Cartoline da un funerale

Qualche giorno fa è morto in Irpinia l’editore Elio Sellino. Oltre a fare tantissimi libri, non solo di storia locale, era anche direttore del centro di ricerche Guido Dorso. Camminando per il sud si trovano tante scene che illuminano sulla condizione attuale del sud e di quel sud più grande che è il mondo intero. Volevo scrivere un ricordo per esaltare le virtù del mio amico scomparso, alla fine mi è sembrato che potessero bastare queste cartoline dal suo funerale.

 

 

Al funerale di Elio Sellino era evidentissimo che il mondo della cultura in Irpinia non esiste. Ed era evidente che i cosiddetti intellettuali di sinistra qui non si sono mai visti. E che dire delle centinaia di politici con cui ha avuto rapporti? Oggi al funerale ne ho visto solo due. Non solo non hanno idee, ma non sanno neppure più emozionarsi, addolorarsi: sono malati, autistici. Eppure guidano ancora i giochi, anche se sono giochi miserabilissimi.

 

Al funerale di Elio Sellino ho visto che il suo paese non c’era. Quelli che andavano dietro il feretro sembrano presenti giusto perché hai funerali bisogna andare per guadagnare punteggio per il proprio. Sellino in fondo era ancora un uomo giovane, ma non c’era emozione nel suo paese. Se fosse morto uno che fa le case, un elettricista, un barista, ci sarebbe stata un’atmosfera più intensa.

 

Al funerale di Elio Sellino mancavano certi professori universitari di provincia molto servili con i politicanti della provincia.

 

Al funerale di Elio Sellino ho pensato ai miei funerali. Io il prete non lo voglio. Quello che ho sentito oggi non aveva neppure un filo di commozione. Per i preti è la regola.

 

Al funerale di Elio Sellino si capiva che i politici quando muore un uomo di cultura sono contenti, uno in meno che può rompere le scatole.

 

Al funerale di Elio Sellino a un certo punto mi è venuto un gran mal di pancia e ho saltato una cinquantina di posti nella fila delle condoglianze.

 

Al funerale di Elio Sellino c’era pure uno che ha scritto un articolo per ricordarlo e non ha ricordato il mio rapporto col morto. Pensavo che la cosa mi avesse ferito, invece quando l’ho visto non ho pensato niente, nessun rancore, nessun pensiero, niente.

 

Al funerale di Elio Sellino a un certo punto è arrivata pure una giornalista. La cosa mi ha sorpreso. In genere gli eventi in provincia sono solo annunciati, mai seguiti nel loro svolgimento.

 

Al funerale di Elio Sellino ho pensato che l’Irpinia di cui sempre parlava è morta prima di lui.

 

Al funerale di Elio Sellino non c’era il sindaco di Avellino, non c’erano le decine di poeti pubblicati nelle sue antologie.

 

Dopo il funerale di Elio Sellino me ne sono andato all’Ikea, ho comprato tre pacchi di biscotti, tre birre, due bottiglie di succo di mirtillo, tre serie di grucce, una scatola nera, di quelle facili da montare.

 

Dopo il funerale di Elio Sellino sono andato nei bagni del bar Moccia nei pressi della fiat. Il bar è molto lussuoso ma nei bagni non c’è carta igienica. Mentre ero al bagno ho letto alcuni messaggi sul telefonino.

 

Mentre ero su Facebook a scrivere del funerale di Elio Sellino ho bloccato due commentatori. Non so, certe volte con certe persone mi pare giusto essere stronzi.

 

Mentre tornavo a casa dopo il funerale di Elio Sellino ho visto sull’autostrada una nuvola nera che passava sopra la luna. Mi sono compiaciuto di aver guardato con una certa insistenza e un certo piacere la luna, poi ho pensato a chi potevo telefonare per passare un poco di tempo.

 

Prima di andare al funerale di Elio Sellino nella macchina avevo molto caldo per via di una telefonata che ha neutralizzato tutto il fresco dell’aria condizionata.

 

Al funerale di Elio Sellino quelli che stavano davanti al bar di fronte alla chiesa non ho sentito di che parlavano, ma non parlavano del morto.

 

Al funerale di Elio Sellino ho visto che le locandine dei giornali locali parlavano della vittoria dell’Avellino e di una rapina.

 

Al funerale di Elio Sellino ho visto solo il manifesto fatto dalla famiglia e quello del centro Dorso che dirigeva. Non c’era il manifesto di cordoglio dell’amministrazione comunale. E neppure quello della pro loco.

 

Al funerale di Elio Sellino ho incontrato un intellettuale che mi ha detto che suo figlio è un utopista e vuole conoscermi.

 

Al funerale di Elio Sellino mancavano perfino i suoi nemici.

 

Al funerale di Elio Sellino a un certo punto mi sono trovato da solo davanti alla bara. È stato un bel momento, ma è durato sì e no due secondi, poi la vita ha ripreso il suo corso.

 

Al funerale di Elio Sellino si parlava dei debiti di un libraio di Avellino.

 

Al funerale di Elio Sellino mi è parso strano che due dei quattro impiegati delle pompe funebri erano più anziani del morto.

 

Al funerale di Elio Sellino non sembrava il funerale di Elio Sellino.

Irpinia. Foto di Federico Iadarola

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09 Ottobre 2012