David Robert Jones. In the centre of it all, your eyes

 

Di te ricorderò il sorriso.
Di te ricorderò il vento siderale.
Di te ricorderò che ricorderò.

 

 

 

 

 

 

Di te, terrò a mente che è possibile fuggire in avanti e stare vicini. Portare nell'Ultratempo chi riesce a sintonizzarsi per farci capire che l'Universo è immenso, i pianeti infiniti, le stelle innumerevoli. Con te, abbiamo saputo che per essere veramente Umani, è (ovvio!), occorre essere Alieni. Alieni a tutto ciò che è dato, utilizzandolo per rimescolare le carte. Così tu ora, gran teatrante che non sei altro, ci lasci con il colpo di scena: alla scadenza dell'anno 69 – il numero del Sole! - che cosa fa? Ci regali una Stella Nera per ricordarci Il Sole – anzi, miliardi di astri che illuminano miliardi di pianeti, miliardi di alieni, forme di vita a noi (presuntuosetti terrestri) sconosciute.
Il tuo ultimo segnavia parla chiaro: l'arte risorge da una Stella Nera e tu non eri tu, perché eri tu/tutti

 

Something happened on the day he died
Spirit rose a mentre and stepped aside
Somebody else took his place, and bravely cried
(I'm a blackstar, I'm a star star, I'm a blackstar)

 

Da ragazzo, "rock encoded", rifeci una sintonizzazione perché mi attraeva il tuo "vedere" ma non riuscivo a "capire". Ero spaventato dall'Alieno dentro me, perché intorno l'Alieno, dicevano, disturbava la normalità (che non esiste). Smanetta oggi, smanetta domani, ecco che una notte le onde rock captarono "Heroes". La Stella era Nera, sì, ma io sapevo che c'era. Mentre a scuola volevano normalizzarci, tu  stavi dicendo ben altra cosa: "we could steal time, just for one day". Ma dai, era chiaro! Era chiaro che  "one day" stava per "l'intera e fugace apparizione sul pianeta Terra", abitanti dell'involucro straordinario chiamato "corpo". Penso a quel giorno d'inverno entrando a Carillon dove trovai la coppia trasognata perché era uscito "Scary Monsters". I mostri spaventosi, chi erano? Non sapevamo. Ma loro mi suonarono sul giradisci "Ashes to Ashes" – "ceneri alle ceneri....Io ho amato. Ciò di cui ho sempre avuto bisogno: amore". Avevi ben capito, tu, cosa serve quando si arriva sulla Terra e si vuole vivere tra gli umani. L'amore. Per qualche tempo avevo perduto tuoi segnali poi te ne tornasti "Outside" e da allora, sono stati oltre venti anni umani di grande emozione e stellari visioni, suoni provenienti dall'Ultratempo, il richiamo dell'Universo perché di stelle siamo fatti (lo diceva anche Margherita Hack).
Ogni cosa che hai fatto è amore. Mentre "lo spirito si eleva e si fa da parte", ti chiedo -  "Where Are We Now?" Dove va questa bizzarra scialuppa nello spazio, dove? Calma. Non rispondere subito. Ti ascolterò una notte, scivolando sulla neve, la mia Stella Bianca - The Whale, The Deep, A Space Oddity. Siamo dove siamo, nell'amore siamo umani, nel passaggio siamo soli, come esploratori sulle bianche distese che conducono verso il cristallo di neve perfetto, fugace apparizione di eterna bellezza "nel momento in cui sai, poi sai, lo sai":

 

As long as there's sun
As long as there's rain
As long as there's fire
As long as there's me
As long as there's you

 

È stato un privilegio sintonizzarmi con te. Ho saputo che sei partito mentre oltre le nebbie sta nevicando: meglio di così, non poteva essere. Io ti te ricorderò il sorriso: i tuoi occhi sorridevano e in essi si vedeva tutto, sino all'Ultratempo, dove il suono è la Stella. 69: il numero del Sole. Di te, David Robert Jones, ricorderò lo Sguardo.

 

"In the centre of it all, in the centre of it all
Your eyes"

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11 Gennaio 2016