Expo e dintorni: Controcampo Expo

In un articolo di Repubblica del 13 maggio 2012 leggo: «L’anno scorso era rifugio di rom, nel 2015 potrebbe diventare il nuovo polo cittadino del cibo, una grande piazza coperta dove produttori e consumatori si incontrano secondo la filosofia del chilometro zero per abbattere i costi di distribuzione».

 

Di fatto tre giorni fa nel fondo del paiolo erano rimaste della polenta abbastanza ben conservata, una forchetta e mezzo guscio d’uovo, e la cenere ancora chiara e soffice lasciava credere a un fuoco spentosi da non tanto tempo. Mi trovavo nei pressi del “Palazzo di cristallo” costruito nel 1933 dall’Innocenti a Lambrate, in via Rubattino, a due passi dal fiume Lambro. In questo stesso complesso industriale si produceva la Lambretta.

 

A due mesi e dieci giorni dall’apertura ufficiale di Expo 2015, mi si è chiesto di fotografare un controcampo di questo evento. Così dal centro ho raggiunto la periferia della città, è lì che riesco a riordinare le idee. Poi, camminare con la macchina fotografica fa il resto.

 

Ero arrivato nel cuore dell’Ortica. Volevo trovare un’identità di cittadino di Milano (ormai acquisito) anche di fronte a un cibo caldo, cucinato in qualche posto storico di questa città, e per casualità anche stavolta, come nel precedente articolo, è stata una pizza. Ma ora tipicamente milanese, alta e al trancio.

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14 Marzo 2015