Garibaldi, Carducci e l'Aspromonte

Il Mausoleo garibaldino che ricorda il celebre ferimento del Generale, avvenuto il 29 agosto 1862, si trova nel territorio di Sant’Eufemia d’Aspromonte, a 1200 mt di altitudine. Il luogo è bello e desolato, il pino secolare presso il quale venne fatto appoggiare Garibaldi ferito c’è ancora, protetto da una cancellata corrosa dalla ruggine. Sulle pareti del Mausoleo lapidi antiche e militaresche (cadorniane) e patriottiche più recenti (spadoliniane); sul basamento quella del Carducci, al “Magnanimo Ribelle”, ormai quasi a pezzi. Anche le selve circostanti, infestate dalla processionaria, non godono di buona salute.

 

L’episodio ha segnato il momento più drammatico dello scontro fra le due anime politiche del Risorgimento, quella monarchica e istituzionale e quella repubblicana: durante la sparatoria le Camicie Rosse gridavano “Roma o morte” e in effetti ci furono parecchi morti, sette garibaldini e cinque bersaglieri al comando del Colonnello Pallavicini. Curioso e tragico il destino del Tenente Luigi Ferrari, responsabile del famoso ferimento: quel giorno fu ferito anche lui e gli fu amputata una gamba, venne poi decorato con medaglia d’oro e divenne sindaco del paese d’origine, Castelnuovo Magra, nella bassa Lunigiana, terra di anarchici e di ribelli. Anni dopo, i concittadini vennero a conoscenza della motivazione di quella medaglia e la vita del povero Ferrari divenne un inferno. Scomparve nel nulla.

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21 Dicembre 2015