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Expo e dintorni: Expop

La parte migliore si è consumata nell’attesa. Cosa ci lascerà Expo? la darsena? spero che ci potremo nuotare o fare un giro in barca a remi (senza dover indossare obbligatoriamente dei giubbotti salvagente), godere a pieno dell’elemento liquido oltre ad essere, si capisce, facile pesca, in un bacino di spazi pubblicitari. In questo splendido giorno di sole a solcarne le azzurre acque sono il gommone della polizia municipale e quello della protezione civile.

 

 

La darsena è nuova di pacca, è aperta, ce l’hanno consegnata: muretti ancora immacolati fanno da contrasto ai “sentieri di città” che sembrano essere lì da sempre, invece si sono formati velocemente, per il valico di percorsi alternativi, per tagliare meglio gli spazi.

 

 

Ero andato a fotografare l’insegna di una pizzeria-kebab più giù a sud, fuori dalla porta Cicca; come nel primo articolo volevo trovare le risposte in posti come questo, defilati. Decisi di tornare al crepuscolo, quando l’insegna si sarebbe accesa.

 

 

Postilla

 

A proposito di muri puliti e ripuliti, ho appena letto su Repubblica, grazie alla segnalazione di un’amica, che è stata smantellata la mostra Exploit, fatta nel sottopassaggio lungo la Martesana. Riporto parte dell’articolo. Ero andato sul posto a guardarla su invito di un altro amico che ha partecipato all’allestimento con una sua opera. Avevo scattato giusto un paio di foto.

 

«sabato, gli operatori del nucleo intervento rapido del Comune, su indicazione dell'assessorato ai Lavori pubblici, si sono presentati al parco con rulli e vernice bianca, ricoprendo interamente i muri su cui campeggiavano disegni fallici (con i colori e lo stile del logo Expo o, comunque, con slogan critici verso la manifestazione). Un intervento fatto, spiegano in Comune, sia perché i manifesti erano abusivi, sia per il soggetto ripetuto ovunque sui muri, che avrebbe portato i frequentatori del parco a protestare e a chiedere che fossero eliminati. La mostra abusiva era stata d'altronde presentata come “scandalosa, autogestita e non autorizzata”. I creativi per mostrare il dissenso avevano utilizzato gli strumenti del subvertising, ovvero quell'insieme di pratiche sovversive e parodistiche che utilizzano il linguaggio delle pubblicità commerciali per fare sentire la propria voce. “Up Patriots to Arms” – “Alle armi patrioti” 20 anni dopo l’appello di Battiato – era il nome scelto dal collettivo, che ora ironizza pubblicando i muri ripuliti e annunciando su Fb la “Nuova esposizione alla Martesana di Milano”.»

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