Un lettino per Saunders e Tuena

L’ho tenuto da parte per le vacanze, ammesso che io le faccia, ma ho qualche possibilità, il libro è Bengodi e altri racconti di George Saunders (minimum fax 2015), tradotto da Cristiana Mennella. È una questione di cuore. Il cuore delle persone, è ciò di cui scrive il formidabile narratore americano. I racconti di Saunders hanno delle caratteristiche che si ripetono: i luoghi non sono quasi nominati. Le città sono mai (o quasi mai) citate. I personaggi, anche i protagonisti, sono parte di un coro. Se potesse, l’autore, toglierebbe loro perfino il nome. Le storie di Saunders sono molto diverse tra loro, a volte sono scritte in prima persona, a volte in terza, ma sono tutte belle, mai ciniche, spesso divertenti. Il suo grande tema è il quotidiano, la vita fuori dalle grandi metropoli. L’ho tenuto per l’estate perché so che mi commuoverà, perché lì dentro nevicherà al momento giusto, perché la tecnica sarà al servizio della compassione, le parole saranno quelle esatte. Saunders viene (e verrà anche stavolta) a bussare alla mia porta più nascosta, quale stagione migliore di questa per aprirgli?

 

È una questione di cuore, dicevo, ma il cuore non riguarda solo Saunders. Il cuore riguarda altre piccole faccende estive di rilevante importanza, azioni da compiere prima e durante la lettura del libro scelto. Io ho un problema con il mare, no, non con l’acqua, il mio problema riguarda la gestione dei famosi lettini su cui ci si sdraia, per abbronzarsi secondo alcuni, per leggere secondo me. Io non li so orientare. Anna, la mia compagna, ogni tanto mi scuote, mi fa alzare, li direziona seguendo il movimento del sole e poi mi autorizza a ritornare al mio niente. Queste piccole variazioni sono faccende di cuore. Io sono imbranato, se spostassi il lettino da solo potrei fare un disastro: creme e libri rovesciati nella sabbia, bottiglie d’acqua perdute, teli da mare volati via, lei lo sa e fa, io devo solo tenermi il libro tra le mani.

 

Le variazioni mi portano al secondo libro che voglio leggere quest’estate. Un libro prezioso, primo perché mi è arrivato in dono direttamente dall’autore, in una sera in cui parlammo solo del Napoli, della Lazio e vecchi campionati; secondo perché l’autore è uno dei più grandi scrittori italiani: Filippo Tuena. Il libro è Le variazioni Reinach (Beat 2015), già vincitore del Bagutta dieci anni fa (Rizzoli 2005). Il romanzo di Tuena torna in nuova versione revisionata, per me sarà la prima perché non l’ho mai letto. È considerato uno dei libri più importanti sulle guerre mondiali, sull’Europa di quegli anni, sulla Shoah. Argomenti e periodo sono tra quelli che più mi interessano, da sempre. Un romanzo che mi aspetto affascinante, che mi aspetto bellissimo. Mi aspetto di imparare e di rimanere ipnotizzato, come spesso mi è capitato con i libri di Tuena. Per questo ne ho rimandato la lettura, che nessuno mi disturbi.

 

Poi, mi sa che nemmeno ci andremo al mare, magari si va a Stoccolma, come si segue il sole da quelle parti?

Olivo Barbieri, Sorrento, 2004

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