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Expo e dintorni: Nutrire il pianeta

Energia per la vita

Andare in giro in città a piedi e usando i mezzi pubblici, con la macchina fotografica appresso. Una reflex digitale che mi hanno prestato. Un obiettivo cui ho tolto il filtro di protezione e il tappo, la uso così, pronta per scattare, ho accettato di lasciare montata la tracolla. Non mi servivo di una reflex da anni (anche se questa è digitale). La sua caratteristica più importante è che guardi attraverso l’obiettivo, per farlo devi mettere la macchina a contatto con il volto, per indirizzare l’occhio nel mirino. Ne segue che ti nascondi la faccia. Per anni ho usato una 6x6 a pozzetto, vuol dire che guardi l’inquadratura dall’alto verso il basso, a una certa distanza. Quando fotografi le persone, sono loro che osservano il volto del fotografo che ha lo sguardo rivolto verso il basso.

 

Comunque, anche scattare con la reflex può essere piacevole. Il contatto con la strada è importante, pure parlare con le persone, però difficilmente le fotografo. A volte torno in luoghi che ho visto in giorni che non avevo la macchina fotografica con me. Quando ho incontrato questi SUV parcheggiati su un’antica pavimentazione, solcata da linee ferrate non più attive, ho percepito solo l’invadenza degli spazi; senza informarmi ho voluto credere che fossero almeno auto elettriche.

 

Riporto una parte dell’articolo di Repubblica che ho trovato poi, cercando di informarmi:

«Il marchio di FCA leader nel segmento dei SUV, ha fornito l'esclusivo servizio ai 14 giornalisti arrivati a Milano dal 18 al 22 di Febbraio.

La vita è un viaggio. Rendiamola sostenibile. E cosa c’è di meglio che farlo con l’aiuto della FCA, da tempo impegnata a proporre un modello di mobilità che rispetti il pianeta attraverso la graduale riduzione dell’impatto ambientale dei veicoli lungo tutto il loro ciclo vitale?
5 Grand Cherokee, l'ammiraglia di famiglia, e 2 Cherokee, il medium SUV hanno infatti accompagnato i rappresentanti della stampa di 4 Paesi durante il loro tour esplorativo del programma di Expo Milano 2015.»

 

Jeep, ph Antonino Costa

 

Il contatto con la strada è importante per fotografare, pure parlare con le persone: come la proprietaria cinese del negozio di parrucchiere, che vedendomi fotografare la sua porta uscì a controllare. Le chiesi la traduzione della loro scrittura, che altro non vuole dire Expo Milano 2015. Mi spiegò volentieri il nesso tra il suo salone e l’evento. Niente di ufficiale però.

 

 

Allungamento capelli, ph. Antonino Costa

 

A volte torno nei luoghi che ho visto in giorni che non portavo la macchina fotografica con me.

In un cortile di una via del centro storico a pochi minuti a piedi dal Duomo, notai il logo di Expo, ma tirai avanti senza fermarmi. Ci andai nuovamente con l’intenzione di fotografare e capire cosa ci fosse dell’evento lì dentro. Già dal portone scattai una prima foto al volo, sapendo come vanno queste cose. Infatti, dopo neanche un altro passo, fui accolto da una voce: il custode m’invitata a spiegare come mai fotografassi. Risposi che il mio lavoro è fotografare tutte le scritte Expo che vedo in città. Così, grazie al suo “non vedermi”, potei avvicinarmi e inquadrare il cartello arricchito del logo di Expo.

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Car wash, ph. Antonino Costa

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