Un viaggio come fosse una grande mostra tematica territoriale

Questo è il racconto di una mia personalissima idea di viaggio.

 

Ho scelto la nascita del moderno come genere culturale, inteso come contesto significativo della prima industrializzazione umana iniziata nel Regno Unito alla fine del 700 includendo il nord della Francia, attraverso le case e le cose dei suoi protagonisti dall’inizio dell’800 alla fine degli anni ‘860, in quell’ambito politico economico e territoriale che tanto ha prodotto, inclusi molti generi ancora di attualità come il giallo, l’horror, la fantascienza, il fantastico, il serial, la scienza applicata e l’arte applicata. La visitabilità della mostra in sedici giorni è solo possibile con una buona moto fuoristrada e un buon navigatore, in modo da ridurre al minimo il tempo degli spostamenti.

La Mostra ha sette sezioni:

 

Ultimi romantici

Walter Scott, Lord Byron

 

Avanza la borghesia industriale, i testimoni

Balzac, Rodin, Castello di Saché (Tours)

(Per la verità questa sezione andrebbe arricchita con la casa di Courbet, ma è fuori rotta!)

 

Modernità, miti e paure del futuro, utopia/distopia

Jules Verne, George Orwell

 

Reazione gotico/romantica, il moderno crea mostri??

Stoker (Dracula), Stevenson (Dr. Jekyll and Mr. Hyde), Mary Shelley (Frankenstein)

 

La modernità ha bisogno di fantasy!!

Lewis Carroll (Alice nel paese delle meraviglie), Charles Dickens, Agatha Christie, Emily Bronte and sisters (Cime tempestose)

 

Modernità/democrazia, parità (dei sessi)

Robert Owen, Virginia Woolf, George Eliot

 

Modernità: anticonformismo, indipendenza, Irlanda

James Joyce, Oscar Wilde, George Bernard Shaw & co...

 

Scienza applicata e filosofia laica per l’industria

Darwin, Kelvin, Maxwell, Newton, Bertrand Russell

 

Protodesign, quando i designer erano anche poeti

William Morris, Mackintosh

 

Naturalmente come tutte le mostre ci sono illustri assenti, due per tutti, Adam Smith, padre e teorico del liberismo Moderno, e Karl Marx, padre e teorico del comunismo e dell’anticapitalismo. Come tutte le grandi mostre tematiche ci sono improvvise deviazioni e sorprese, come altre piccole mostre collaterali, caffetteria, libreria, centro hi-tech..., che tradotto su scala territoriale significa eventi d’arte contemporanea, festival, paesaggi, cottage, castelli, parchi, architettura contemporanea, cibo e persone. Non ritengo questo viaggio “turismo intelligente”, tantomeno alternativo o di studio/lavoro, mi piace considerarlo semplicemente una “mostra territoriale tematica”, mi sembra interessante sulla carta.

 

E nella realtà? In sintesi:

 

6180  i Km di strada percorsi, di cui 2600 in autostrada, il resto su provinciali e comunali, con deviazioni in stradine di campagna e ai bordi dell’oceano, per esempio in Francia e Scozia, che sembrano disegnate apposta per motonauti…

 

412   i litri di benzina consumati.

 

1,5    i kg di olio sintetico consumati

 

4       i passaggi via mare, l’ultimo via eurotunnel Dover-Calais

 

1,6    i kg persi durante il viaggio

 

33     i litri d’acqua bevuti durante i trasferimenti

 

3       i giorni di pioggia tra cui uno durante un trasferimento, test positivo per la bardatura antiacqua da moto (considerando il territorio ho avuto fortuna).

 

8,46 le ore di musica dall’mp3 del navigatore ascoltata durante il viaggio da Debussy a Richard Galliano in Francia; la tradizione corale e il pop in Inghilterra; la musica celtica in Scozia; ballate, U2 e la O’Connor in Irlanda; poi Wagner, Nina Haghen nel ritorno dalla Germania; per arrivare a Campagnola Emilia con Verdi, Ligabue, Vasco Rossi....

 

6       le mangiate in ristoranti con alta cucina regionale “certificata” tra cui una cena sulla costa vicino a Calais in un ristorante gestito da una signora molto simpatica che si chiama proprio Babette, e cucina all’altezza del nome. Da non perdere il Traditional Irish Bar&Restaurant fondato da Oliver St. John Gogarty, storico personaggio la cui storia si trova al Writers Museum, poeta, rivoluzionario, ciclista, sopravvissuto agli inglesi: consiglio di gustare il “Gaelic Steack” condito con cipolla e whiskey irlandese, con una vera Guinness naturalmente.

 

6       gli incontri interessanti non programmati, tra cui la signora Babette appunto e le sue colleghe; un artista tedesco in moto (ma guidava la sua compagna perché lui è senza un braccio) con una attrezzatura tecnologica per moto bmw da far paura (sono convinto di averlo conosciuto prima con due braccia); un gruppo di giapponesi, ma non come quelli che vedi a Venezia: eleganti e minimalisti, tutti in Bleu. Uno giuravo di averlo già visto, una faccia nota: ma non è…? Solo troppo tardi ho la conferma: era Kitano!, attore regista cult giapponese e anche motociclista. Cosa ci faceva dalle sorelle Bronte?

 

19     le case visitate e dintorni, come nel caso delle Bronte sisters, alle quali, oltre alla casa, è dedicato un villaggio intero (Cime tempestose? ma se nello Yorkshire ci sono solo colline dolcissime.... nascita del marketing?). In alcuni casi, come da William Morris, nel biglietto è compreso il tè e la fetta di torta che rende i visitatori conviviali e sembrano tutti amici che aspettano William. Una parte della casa di Kelvin era in vendita per 170000 sterline; altre erano abitate, come quella della Agatha Christie, dove una nobile famiglia molto amabilmente mi ha accolto: ho parcheggiato la moto a fianco della loro Rolls Royce e mi hanno offerto un altro tè. In generale arrivare da Milano in moto per vedere una casa crea sempre molta tenerezza. Casa Mackintosh invece l’avevo già vista in un precedente viaggio. Sono comprese anche alcune gradite scoperte, come la ex casa/studio di Alexander Calder a un chilometro dal castello di Balzac, ora centro d’arte per giovani scultori. Mi ha colpito molto Monk’s House, la piccola casa di Virginia Woolf, con il suo giardino “anarcoide” e la famosa stanzetta/studio. Sì è vero, Canonbury Square dove c’è la casa di Orwell è infestata di telecamere (proprio a lui), ma perché è diventato un antipatico quartiere di ricchi snob, dove chiedere un’informazione con la bardatura da motociclista viene percepito come un’aggressione!

... e i vasetti in coccio pieni di lombrichi sul pianoforte della moglie di Darwin, per capire se ascoltavano la musica? ... e Walter Scott che catalogava la sua immensa libreria, tra cui un Decamerone, con uno scrittoio catalogatore immenso? ... e la macchina da scrivere scagliata da John Gogarty contro gli oppressori inglesi, tipo stampella di Toti? Di Isaac Newton trovate tutto su Google, ma le grandi ruote colorate per dimostrare che la luce bianca era fatta di colori e i suoi giocattoli fisico/matematici li potete sperimentare solo a casa di Isacco...

 

9       i musei, pinacoteche e gallerie d’arte moderna visitati, compreso il Writers Museum di Dublino, dove sono ben raccontate le vite e gli oggetti di Wilde, Stoker e company... Joyce ha una ricostruzione del suo studio. Alla National Gallery di Dublino, sono strapieni di artisti del rinascimento italiano, tra cui un Caravaggio di recente scoperta, credo grazie a lord Denis Mahon (l’ho letto da qualche parte prima di partire) il grande collezionista studioso inglese, e poi tanti visitatori italiani. Le audioguide? Hanno tante lingue, anche orientali, ma non l’italiano... come del resto in tanti altri musei esteri.

 

3       gli autori mai visti prima dal vero: personale di William Blake alla pinacoteca di Edimburgo; David Claerbout installazione con le sue foto “animate”; poi la Collettiva The naked portrait alla Scottish national portrait gallery di Edimburgo, assolutamente da importare a Milano visto l’esito della mostra arte e omosessualità.

 

2       i musei a tema scientifico tecnologico: uno a Edimburgo, con la pecora Dolly grande star, e l’altro a Monaco di Baviera, che, ampliato e aggiornato con nuove finestre interattive, è sempre un bel vedere. Interessanti anche le cartoline ricordo, che sono semplicemente campioni di materiali tecnici da spedire...

 

3       le manifestazioni di arte contemporanea. Lo “Yorkshire sculpture park” è da vedere assolutamente! Se pensate a un grande parco con qualche scultura di Herry Moore vi sbagliate di grosso: è un parco di arte contemporanea bellissimo e molto attivo: per il 30° anniversario c’era una grande personale di Andy Goldsworthy. Poi ho visto Utopias e al ritorno l’imponente documenta12 a Kassel.

 

2       le aree protette attraversate, come la foresta di Sherwood. Circa 100 anni fa i maiali di quelle parti sono stati incrociati con i maiali emiliani, creando il suino padano doc che mangiamo oggi: lo sapevate? Ricordatelo quando mangiate prosciutto di Parma.

 

5       le città visitate con piglio turistico: Canterbury, Warwick, Edimburgo, Dublino, Oxford. Dublino, unica città d’Europa che merita una visita in periferia (adattissima la moto naturalmente). La più bella periferia d’Europa: i vostri amici sindaci e assessori dovrebbero farci un giro!

 

1       i festival cittadini, come il The Edimburg festival: un festival internazionale di spettacoli musica di strada, ma veramente internazionale...

 

4       le architetture contemporanee visitate, in particolare a Liverpool.

 

38     le pagine scritte di promemoria, appunti e riflessioni.

 

4,5    i kg di materiale cartaceo, pieghevoli, cataloghi, ecc. accumulati.

 

172   le foto scattate.

 

Costo complessivo per la visita alla mostra territoriale, meglio non dirlo. Comunque il bigliettone valeva sedici giorni.

Questa sintesi non è vincolata dalla privacy, per cui potete mandarla a chi volete, ha solo lo scopo di evitare di ripetere le stesse cose a tante persone.

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