Tavoli | Giosetta Fioroni

Il nero palmo di una mano che sembra un ex voto; il dorso dorato di un’altra, forse battente di antico portone; un cuore di vetro blu e un altro bordeaux più grande, rilegato a quaderno che ricorda quello disegnato da Giosetta Fioroni per l’edizione in due volumi dei Sillabari di Goffredo Parise, con dentro foglie secche, penne d’upupa; una pinzatrice, un posacenere, una murrina fiordaliso, un piatto di ceramica con il titolo La verità, vi prego, sull’amore di W. H. Auden e altri oggetti disposti a fermare fogli.

È un tavolo strano: sembra un piano inclinato, dove l’abbondanza e la varietà dei reperti tendono a sfuggire al controllo. Scorrere del tempo; volontà di trattenere piccoli e grandi oggetti; accumulo di ricordi. L’intreccio è fitto. Fotografie di amici, corrispondenze, citazioni d’autore a conferma del profondo legame con la scrittura.

 

Si leggono qua e là titoli di progetti da realizzare o realizzati. Mirroring memories, grande personale presso il Drawing Center di New York (5 Aprile - 2 Giugno 2013). Un dossier con data scritta a pennarello rosso, Tokyo, 13 Marzo. La copertina di Arte, Gennaio 2013. Il catalogo della mostra Viaggio a Faenza, ceramiche che narrano sogni. Una cartella rossa contenente Tele 2007 – 2011 e poche altre opere su dipinti supporti. Una cartolina di Paul Celan. Ricordo un pomeriggio d’estate. Passeggiavamo a braccetto sulla sommità del Gianicolo, chiacchierando di cose leggere. A un tratto Giosetta si è chinata e ha raccolto una piuma grigia da terra. L’ho guardata, pensando a un gesto poetico e fanciullesco. Lei ha intercettato il mio sguardo e con un sorriso ha sussurrato: “Sto preparando una cosa su Celan”.

 

Il tavolo di Giosetta è lo specchio della sua idea d’amicizia (Florilegio, Giosetta Fioroni, Ed. l’Obliquo, 2010): “Un trasporto amoroso per alcune persone che danno emozioni. Emozioni estetiche, sentimentali, di condivisione e affinità. (...) E con queste persone ti senti debitore e creditore di un intreccio di rimandi, allusioni, certezze e dubbi. E ricordi comuni che lievemente si depositano nel cuore e nella mente, per sempre”.

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Fotografia di Giovanna Silva