Tavoli | Rosellina Archinto

Sulla scrivania di chi ha inventato la nuova letteratura per l'infanzia in Italia (e non solo), mi sarei aspettato – che so – un giocattolo, o forse un piccolo peluche, o almeno un pennarello con le orecchie di coniglio, o un temperamatite a forma di Puffo o un pennarello-Pimpa.

 

Sulla scrivania di chi ha pubblicato alcuni tra gli epistolari più interessanti e preziosi del Novecento, mi sarei aspettato buste e francobolli, di quelli esotici con grandi farfalle colorate e Caudillos dimenticati (c'è solo una lettera in bella vista, prestigiosa corrispondenza editoriale).

 

Sulla scrivania di chi ha confessato il suo grande amore per i divi del cinema, mi sarei aspettato qualche fotogramma ritagliato da una pellicola 35mm, o magari un fermacarte a forma di Oscar (no, ci sono un Buddha e qualche ciottolo vagamente zen).

 

Ma l'eleganza di Rosellina Archinto, esistenziale e editoriale, è allergica al kitsch, in tutte le sue forme. Rifugge dalla nostalgia con le sue trappole sentimentali (niente foto di figli o nipoti...). Inutile allora soffermarsi sui due computer, sapientemente aperti sulla stessa schermata, sul cellulare che sta per squillare, sui bei libri che ha pubblicato e che formano una piccola barriera, o meglio una balaustra da cui sporgersi verso il visitatore, cui è destinata una sobria sedia di legno chiaro, dove non si resta seduti troppo a lungo.

 

Meglio concentrarsi su quello che si vede a destra, su quei contenitori ordinatamente stipati di penne e pennarelli, stick di colla, forbici, graffette, rotoli di nastro adesivo, sbianchettatori di varie fogge, gomme, accendini, post-it, timbri, una molletta da bucato... Lo sguardo scivola verso il segnalibro-centimetro di Grafica Veneta che riposa lì accanto. È un piccolo museo di minuscoli attrezzi che arrivano dall'evo in cui il copiaincolla si faceva davvero con le forbici e la Coccoina (o la colla Cow), e non con i tasti CTRL-C, CTRL-X e CTRL-V, o con InDesign...

 

La piccola officina testimonia una delle caratteristiche del lavoro editoriale di Rosellina Archinto: la cura artigianale e minuziosa, l'attenzione all'oggetto, la consapevolezza del dettaglio, che significano rispetto per il lavoro – quello proprio e quello degli altri. Ma anche rispetto e attenzione per il lettore. Allora bisogna concentrarsi su quello che manca, su qualche oggetto che dovrebbe trovarsi lì, in quella capsula del tempo miracolosamente approdata all'era del digitale. Per esempio, un evidenziatore, di quelli con i colori quasi fluorescenti, sguaiati, giallo limone, rosa shocking, arancione, verde fluo... Non serve, perché tutte le parole sono ugualmente importanti, preziose. Non c'è bisogno di gridare, qui.

Fotografia di Giovanna Silva

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