in un ipotetico dialogo si posiziona la recensione critica di Tommaso Pincio alla biografia di Marshall McLuhan scritta da Douglas Coupland. Un pensatore dimenticato e forse frainteso che ritorna preponderante non solo per le sue intuizioni, ma anche per la sua figura umana:

“Lecito domandarsi quale senso possa avere soppesare il pensiero di un uomo assumendo che il suo cervello non abbia tutte le rotelle a posto. La stupefacente preveggenza di certe affermazioni di Marshall risulterebbe in qualche misura inficiata qualora assodassimo una sua insanità mentale? La possibilità che egli fosse affetto dalla sindrome di Asperger renderebbe forse il nostro mondo meno villaggio e meno globale? Certamente no. Ciò nonostante stabilire che Marshall non era semplicemente strano bensì molto strano e che alla fonte di tanta stranezza ci fosse non tanto cosa e come pensava quanto precisi meccanismi biologici, ci costringe a riesaminare sia le ragioni di chi lo denigrava sia gli entusiasmi degli ammiratori.”

Giorgio Mastrorocco viaggia di libro in libro alla scoperta di luoghi carichi di memoria e di storia. Un triplo viaggio che mette in mostra il meravigioso l’intrecciarsi di tre fili: letteratura, storia, geografia. Mentre sul libro di Mario Desiati si sofferma Anna Stefi per la rubrica Italic. E sulla scrittura e le sue tecniche, e del male vertiginoso che può provocare raccontare storie, verte l’intervista a Giulio Mozzi di Andrea Cortellessa.

Per tornare a camminare è necessario affrontare la vischiosità del fango, che rende spesso banali e superficiali le analisi, ma è solo facendo attrito sulle asperità del terreno che possiamo provare a capire. E non c’è modo migliore per camminare che ridare concretezza alle parole. Doppiozero  inaugura due iniziative legate tra loro a doppio filo: Camminare che si apre con un intervista a Duccio Demetrio e con Andare a Santiago di Marco Codebò, e Sciarà (parola svelata da Mauro F. Minervino) che vuole essere un repertorio di quelle parole locali e intraducibili che trasmettono ancora con forza immagini e valori. Sciarà vedrà il suo approdo al Festivaletteratura di Mantova il 10 settembre in un incontro con Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti, Stefano Chiodi e Raffaella De Santis, mentre Camminare proseguirà per tutta l’estate su Doppiozero tra pezzi inediti di autori (in collaborazione con La Stampa di Torino) e di tutti i lettori che vorranno collaborare. 

Tarkovsky, Stalker, 1979

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