Il lettore sulla soglia

C'è una parola-chiave che innerva tutto Librerie. Una storia di commercio e passioni (Milano, Garzanti 2015, pp. 327) di Jorge Carrión: desiderio: «energia spirituale e chimica che ci attrae verso determinati corpi od oggetti che diventano veicolo di una conoscenza molteplice» (p. 281). Non so se prevalga il desiderio di vedere il mondo, incarnato in circa 400 librerie di ogni specie, o di annusare, leggere, toccare, acquistare, far esperienza di libri. Per Jorge le librerie sono il feticcio, il contenitore, magari il pretesto, per passioni strettamente intrecciate: amore per la conoscenza, pulsione al viaggio. È un testo sulla soglia, tra un nuovo mondo - che verrà o già ci abita - e uno antico, forse destinato a sparire per sempre o che forse è già perduto. Assicura l'autore nella prefazione che non offrirà facile conforto ai bibliomani e bibliofili, ma anzi, proporrà contraddizioni minacciose e angoscianti. Le librerie sono specie in via di estinzione? È tutto ciò - soggetto alle leggi del commercio - inevitabile?

 

È soprattutto un libro pienissimo di altri libri, intessuto di citazioni letterarie, cinematografiche e musicali, e a ogni pagina ti vorresti fermare e avere il tempo di leggere quanto suggerito. Oppure, ti vien voglia di partire. È un dialogo: dell'autore col se stesso di un tempo, con noi e i lettori che diverremo o che vorremo diventare. È zeppo di belle storie e aneddoti: ad esempio s'incontra Goethe in una libreria italiana che osserva con piacere e stupore libri già rilegati (a quel tempo in Europa ogni cliente sceglieva infatti la rilegatura che preferiva). Si può scommettere che, se dovesse sintetizzare in una sola frase tutto il lavoro, Carrión sceglierebbe proprio il racconto del vate tedesco: «Goethe descrive la realizzazione di un desiderio: visitare una libreria. [Poi] illustra il conseguimento di una conoscenza che non deriva direttamente dalle pagine dei libri ma dalle persone che gli stanno attorno» (p. 53). Naturalmente ci sono i luoghi di culto che è lecito attendersi, in giro per tutto il globo, Shakespeare and Company in testa, e i librai più venerati, anche viventi. Non mancano alcune tra le mie librerie preferite, tra l’altro.

 

L'idea che anima il saggio, forse gemmata dalla collezione di biglietti da visita di Carrión, è quella di un viaggiatore curioso, dotato di un ideale passaporto, che non accoglie timbri, al passaggio di una frontiera, ma - appunto - biglietti da visita di librerie e librai. E insieme a essi, altre visioni del mondo. Nuovi libri, altri incontri, con autori vivi e defunti, vicini e lontani. Quante volte siete entrati in una libreria, così, senza pensarci, per far passare un paio d'ore tra un volo e l'altro in una città sconosciuta? Jorge Carrión ha saputo sistematizzare e far tesoro di queste esperienze, come se facessero parte di un progetto più grande ispirato da un dettame: se coltivo un rapporto speciale con i libri, allora non posso non essere in contatto con i librai che sono spesso gli intermediari di questa passione. C'è chi, per aver accesso al dietro le quinte di città sconosciute, va in piscina, chi frequenta i musei, chi parla con la gente. Jorge visita librerie. Anche in luoghi di cui non capisce, parla e scrive la lingua. Perché? «La libreria è leggera, la biblioteca pesante. […] La libreria è crisi perpetua subordinata al conflitto tra novità e ambiente».

 

Com'è cambiato questo luogo atto ad accogliere libri nel corso del tempo? Come si modificherà in futuro? Come può trasformarsi senza perdere la sua riconoscibilità e centralità che rivestiva nel nostro recente passato? Come siamo cambiati noi? Perché abbiamo strutturato la nostra identità a partire dalla relazione con queste cose di carta e le persone che stanno loro attorno?

Cosa cerchiamo in un libro? C'è differenza tra ordinare una pizza e un libro?

 

La vexata quaestio di Amazon o degli store online è naturalmente presente, ma senza toni catastrofisti, con la speranza che "lo spettacolo debba - in un modo o nell'altro - continuare". Amazon o chi per lui, renderà superflui i librai, così come un nuovo modo di vendita ha reso i lattai una specie in via d'estinzione? Leggendo Carrión credo si possa concludere, o almeno sperare, che difficilmente la relazione con i librai, in quanto persone e intermediari, possa essere soppiantata da un servizio economicamente molto competitivo di consegna a domicilio. Oppure quella funzione di intermediari sarà svolta da qualche altro network: anobii, goodreads, mlol, aureoo, etc. La prossima volta che comprate a un prezzo vantaggioso libri online chiedetevi: sto rinunciando a qualcosa? Quale impatto avrà nella mia vita la lenta chiusura delle librerie? Dovremmo applicare l'idea del consumo consapevole, forse, anche ai libri: quale genere di economia sostengo con questo acquisto?

La spinta che ha mosso Carrión a entrare in libreria e conoscere librai di mezzo mondo è meno imputabile al piacere di comprare un testo o alla necessità di avere un determinato titolo (una semplice azione commerciale), e più riconducibile soprattutto al desiderio di trovare un pezzo utile alla sua identità, o di esplorare una realtà che non conosce o, ancora, di venire in contatto con qualcuno depositario di una storia, più che con un venditore di oggetti di carta. Se il libraio è bravo a fare il suo mestiere sa instaurare una relazione speciale con il suo lettore: tutti i librai indimenticabili lo sono per questo motivo. Ognuno di noi ha i suoi nomi e le sue esperienze da portare ad esempio. Fateci caso la prossima volta che entrate in libreria.

 

 

http://benedettasaglietti.com/  

 

 

Il libro: Jorge Carrión, Librerie. Una storia di commercio e passioni, Garzanti 2015, pp. 327, € 18,60

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