Rete

Lo spettro dell'anonimato / Le prigioni di internet e la tirannia di Wikipedia

Non so bene da dove iniziare. Forse l’esperienza personale, a cui non ricorro quasi mai, in questo caso funziona: è esplicativa. E quanto segue può sembrare ormai palese, eppure ce se ne dimentica di frequente. Un semplice esempio: il primo gennaio 2017 ricevo una telefonata che, con voce sgomenta, mi domanda: “Non sei su fb? E allora come riesco a farti gli auguri di buon anno?”. Certo, verrebbe da ridere e ribattere: “Scusa, perché non ci facciamo gli auguri al telefono, visto che mi hai chiamata?”. Suppongo sarebbe tempo perso. Impiego internet da suoi primordi, e non mi pareva una schiavitù. Ora non solo se ne è schiavi, ma pure impossibilitati, seppur innocenti, a uscire dalla galera. Mi rallegro (e sto mentendo) con chi come me non la pensa, ovvero coi tanti e le tante che vagano...

Tra “nuovismo” e “pigrismo” / L'utopia di Wikipedia

Wikipedia è il tentativo più audace e ambizioso di raccogliere e condividere la conoscenza umana. È un progetto gigantesco e generoso, un'utopia di straordinaria fertilità, che ha coinvolto milioni di volontari di tutto il mondo per un obiettivo comune: mettere il sapere di tutti, in tutti i campi, a disposizione di tutti. È una delle esperienze che meglio caratterizza la rete, o meglio il web 2.0, nato dalla collaborazione di tutti gli utenti – o perlomeno, di tutti gli utenti di buona volontà: è “la nave ammiraglia della flotta della 'citizen science' (…) e l'esempio più lampante della 'dilettantizzazione', o, più esattamente, del revival dello studioso dilettante” (Peter Brown, Dall'Encyclopédie a Wikipedia, Il Mulino, Bologna, 2013). Il successo è innegabile, visti il numero di...

Rete di potere / Internet. Libertà apparente

Le società contemporanee sono sempre più avvolte da una gigantesca rete che sta progressivamente imponendo il suo modello culturale e comunicativo. Nato come spazio liberamente accessibile e privo di confini, il Web sta trasformandosi infatti in uno spazio chiuso, nel quale aumentano i vincoli per il singolo individuo, che può accedere a certi servizi solamente pagando un determinato prezzo. Il processo è in corso da tempo, grazie allo sviluppo di una vasta gamma di strumenti di controllo che regolamentano e limitano la libertà d’azione: registrazione degli utenti, password d’accesso, filtri, cookies, tracciabilità dei contenuti, ecc.  La comparsa negli ultimi anni di strumenti come gli smartphone e i tablet lo sta però accelerando. Perché le app, cioè le applicazioni informatiche...

Zoosemiotica 2.0 a Palermo / La nonna dei cani

E poi dicono che la chiacchiera conviviale è tempo perso. Poco tempo fa, a un pranzo domenicale, conversavo con una signora di mezz’età sulle vacanze estive appena trascorse. “Lasciamo perdere”, mi dice, “oramai sono diventata la nonna dei cani”. Vista la mia espressione interrogativa, spiega che i suoi due figli, precari, convivono con le rispettive fidanzate ma non osano far figli; sicché hanno preso, ognuno, una coppia di cagnoni di non so quale pregiatissima razza. Che amano alla follia. E che durante le ferie e i sabato sera vengono, manco a dirlo, depositati a casa dei genitori. Cioè della mia dirimpettaia di tavola, che ama immensamente i suoi gioielli latini e tutto ciò che essi emanano, al punto da sacrificare le proprie meritate vacanze per accudire quei quadrupedi decisamente...

A decidere i meme latori di ideali / Buongiorno kafféééééééé1!1!!!1!

Facebook continua a incidere sulla nostra lingua, e oggi è il turno di una domanda assai banale, spesso accompagnata, a mo' di supporto visivo, cagnolini, seducenti “Patrizie Rossetti”, e tramonti dai colori photoshoppati male. Tale domanda si compone di due parole, molto comuni, che molti di noi pronunciano almeno una volta al giorno, a casa, a lavoro o al bar: «Buongiorno, caffè?».  Fate mente locale alla vostra home di Facebook: vi sarà sicuramente capitato di vedere immagini come questa:     o questa:     Fondamentalmente sono immagini tutte uguali, in cui l'arte dello still life, celebrazione della consunzione, si creolizza con un'estetica della melensaggine. Sembra quasi che l'augurare il buongiorno, o addirittura il buongiornissimo, sia una missione...

La Rete sogna? / Werner Herzog: “Lo and Behold”

Lo and Behold è un documentario di Werner Herzog sull’impatto di Internet, della robotica e dell’Intelligenza Artificiale sul futuro delle società post-industriali di oggi. Herzog spazia dalla nascita di Internet alla società del data mining (l’estrazione di dati, ma anche abitudini di consumo e stile di vita dall’informazione prodotta dagli utenti delle tecnologie digitali); dall’Internet delle cose (che promette di rendere smart e connessi gli oggetti che usiamo) alla ricerca scientifica condotta in cooperazione tra scienziati e cittadini; dal rapporto tra hacking, potere e sorveglianza (si vedano le rivelazioni di Edward Snowden) agli scenari presenti e futuri di privacy panic e guerra di intelligence ; dalla vita su Marte delle multinazionali che si sostituiscono alle nazioni nella...

L’influenza della reputazione inizia dalla nascita / Black Mirror non parla del futuro

Una settimana fa ho ricevuto una notifica sul cellulare mentre stavo correndo. Netflix mi annunciava che era disponibile la (tanto attesa) terza stagione di Black Mirror, la serie inglese scritta da Charlie Brooker, per la prima volta prodotta da Netflix.   Alcuni giorni dopo, è uscito su Rivista Studio, un articolo che stroncava la nuova serie, affermando che le distopie immaginate nei nuovi episodi erano troppo banali e, soprattutto, secondo l’autore, “A dirla tutta, non sembrano esserci veri segni tangibili, né tantomeno avvisaglie, di imminenti distopie”. Come a dire, le distopie di Black Mirror non vanno prese sul serio, sono troppo radicali, non si avvereranno mai, i social media non ci rinchiuderanno in una prigione di vetro come racconta la serie.   Per sostenere questo...

15 anni fa nasceva ipod / Bye bye Ipod

Sono passati 15 anni ma sembrano molti di più. Comincia così la gran parte dei tanti articoli che celebrano il compleanno del mitico iPod. Il più longevo fra i suoi simili fra l’altro. L’ultimo Classic è infatti uscito di produzione il 9 settembre 2014 mentre gli altri modelli – touch, shuffle e nano – sembrano destinati a sparire pian piano senza troppo rumore. A testimoniarlo è la recente scomparsa della voce iPod dalla barra dei menu del sito Apple, quella che indica i vari prodotti della casa di Cupertino per capirci: Mac, iPad, iPhone etc. Tutti ovviamente a parlare della rivoluzione che è stata l’iPod, delle previsioni infauste che ne avevano accompagnato il lancio (la più pesante, ovviamente mai verificata, da parte dell’arcinemico di Jobs, Bill Gates: non supererà il Natale), dell...

Paesaggi contemporanei / La conversazione necessaria

Ho terminato da poco la lettura di due libri che apparentemente non hanno nulla in comune tra loro: il primo è il secondo volume della serie La mia battaglia dello scrittore norvegese Karl Ove Knausgard e il secondo è il nuovo saggio della sociologa e psicologa Sherry Turkle, La conversazione necessaria. Sono libri molto diversi. Il primo è il romanzo infinito di un uomo che racconta ogni microsecondo della sua vita (in questo volume la sua esperienza di innamorato e poi di padre) mettendo a nudo tutto se stesso. Il secondo è un saggio sugli effetti dello stare sempre connessi online e sulle nostre capacità di relazionarci agli altri.   Ma leggendoli negli stessi giorni mi sono accorto di un punto in comune che questi due libri avevano. Knausgard in Un uomo innamorato, il titolo di...

Jazzi. Secondo natura / Stelle

  Jazzi è un programma di valorizzazione del patrimonio ambientale dell'area di Licusati (Camerota) a ovest dell pendici del Monte Bulgheria nel Parco Nazionale del Cilento e dell Vallo di Diano, per abitare la relazione con la natura. Il concorso termina l'11 ottobre.   La serie dei testi Secondo Natura vuole evidenziare il medesimo ritorno alle esperienze sensoriali riferendosi a quegli elementi che incontriamo ogni giorno nel mondo intorno a noi: acqua, vento, onde, nuvole, sabbia, polvere, pietre, stelle, eccetera. Un viaggio sensibile e intellegibile che auspichiamo, sulla scorta degli antichi poeti e filosofi, sia davvero secondo natura.   Guardare le stelle è un’attività che sembra piacere a tutti, in particolare ai poeti e agli scrittori. Gli artisti,...

Rispetto ed educazione sono gli stessi online e offline / Non è la rete ad essere cattiva

È in corso da mesi un attacco alla rete che manifesta picchi assai evidenti in concomitanza con tragici fatti di cronaca nera. Si allestiscono allora, in tutta fretta, trasmissioni ad hoc sull’“Internet assassina”. Si vergano con cura raffinati editoriali sui “social che uccidono” e sulla “morte che corre nei gruppi di WhatsApp”. Si reclamano a gran voce norme più stringenti contro i bulli, i pedofili, gli stalker, i maniaci e i terroristi, e si glorifica la censura. Si rimpiange pubblicamente la vita in campagna (ovviamente disconnessa). Le forze dell’ordine consigliano di controllare ogni sera i telefonini dei figli, subito dopo il bacio della buonanotte. E il tutto per giungere alla prevedibile conclusione che, alla fine, se proprio vogliamo essere onesti, Internet, nel mondo moderno,...

Progetto Jazzi / Percorso didattico erroneo in un bosco

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).  Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella...

Il nemico non c'è / Nessuno ha ucciso Tiziana

Andiamo subito al punto: se vogliamo capire davvero la vicenda di Tiziana Cantone, dovremmo mettere da parte questo sentimento divenuto oramai mantra costante della Rete: l’indignazione morale. Una volta Marshall McLuhan disse: “L’indignazione morale è la strategia adatta per rivestire di dignità un imbecille”. Mai parole furono più appropriate: indignarsi è il più facile degli stratagemmi retorici, quando non si ha poi molto da dire, ma lo si vuole dire con la voce più alta possibile. E in una logica da economia dell’attenzione quale è quella che guida i social network, basta gridare più forte per ottenere il numero più alto di like e commenti compiaciuti dalla propria cerchia di pubblici connessi.   Per cui – mi spiace – ma non trovo grande differenza tra le predicazioni morali che...

Mondi possibili troppo reali / Pokémon GO

Più usata di Whatsapp, genera dipendenza, pericolose distrazioni, fa scoprire cadaveri e rende vulnerabili alle rapine. Non è una droga, non è un device di ultima generazione, ma un gioco, un videogioco per iOS e Android, dedicato ai Pokémon, gli antesignani di Peppa Pig e i successori di Holly e Benji.  Pokémon GO, sviluppato da Niantic e distribuito da Nintendo, ha mischiato tutte le carte in tavola, andando addirittura oltre la milionaria invenzione, ormai datata, delle console portatili, evolutesi nelle app videoludiche per smartphone. Il gioco si basa sulla realtà aumentata (AR), una tecnologia che sovrappone dati a oggetti o persone attraverso un dispositivo mobile, con lo scopo di raccogliere informazioni. Come afferma Pietro Montani in Tecnologie della sensibilità (Raffaello...

Ancora sulle dinamiche del web 2.0 / Media e processi imitativi

Il contributo di V. Codeluppi torna su una questione molto dibattuta in seno alla cosiddetta Communication Research, ovvero la tipologia e l’intensità degli effetti dei media sulle persone. L’analisi del sociologo prende piede da un evento che dimostra come la narrativizzazione di alcuni modelli comportamentali attraverso le serie televisive (a loro volta recuperati dalla “strada”), sia effettivamente in grado di modificare il comportamento delle persone nella loro vita “reale”. Tiziano Bonini risponde a tale questione sottolineando la complessità del processo fruitivo e soprattutto il peso delle variabili contestuali, come nel caso del celebre studio di Cantril che analizzando “in profondità la ricezione dimostrò come l’effetto di quella trasmissione radiofonica sugli ascoltatori...

Lasciateci guardare i serial TV / Nessuno diventa un assassino

C’è una scena in The Act of Killing – il documentario capolavoro del regista Joshua Oppenheimer sull’eccidio dei comunisti indonesiani da parte del regime al potere nel 1965-66 – in cui Anwar Kongo e Adi Zulkadry, i due protagonisti principali del film, rivelano alla telecamera come hanno ucciso i comunisti e raccontano che all’epoca si sentivano come i gangster e i cowboy dei film americani che vedevano nei cinema dell’epoca. I due assassini aggiungono che nell’uccidere le loro vittime imitavano le pose dei loro eroi cinematografici.    I film con Al Capone e i western americani prodotti a migliaia di chilometri di distanza dall’Indonesia sono quindi ignari responsabili degli omicidi di incolpevoli comunisti indonesiani? Un mio amico regista di documentari per alcuni anni ha...

È tutta colpa della tv? / Media cattivi maestri

Ha avuto recentemente una grande diffusione nel Web un video postato su YouTube nel quale dei ragazzini giocavano per le strade di Napoli con delle pistole finte e si muovevano in una maniera che sembrava ricordare quella dei boss della fiction televisiva Gomorra. E anche alcuni recenti fatti di cronaca hanno portato davanti agli occhi di molti delle efferate esecuzioni di esseri umani che possono averli portati a pensare a scene che avevano già visto in numerosi film thriller. Dobbiamo forse concludere da ciò che i comportamenti malvagi di alcune persone sono direttamente influenzati dai contenuti dei media? Ad esempio, da quelle serie televisive che godono oggi di così grande successo? La risposta classica degli studiosi di media è sempre stata che non è possibile stabilire un rapporto...

Cancellarsi da Facebook. Anzi, no. / Ci stiamo stancando dei social network?

Sempre più spesso capita di leggere sulle nostre bacheche Facebook status di amici che annunciano di voler abbandonare il social network, lamentandosi del troppo tempo che ci passano, dell’inautenticità di alcuni rapporti, della superficialità con cui vengono trattate certe questioni, della faziosità delle notizie. Dell’odio gratuito sollevato da dibattiti, spesso ridotti a cori da stadio in cui ognuno giura di saperla lunga. Altri semplicemente spariscono e basta, qualcuno proclama di essere sul punto di farlo ma poi rimane lì (la solita vecchia storia: mi si nota di più se resto o se me ne vado?).   Stando ai dati più recenti, la pubblicazione di post relativi alle nostre vicende psichiche è in calo, e condividiamo sempre meno fotografie personali. La funzione "Accadde oggi"...

I nuovi videgiochi spaziali / Simulare il futuro

Nel luglio 2015 New Horizons, una sonda della Nasa grande circa come un pianoforte a coda, ha raggiunto Plutone, remoto pianeta (nano) del Sistema Solare e fino allo scorso dicembre – quando sulla Terra hanno cominciato a ricevere le incredibili e sorprendenti informazioni raccolte dalla sonda – avvolto nel mistero, che tuttora in larga parte permane, sulle strane formazioni criovulcaniche e la storia geologica dell'affascinante astro. Il chip che regola il funzionamento dei motori di New Horizons, oltre ai sensori e alla trasmissione dei dati, è lo stesso processore installato nella prima console PlayStation di Sony, apparsa sul mercato nel 1994. Come spiegano gli stessi scienziati dell'agenzia spaziale americana, per loro il fattore determinante non è tanto la potenza del processore...

Cosa pensare della clinica via internet? / Internet e l'autismo, una provocazione

Intorno al mondo di internet si è sviluppato un dibattito interessante, spesso polemico, a tratti poco chiaro. Gli argomenti di due ipotetiche fazioni cliniche si esprimono a favore/contro l'opinione dell'uso di internet in clinica. Chi è contrario sostiene che internet può essere uno strumento utile per la divulgazione, la riflessione, la consulenza e la supervisione richiesta da un collega lontano, ma non per l'incontro clinico. Molti studiosi sostengono che ciò che oggi definiamo virtuale, non è più il campo del possibile, ma appartiene alla realtà. Passiamo gran parte della giornata “a” contatto con altri attraverso la “rete”. Come i pesci in certi tipi di attività ittica, siamo catturati nella rete. Che cosa manca, secondo questa posizione contraria alla clinica via internet? La...

Una breve storia di Twitter / Dotti uccellini da dieci primavere

Il primo giorno di primavera del 2006, i mandorli di carducciana memoria si infioravano, le violette odoravano e gli uccelli trillavano in volo. Un uccellino particolarmente dotto, Pascoli docet, proveniente dalla valle del silicio, si apprestava a produrre un cinguettio che avrebbe fatto più di 68.000 giri intorno al mondo. Si chiamava @jack e stava semplicemente mettendo a punto il suo “twtter”. No, non è un errore di battitura. Era l'inizio di una nuova stagione digitale, poi sfociata nella conquista del dominio “Twitter”, che avrebbe visto avvicendarsi al suo interno “leoni da tastiera, brevità testuali, neologismi creati, cancelletti rimessi a nuovo”. È così che Massimo Arcangeli, autore di Breve storia di Twitter (Castelvecchi 2016) descrive le tappe principali del suo viaggio nei...

Visioni digitali

Visioni digitali di Simone Arcagni (Einaudi) inizia con un adescamento. Il lettore, come un Neo qualunque, viene messo di fronte a una specie di viaggio iniziatico, dal suo Morpheus puntualmente chiamato ad “addentrarsi in un territorio assai impervio”. Al contrario che su Matrix qui, però, nessuno stacca la spina del megasoftwerone generatore di realtà, con l’aria di chi vuole annunciare al mondo il prossimo deserto del reale. L’autore del libro si diverte, piuttosto, a condurre il suo lettore a spasso nella sua vita stessa quotidiana. Succede così, che, passeggiando, un dettaglio, una situazione, il contesto tanto familiare, possano perfino rivelare la loro relatività. La matrice delle visioni digitali, sebbene sotto forma di cantiere, per Arcagni è infatti già con noi. Il film che...