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Doris Lessing: cosa vuole una donna

Doris Lessing è morta all'età di novantaquattro anni, dopo una vita piena di tanti libri e tanti riconoscimenti.
Indimenticabili sono le foto di Doris Lessing seduta sui classici gradini della sua classica casetta londinese, circondata dalle borse della spesa appena fatta, mentre ascolta la notizia del premio Nobel che le hanno appena conferito.

 

 

Il mio rapporto con lei è stato saltuario e contraddittorio. Il gran rumore che si era fatto attorno al suo Taccuino d'oro, un libro diventato la bibbia del femminismo, la storia esemplare della presa di coscienza di una donna, invece che avvicinarmi aveva avuto l'effetto di allontanarmi da lei. Non l'ho letto allora e neppure in seguito.

 

L'ho incontrata di nuovo quando Maria Antonietta Saracino, ottima studiosa e traduttrice, mi propose di pubblicare nella Tartaruga l'opera prima di Doris Lessing, il manoscritto che aveva messo in valigia quando era partita dall'Africa per venire a Londra in cerca di fortuna, L'erba canta.
Oltre a un bellissimo titolo era anche un bellissimo romanzo, dalla struttura perfetta, che metteva in scena tutti i temi che poi avrebbero percorso i romanzi successivi : il rapporto bianchi e neri, deboli e forti, natura e destino, uomo donna. Una prova straordinariamente matura per una scrittrice esordiente.

 

 

Poi fu un'altra passione a legarci, quella per i gatti. Particularly cats, cioè Gatti molto speciali, racconta molte storie di gatti, da quelle tristi e crudeli di gatti perduti o uccisi in Africa a quelle di amabili compagni di vita nella Londra più accogliente.
In tempi  recenti Doris Lessing mi ha regalato esilaranti momenti di felicità col suo racconto Le nonne.

 

Avevo comperato il libro con quel titolo sperando di trovarci perle di saggezza che riguardassero il passare del tempo, un problema che mi tocca da vicino. Ma per fortuna le nonne in questione erano tutt'altro che sagge!

 

Due incantevoli amiche del cuore che avevano messo al mondo due figli belli e aitanti e non avevano rifiutato che i figli adolescenti si innamorassero di loro e si infilassero con gran gioia tra le loro lenzuola. La morale della storia non era poi di condanna ma anzi lasciava capire che diventate nonne le due amiche avessero la meglio perfino sulle giovani ma più insipide nuore.
La regista francese Anne Fontaine ne ha tratto un film, Two mothers, del tutto simile allo spirito del racconto.

 

 

Se qualche uomo al giorno d'oggi si ponesse ancora la famosa domanda che agitava Sigmund Freud, “Cosa vuole una donna?” potrebbe osservare con attenzione l'erotismo trascinante e malinconico che pervade quel film e trarne delle conclusioni.
Grazie, Doris!

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