Rete

Il fascino discreto dell'e-commerce

Da brava fashion victim squattrinata ho eletto il Web come luogo a cui attingere i miei tanto agognati oggetti di culto. Sottolineo lo squattrinata con l'evidenziatore giallo fosforescente perché per una persona affetta dalla mania di cambiare spesso abiti e accessori il Web è il Sacro Graal del rapporto qualità prezzo. Dopo vari anni di ricerche, accademiche e ludiche, ammetto, con molto orgoglio, di avere sviluppato il sesto senso per l'affare. La mia fierezza passa dall'avere acquistato una sciarpa in puro cashmere di Etro a 145 euro a settembre 2014, vista a novembre 2014 nel corner monomarca di Linate a ben 500 euro, al ricevere i complimenti di amici e conoscenti sui miei outfit seguiti dall'immancabile domanda “Dove l'hai comprato?...

Rifkin e il capitalismo

Spesso l’economia collaborativa viene vista come un’alternativa al capitalismo. L’idea è che le nuove tecnologie di produzione, come le stampanti 3D, insieme a nuove forme di organizzazione, come le reti peer to peer o la sharing economy, saranno in grado di rendere obsoleti i vecchi dinosauri dell’economia capitalista e di realizzare una nuova società collaborativa, in modo non conflittuale. Ci sarà semplicemente un processo di evoluzione, che porterà a una nuova ecologia economica al cui interno il capitalismo ricoprirà un ruolo minore. Uno dei maggiori sostenitori di queste prospettiva evolutiva è Jeremy Rifkin. Vorrei partire dal suo ultimo libro per riflettere brevemente sulla relazione fra economia collaborativa e...

Credo che la condivisione sia un diritto

Matthias Fritsch è un artista indipendente di base a Berlino, noto soprattutto per Kneecam No 1 – il video che ha dato il via alla vicenda del Technoviking. Per chi non lo conosca, il Technoviking è uno degli internet meme più popolari e resistenti della storia della rete. Girato nel 2000 alla Fuckparade di Berlino come parte di una trilogia che riflette sull'uso della videocamera, il video originario ha una visibilità limitata in alcuni festival video fino al 2007, quando viene scoperto dalla community di YouTube. Rinominato “Technoviking” e privato di ogni legame con il suo autore, il video diventa immediatamente virale, superando i 10 milioni di spettatori in pochi mesi, e dando vita a centinaia di reinterpretazioni.   Il...

Condivido, ergo sum

La legge di Zuckerberg. Durante il summit Web 2.0 del novembre 2008, Mark Zuckerberg espresse la propria versione della celebre legge di Moore. Secondo quest'ultima il numero di transistor su un chip raddoppia ogni due anni: la legge di Zuckerberg, invece, suona così: "Ogni anno la gente condivide il doppio dell'informazione condivisa l'anno precedente". Tre anni dopo, Zuck mostrò dati alla mano che la predizione era stata confermata: la curva dello sharing sul suo social network aveva un andamento esponenziale.   Il fondatore di Facebook è tornato di nuovo sul tema in un'intervista a Wired pubblicata nell'aprile 2013, sottolineando come il fenomeno sia un trend globale. E aggiungendo un dettaglio importante: "La condivisione...

Daft Punk, un anno dopo

Le star dello spettacolo rappresentano uno degli aspetti più interessanti e più studiati nella storia e nella sociologia della cultura. Si pensi ai Beatles e alla Beatlemania, o alla figura di Madonna, e ai fenomeni sociali e culturali a questi legati. Oggi, in un mondo sempre più digitale, la dimensione della celebrità vive un nuovo cambiamento, in seguito alle dinamiche – affettive, sociali, culturali – innescate dalla diffusione dei social media.   La dimensione digitale della società contemporanea ha ridotto la distanza tra il grande pubblico e le star della musica, del cinema e dell’industria dello spettacolo, ridefinendo i confini della celebrità stessa. Su Facebook, Twitter o Instagram, i fan possono sempre pi...

Net-neutrality addio

Net-neutrality della Rete addio. È la prima valutazione del voto in base al quale il «Federal Communication Committee» statunitense ha approvato il piano presentato ieri dal suo presidente, il democratico Tom Wheeler, nella sessione di lavoro per discutere le nuovo norme per regolamentare l'accesso al Web. Il nuovo regolamento, che è il primo di una serie di interventi della Fcc per rendere operativo il progetto chiamato spavaldamente «Open Internet», acquisisce molte delle richieste da parte dei grandi fornitori di accesso al web di una differenziazione della velocità di navigazione nella Rete in base il costo di connessione. Una logica in base alla quale «più paghi più vai veloce» che, secondo imprese come...

Cercasi Status disperatamente

Eugène de Rastignac è un giovane arrivato a Parigi dalla provincia per studiare Giurisprudenza. Eugène non si laureerà mai, distratto dal fascino dell'alta società parigina e dalla rincorsa ossessiva dell'elevazione sociale attraverso la seduzione di donne altolocate. Questa è una storia di finzione (vedi alla voce Papà Goriot) che Balzac ambienta negli anni trenta dell'Ottocento, ma potrebbe accadere e sta accadendo ovunque nel mondo, oggi stesso. La ricerca disperata di status sociale è un mantra della commedia umana, non solo dei romanzi francesi dell'Ottocento. Se volessimo immaginare un remake di Papà Goriot oggi, che faccia avrebbe Rastignac e dove andrebbe alla ricerca di status? Forse il nostro Eug...

L’identità tra rete e “realtà”: I used to be Pamela

Prendiamo due situazioni qualunque della mia vita quotidiana: in una ci sono io che scambio due parole di circostanza col mio vicino di posto (già, ero in tribuna) aspettando il concerto dei Queens of the Stone Age; nell’altra ci sono sempre io, ma stavolta sto commentando una foto postata sulla pagina Facebook ufficiale della medesima band. Quale dei due contesti è più “reale”? Dove la mia identità è più “virtuale”? Sono domande che hanno segnato lo studio di Internet almeno dal 1984, l’anno in cui “The Second Self” di Sherry Turkle finiva sugli scaffali delle librerie. Ora che i pomeriggi passati a far finta di chiamarsi Pamela sulle chat anonime sono esclusiva di pochi nostalgici, i tempi sono...

Critica della democrazia digitale

Nel 1997 Norberto Bobbio concludeva con queste parole la sua autobiografia:    «Altrettanto incerto è se sia benefico o malefico l’influsso che sulla democrazia può esercitare il progresso tecnico, che pone nelle mani degli uomini strumenti di trasformazione e di manipolazione della natura e del mondo umano sinora sconosciuti. Può, per un verso, favorire la volontà di potenza, per un altro sollecitare progetti irrealistici di soluzione dei problemi di cui l’umanità soffre dalle origini della sua storia. Del resto, come ho detto tante volte, la storia umana, tra salvezza e perdizione, è ambigua. Non sappiamo neppure se siamo noi i padroni del nostro destino.»   La cautela del filosofo torinese –...

Storia sociale del blog in Italia

Ho avuto modo di leggere con grande curiosità The Blog Up. Storia sociale del blog in Italia di Elisabetta Locatelli, in libreria per i tipi di Franco Angeli: da tempo sento il bisogno di una storicizzazione e di una contestualizzazione di un fenomeno, come quello dei blog, che periodicamente ritorna nel discorso pubblico, e questo libro sembra offrire esattamente ciò. Con poche e felici eccezioni, i testi che si occupano di web, di analisi sociale della tecnologia, di internet studies raramente adottano uno sguardo diacronico: da una parte ciò accade perché lo sviluppo tecnologico procede a un ritmo così rapido da rendere rapidamente obsolete anche le analisi migliori, ma dall’altra assistiamo anche a un proliferare di testi che cercano di...

Il lato oscuro di twitter

Tutto ha inizio quando il clima un plumbeo seguito al crollo del Nasdaq del 2001 comincia a diradarsi. In Rete c'è una società, Google, che fa parlare molto di sé. Fornisce un motore di ricerca che aiuta navigare in Internet. Fa molti profitti, vendendo a milioni di piccoli inserzionisti spazi pubblicitari a pochi centesimi di dollaro. I suoi fondatori, Larry Page e Sergeij Brin, sostengono che mai e poi mai faranno come la Microsoft, ormai sorvegliata speciale da giudici e dal dipartimento della giustizia statunitense che l'accusano di pratiche monopoliste. Google fornisce i suoi servizi gratuitamente, usa programmi informatici open source e i suoi fondatori criticano apertamente le leggi sulla proprietà intellettuale, omettendo però il fatto...

Oltre Spotify e Deezer

Non sarò certo io a lamentarmi dell’ampia offerta di musica online. Prima che tutto questo avesse inizio occorreva attendere anni anche solo per conoscere la faccia del tuo musicista preferito o per ascoltare un suo disco degli esordi.   La conoscenza della produzione musicale procedeva su binari a dir poco incerti e occasionali. I possibili collegamenti erano affar tuo e degli amici più fidati, con tanto di lacune e lentezze bibliche. Insomma, ci voleva una certa dose di iniziativa e di pazienza. Non che fosse un vero problema, perché non eravamo ancora schiavi di quell’idea totalizzante che oggi governa ogni campo, anche dove non sarebbe necessario.   Tutto o niente. Misuriamo ogni cosa con la possibilità che contenga l’intero...

Su Facebook

Su Facebook (:duepunti) è il nuovo ebook di deep, la nuova collana tutta digitale di duepunti edizioni. Un saggio agile e veloce che permette di lanciare uno sguardo trasversale sul social network più famoso di sempre e che in questi giorni festeggia i suoi 10 anni.   L'autore del libro è Flavio Pintarelli, classe 1983, digital strategist, blogger, redattore per Lavoro Culturale, collaboratore di Medium (e di doppiozero).   L'ebook, che da un punto di vista del concept e della composizione introduce alcune interessanti novità formali, si presenta come un saggio di teoria dei media e ci aiuta a comprendere come, facendo leva su interfacce e su un'organizzazione delle informazioni ben elaborata, Facebook contribuisca a informare i nostri...

The Day We Fight Back

La battaglia contro la sorveglianza di massa si arricchisce di un nuovo capitolo. L'11 febbraio 2014 i combattenti per la libertà della Rete, insieme a tutti coloro che non si rassegnano all'idea che gli strumenti tecnologici siano utilizzati come mezzi di controllo e di oppressione, sono chiamati ad aderire all'iniziativa The Day We Fight Back, che alcune sigle storiche del movimento per la difesa dei diritti nel mondo digitale come l'Electronic Frontier Foundation hanno lanciato in collaborazione con altre più recenti (Fight for the Future, Demand Progress, Open Media ecc.), e con il significativo coinvolgimento di alcune tra le più note piattaforme del Web, come Mozilla.   L'obiettivo è quello di ripetere il successo della protesta...

Dall'autoritratto al Selfie

“Poso, so che sto posando, voglio che voi lo sappiate, ma questo supplemento di messaggio non deve minimamente alterare...la preziosa essenza della mia persona” (Roland Barthes)     Pochi giorni fa mi sono imbattuto in una foto scattata da Francis Bacon a se stesso. Si vede Bacon allo specchio, in una stanza spoglia, con un termosifone e una cassettiera sullo sfondo, che impugna una macchina fotografica bifocale (probabilmente una Rolleiflex) e si fa un autoscatto.   Pochi minuti dopo ho aperto Instagram sul mio telefono e scorrendo le immagini pubblicate da amici e conoscenti, ho visto che qualcuno aveva appena scattato una “selfie”, un autoritratto di sé, in ascensore, davanti allo specchio, nella stessa posizione di Bacon. L'unica...

L'impertinenza democratica

Nel luglio del 2013 due amici e colleghi si sono incontrati in un convegno; uno era Derrick de Kerckhove, noto teorico canadese dei media e l’altro Luca de Biase, elegante osservatore della società digitale. Al secondo le tesi del primo sono interessate, così ha pubblicato un post sul suo blog dal titolo Ipertinenza di Derrick de Kerckhove. Conosco questo termine coniato da Derrick, in quanto fa parte delle mie lezioni, ne riconosco il valore euristico, riconoscendo negli studenti le connessioni che attiva.   L’Ipertinenza è un gioco di parole creato da Derrick de Kerckhove che richiama l’impertinenza. Impertinente deriva dalla voce dotta del latino tardo (sec. IV) impertiněnte(m), ʻche non (in-) è pertinente’, participio ...

Henry Jenkins. Spreadable media

Spreadable media è l'ultimo libro del professore della University of South California e teorico della cultura della partecipazione, Henry Jenkins, scritto assieme ai due strateghi digitali Sam Ford e Joshua Green. Il libro è appena uscito in versione italiana con una bella postfazione di Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei nuovi media all'Università di Urbino. Il lavoro di Jenkins e colleghi ha anche una versione enhanced, come la chiamano loro, online, arricchita di molti saggi che approfondiscono i temi dell'opera.   La copertina del libro per una volta è molto comunicativa e spiega subito il contenuto: una serie di taraxacum officinalis (denti di leone, o soffioni) con le spore in movimento. I prodotti dei media digitali, secondo...

Un giornalismo in trasformazione

Il progetto Journalist’s Resource dell’Harvard’s Sorenstein Center ha recentemente redatto una lista aggiornata di pubblicazioni di qualità dedicate alla formazione nel giornalismo. Le risorse comprendono articoli e report di natura teorica, ma anche analisi empiriche sull’industria della notizia. Come è noto, il sistema dell’informazione è in una fase di grande trasformazione e, forse, tra gli effetti sottovalutati del cambiamento vanno annoverate le ripercussioni sui tradizionali curricula delle scuole di giornalismo, che sembrano armi educative sempre più spuntate. Sebbene le preoccupazioni su qual è la migliore formazione da offrire ai nuovi giornalisti riguardi soprattutto i coordinatori e i responsabili di corsi di...

Vito Campanelli. InfoWar

Se c’è un risultato che i grandi antagonisti della rete hanno ottenuto in questi anni – da Aaron Swartz a Edward Snowden – è ricordare una verità che non era al centro del dibattito dall’alba della cybercultura: che il Web, di per sé, non è garanzia di trasparenza e democrazia, e che quella per la libertà è una battaglia che bisogna ancora combattere.   Di questo tema, un libro recente di Vito Campanelli (InfoWar. La battaglia per il controllo e la libertà della rete, EGEA, 2013, prefazione di Geert Lovink) offre una ricostruzione aggiornata, aperta alle sue mille contraddizioni e, più importante, capace di usare queste incongruenze per tagliare in diagonale la stanca contrapposizione tra...

Liveblogging e mobilejournalism

Liveblogging cos’è e come funziona?   Oggi che viviamo in una cultura digitale il tempo che separa un fatto dalla sua trasformazione in notizia si è notevolmente ridotto. Allo stesso tempo la connettività è sempre più diffusa, al punto da diventare un attributo degli oggetti di uso quotidiano (telefoni cellulari, occhiali, orologi). Perciò la capacità di trasmettere informazione in tempo reale è diventata fondamentale per tutte le testate.   L’argomento è trattato nell’ebook Real-Time Journalism. Il futuro della notizia tra Liveblog e coinvolgimento, pubblicato per Informant. L’autore del libro, Lillo Montalto Monella, è un giornalista che dal 2012 lavora per ScribbleLive,...

Governance e algoritmi

Cosa fanno gli algoritmi alle nostre società? Possono governarle? E se sì, come? Questa è la domanda che abbiamo introdotto in un precedente articolo. Due esempi pratici nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione  serviranno a esplorare ulteriormente in che modo gli algoritmi sono strumenti e meccanismi di governance.   Motori di ricerca   I modi in cui il World Wide Web dà più visibilità ad alcune informazioni che ad altre sono al cuore del dibattito ricorrente su quali siano le caratteristiche fondamentali del mondo digitale come “spazio pubblico”. Secondo Jürgen Habermas, il “padre” del concetto di sfera pubblica, due condizioni sono necessarie a uno spazio...

Governance e algoritmi

Gli algoritmi sono citati sempre più spesso in quanto meccanismi che costruiscono e in-formano la nostra vita quotidiana, immersa nell’informazione. La loro importanza è riconosciuta, le loro performance analizzate in numerosi contesti. Ciononostante, molto di ciò che costituisce gli “algoritmi” è spesso dato per scontato, al di là della definizione, assai comprensiva, di “procedure codificate, basate su calcoli specifici, per trasformare dati di input in un desiderato output”. Al tempo stesso, gli algoritmi sono “definiti come potenti entità che controllano, governano, classificano, regolano e informano una grande varietà di attività, dagli scambi commerciali alla presentazione di notizie...