Catherine O’Flynn. Ultime notizie da casa tua

 

 Non c’è una pagina sprecata nell’edizione minimum fax del libro di Catherine O’Flynn. Dalla copertina alla quarta finale tutto è perfettamente coordinato al punto che risulta difficile distinguere la qualità del romanzo dall’aspetto grafico. Una simbiosi assoluta, come spesso capita con i titoli dell’editore romano.

 

In copertina troviamo il televisore Algon di Brionvega, a fianco una classica teiera: lui arancione, lei rossa. Algon è del 1964, nella foto ha la maniglia alzata: è un televisore nomade, e ha lo schermo rivolto all’insù, come un cagnolino verso il suo padrone, diceva il suo designer Marco Zanuso. E di televisione racconta il romanzo, una televisione che ha ormai superato gli studi televisivi e come un virus entra nel corpo dei suoi conduttori deformando una realtà già difficilmente percepibile.

 

Il protagonista, Frank, è un mediocre conduttore televisivo; suo padre, ormai scomparso, è stato un importante architetto di Birmingham le cui costruzioni, che si proponevano d’imporre la modernità, vengono abbattute una dopo l’altra. Frank vive tra il passato di un padre severo e autorevole di cui però vede, nelle continue demolizioni, il successo tramutarsi in un fallimento, e un presente in cui il lavoro di giornalista televisivo è ridotto ormai a un gioco di ascolti. Le notizie devono essere divertenti e i giornalisti simpatici: la qualità non conta, l’importante è sorprendere il pubblico, ma senza svegliarlo dal suo torpore. Il filo tra passato e presente è retto dalle indagini che lo stesso Frank compie sulla morte di un suo vecchio collega ossessionato dall’invecchiamento.

 

Attorno al binomio televisione-invecchiamento si regge una storia in cui i protagonisti ormai liberati dall’angoscia del successo tentano di ridare ordine alle proprie vite, ma la leggerezza superficiale che li ha contaminati rende quasi impossibile questo sforzo obbligandoli a nostalgie per un passato che andava interpretato tutto in maniera diversa. Non esiste riscatto e non esiste dramma, tutto è appiattito, nei dialoghi come sullo schermo. La televisione diventa il luogo della spontaneità, mentre la realtà quello della perfezione, della pulizia e dell’ordine. La finzione romanzesca deborda nella realtà dei ringraziamenti finali o addirittura dei titoli di coda di minimum fax. Tutto si intreccia in un romanzo iper-reale la cui forza sta nel far saltare ogni distinzione tra finzione e realtà.

 

Se molte sono le attinenze con il capolavoro di Martin Scorsese The King of Comedy, diversissima è l’intensità drammatica, praticamente assente nel romanzo. L’invidia e la gelosia si sono tramutate in pietà, tutti si fanno tra di loro un’enorme pena. Non esistono più le star di una volta e tanto meno i fans. La tragedia si compie un po’ per caso e un po’ per stupidità.

 

Ultime notizie da casa tua (Minimum Fax, febbraio 2012, Roma, titolo originale The News Where You Are, trad. di Federica Aceto, 334 pp., 16,00 euro) dà l’impressione che potrebbe essere scritto da chiunque, come qualunque persona potrebbe fare televisione, dire buone battute, diventare una star e avere successo. E questo è un bell’inganno, ma sicuramente una qualità, quasi imperdonabile, di un libro che come pochi affronta in profondità la superficie di cui sono fatti questi anni.

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