Le Goff: un maestro unico e caro

A San Gregorio degli Armeni a Napoli non vendono soltanto statuette del presepe. C’è chi richiede le anime  del Purgatorio. A mezzo busto, avvolte da fiamme rosse e oro,  alzano le braccia invocando una sollecita liberazione: il sacerdote, il frate, la donna lussuriosa e mezza nuda e tutta scarmigliata, il carabiniere con il suo cappello, e potrei continuare con una lunga esemplificazione.

 

Chiedono preghiere ai loro devoti per salire presto in Paradiso ma perché peccatori  a metà, non incalliti o perversi, in fondo simili ai parenti e agli amici ancora in vita, e perchè ormai prossimi al Cielo, godono essi stessi di un  culto particolare, già investiti di quell’aura di santità che stanno per raggiungere,  quasi santi  minori. A Napoli, nelle case, sono loro dedicati altarini e lungo le vie sono spesso composte, queste statuette dal volto sereno, in piccoli consessi allietati da fiori freschi.

 

Jacques Le Goff non conosceva la loro esistenza ed  era stato molto contento di riceverne una degna rappresentanza. Gliele mandai mentre scriveva uno dei suoi libri più sorprendenti, dove bastò il titolo a rendere obsoleti libri e credenze: La nascita del Purgatorio. Perché, come egli ha convincentemente dimostrato, modificando per sempre la geografia dell’aldilà, questo regno intermedio fra Inferno e Paradiso ha avuto una nascita in anni precisi. Quindi il grande storico ne ha decretato insieme la fine.

 

Per quasi tutti i libri di Le Goff si potrebbe usare l’aggettivo: sorprendente, perché la sua lucidissima intelligenza  individuava sempre  il lato nascosto di un problema e lo faceva brillare, aiutato da una prosa limpida e pacata. Riuscì a scrivere un libro perfino commentando le cartoline acquistate nei viaggi, individuando  attraverso tali testimonianze apparentemente rapsodiche, le lineee portanti del suo Medioevo: un Medioevo di intellettuali e mercanti,  estremamente mobile e curioso, soprattutto cristiano, quasi senza guerre.

 

Troppo noti  e troppo numerosi sono i suoi libri perché si possa in poche righe parlarne. Negli ultimi anni fu costretto a dettarli. Sono evidentemente libri diversi: la novità della ricerca in biblioteca è sostituita dalla sintesi attinta alla  biblioteca della sua memoria, di uomo straordinariamente colto, capace di sintesi terse e gradevoli.

 

Furono anni amari, gli ultimi anni di Le Goff, quando disturbi circolatori  lo costrinsero nella prigione dei suoi scaffali stracolmi di libri e senza più la presenza della moglie amata, nel cui rimpianto scrisse poi un libro, Con Hanka, in un dolore immutato. Riuscì però a conservare  verso gli altri il suo spirito aperto e gioviale e la sua generosità: tangibile - Le Goff ha sempre abitato in una casa non sua e non era affatto ricco – e intellettuale, pronto ad apprezzare e a incoraggiare  con attenzione affettuosa. Un maestro unico e caro.

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