Twitter tra Von Clausevitz e i Ramones.

Francesco M. De Collibus. Blitzkrieg Tweet


È un mese buono che sto girando intorno alla recensione di Blitzkrieg Tweet, come farsi esplodere in rete”. Adesso è domenica, accanto al computer c'è una birra appena aperta e in sottofondo abbastanza appropriatamente Ramones. Sì, l'album eponimo d'esordio della band americana (1976) che inizia proprio con Blitzkrieg Bop. È il contesto perfetto per un “bando alle ciance”. 
Bando alle ciance perché è abbastanza vicino al vero dire che questo libro l'avrei voluto scrivere io. Immagino sia una condizione piuttosto comune, ma non mi era mai capitato di assaporare questa particolare tipologia di rosicatura. Non si smette mai di imparare!

 

 

L'Agenzia X è riuscita a sfornare un prodotto che, per quanto ne so, non ha uguali nel vasto (seppur abissalmente monotono) panorama italiano delle pubblicazioni sui social media. Merito dell'autore Francesco M. De Collibus, che si getta sul campo della comunicazione social forte di una scatola degli attrezzi messa assieme in una delle fucine più interessanti del web italiano: Spinoza.it. E indubitabilmente spinoziano è tutto il libro. Veloce, ironico, tagliente, lesto. In 132 pagine De Collibus mette in fila tutto quello di cui c'era bisogno per superare il florilegio di mitologie semplificanti imbastite dai mass media negli ultimi anni a proposito di Twitter.

 

 

Con poche agili falcate passa oltre gli stereotipi del “popolo di Internet” e delle “rivoluzioni di Twitter” per arrivare agli strumenti concreti che servono per impostare delle campagne nel nuovo campo di battaglia mediatico. Ed è proprio la metafora della guerra quella scelta dall'autore, in bilico tra il serio e il faceto (o meglio tra Von Clausevitz e i Ramones). L' acuminato manualetto si divide infatti in due sezioni: “Come vincere le battaglie” e “Come impostare le guerre”. Nella prima parte si identificano gli strumenti necessari ad un equipaggiamento individuale tattico sul web, raccontando come la linea Maginot della comunicazione mainstream sia stata sfondata nel 2011 nei pressi di Sucate (ne scrissi qua), ed equiparando le pratiche su Twitter alle diverse strategie di bombardamento aereo. Nella seconda metà vengono passati in rassegna alcuni dei casi degli ultimi anni nei quali i social media sono divenuti dei veri e propri spazi virtuali contesi, dal caso di Amina Abdallah Arraf al Omari (la finta attivista lesbica a Damasco fintamente rapita da fantomatici agenti governativi, inventata su un blog e smascherata su Storify da Andy Carvin) a quello della campagna contro il leader del Lord's Resistance Army, Kony 2012.

 

Il risultato finale è un pamphlet che vi permetterà di voltare pagina a cuor sereno tutte le volte che sui quotidiani vi imbatterete nell'ennesimo articolo elegiaco, paranoico, nostalgico o inutilmente entusiastico su Twitter e affini. Dopo le pagine dedicate alla tecnologia di solito vengono quelle con  la lista delle sagre: le informazioni sono probabilmente più esatte, sicuramente più interessanti.

 

Intanto, è certo che Agenzia X negli ultimi tempi sta infilando una sequela di piccoli capolavori librari, da questo al feroce Amianto (prossimamente su doppiozero), passando per +Kaos (prossimamente su questi schermi) e Velocità di Lotta (recensito da Vincenzo Latronico poche settimane fa).
I Ramones ormai stanno cantando Let's Dance, e l'album volge al termine. Chiudo, mi apro un'altra birra e vado al parco

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