Qui tutto ok

A inizio estate, sempre che esista un inizio (perché ci si accorge sempre tardi dell'estate), a Carbé pare che si apra uno spazio infinito di possibilità e che il tempo possa allargarsi e modellarsi avvicinandosi alla sua rappresentazione mentale di ciò che è vita, e ciò che è vita per lei è sostanzialmente svegliarsi e mangiare dello yogurt bianco e chiudere la giornata in infradito, possibilmente davanti al mare, leggendo tutto il giorno, tra una passeggiata un bagno e due chiacchiere non troppo profonde, libri che ha lasciato indietro nella sua vita. Ma lentamente e senza affanno.

 

In questo mondo perfetto Carbé è in spiaggia con protezione 50, è seduta a un tavolo blu, ha in mano quel mattone che rimanda di anno in anno, non ha bisogno di niente e nessuno. È in uno stato di tranquillità totale, di serenità piena e pietà per sé stessa e per gli altri, ogni tanto alza la testa e guarda il mare dicendosi io sono questo, e si sente nel pieno della bellezza. Nel piano sarebbero inclusi dei pacchetti di sigarette, se non fosse che se ne vergogna moltissimo, e sarebbero escluse tutte le tecnologie eccetto un cellulare acceso per il tempo di un qui tutto ok. La lettura sarebbe allora un fatto silenzioso, secco, minuto.

 

Alla fine di questa estate (e ci si accorge sempre di colpo che l'estate è finita) a Carbé parrà che la sua estate non sia stata abbastanza estate. È tutto qui? si dirà vergognandosi per i suoi piani favolosi di giugno. Non sono riuscita a ottimizzare i tempi? Il gelato sul decumano della sua città, in un pomeriggio non sovraccaricato di cose, sarà forse l'unico ricordo nitido di queste settimane. La sensazione di scolaretta (“non hai finito i compiti”) la prenderà ai primi di settembre. Rimarrà qualche puntura di insetto a certificare l'estate, qualche gola raschiata da aria condizionata, del lavoro arretrato. Che schifo, si dirà tra sé e sé. Allora arriverà un altro autunno, sebbene non esista davvero un inizio, e quando sarà primavera (perché poi si mischierà tutto) dirà l'ho sfangata anche quest'anno, e sarà lì ad attendere la sua stagione preferita, quella in cui tutto è possibile e tutto si può fare, in particolare quei giorni in cui non è ancora arrivata ma sta arrivando, quando ti dici manca poco e l'orrore è finito, sarà un'estate bellissima.

 

Sto per finire, sto leggendo, sto per leggere:

Salvador Dalì, Ragazza alla finestra, 1925

Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è grazie a te. Anche un solo euro per noi significa molto. Torna presto a leggerci e SOSTIENI DOPPIOZERO