Ritratti

10 gennaio 1937 - 2 gennaio 2022 / Il mio Celati

A differenza di quanto accaduto ai suoi amici in carne ed ossa (suoi studenti al Dams, compagni di serate bolognesi o dei suoi viaggi), la mia conoscenza di Gianni Celati è tardiva ed inizia tutta sulla carta (dei suoi libri prima, delle sue lettere poi). Da provinciale (piccolo borgo della piccola Valle d’Aosta) – nel ’78 – insegno in ciò che sopravvive di una scuola sperimentale messa in piedi negli anni precedenti dall’autorità regionale: né scuola media né mediosuperiore, quell’istituzione (“il biennio”) costituisce una sorta di intervallo tra l’obbligo e la scelta dell’indirizzo di maturità: scuola indecisa, scuola di tutti e di nessuno. Il mio còmpito di docente è di accostare alla lingua italiana (orale e scritta) un quindicenne francofono. Còmpito – s’intende – cui non sono...

Vite che non sono la tua – Vagabondi eccezionali / Monsieur Chouchani

Dove e quando è nato nessuno lo ha mai saputo con precisione. Non sappiamo neanche come si chiama, a dire il vero. Sul registro di morte è registrato con tre nomi diversi: Mardocheo Besousann, Chouchani Ohnona, Mordechai Ben Sasson. La data di morte, quella è l’unica cosa certa: 26 gennaio 1968.    La vita di Chouchani è un enigma irrisolvibile, intricato e per questo incredibilmente affascinante. Nasce alla fine dell’800, o agli inizi del ‘900. Alcuni suppongono che la sua origine sia lituana, ma qualcun altro sostiene che sia nato in Galizia, in Polonia, in Persia, in Israele o in Marocco. Sulla sua famiglia, niente, nessuna traccia. Sappiamo che ha avuto un’infanzia difficile, un’educazione severa: molto presto è introdotto alla Bibbia, al Talmud e alla cabala. È un bambino...

Storia del creatore della Pléiade / Jacques Schiffrin. Un editore in esilio

Nel 1931 esce a Parigi il primo volume della “Bibliothèque de la Pléiade”. È identico a quelli che conosciamo oggi: copertina in pelle, decorazioni in oro, papier bible, caratteri Garamond, il fiore all’occhiello dell’editoria francese. Il suo fondatore però non è francese “de souche”, e neanche di prima generazione. La sua storia racconta gran parte del ‘900 e attraversa geograficamente il mondo di quel “secolo breve”. Jacques Schiffrin. Un éditeur en exil è infatti il titolo del volume di Amos Reichman pubblicato, con un’introduzione di Robert O. Paxton, dalle edizioni Seuil, nella bella collana “La librairie du XXIème siècle”. Jacques Schiffrin, Yacha all’epoca, era nato nel 1892 a Baku in Azerbaigian, negli anni della “corsa all’oro nero”. Suo padre, Saveli Schiffrin, arrivato dall’...

12 dicembre 1960 – 7 gennaio 2022 / Vitaliano Trevisan, alle estreme conseguenze

Vitaliano Trevisan era un artista scomodo nell’unico modo in cui si può essere scomodi oggi: era scomodo soprattutto per se stesso. Mai che i suoi libri, il teatro, le letture, lo abbiano visto davvero schierato contro qualcuno o qualcosa per indirizzarsi in favore di persone o idee antagoniste. Mai che abbia potuto trarne vantaggio, inoltre (e soprattutto). Perché la posizione che assumeva, il margine del discorso dove si collocava, era quello che gli permetteva uno sguardo obliquo, che mostrava ciò che riusciva a vedere solo lui. Allo stesso tempo, quello sguardo che non si poteva condividere, e che non permetteva affiliazione di opinione o di schieramento politico ufficiale, risultava urticante, irritante perché portato sempre alle estreme conseguenze. Anzi, solo le estreme conseguenze...

10 gennaio 1937 - 2 gennaio 2022 / Celati: esercizi per fronteggiare il vuoto

1. Non ricordo la prima volta che Gianni Celati è venuto al mio paese, ricordo benissimo la sua prima lettera in cui mi annunciava che avrebbe pubblicato sul Manifesto tre miei racconti per una sua rubrica. Le lettere che mi mandava mi piacevano più dei suoi libri dove racconta storie. Avevo da poco letto con partecipazione la frase di Zanzotto: io non narro quasi mai e non mi importa molto del narrare. Anche Zanzotto mi scriveva spesso, ma le lettere di Celati erano piccole opere, anche il semplice saluto per mio padre o per mia suocera aveva una sua grazia. Per me Celati è nelle lettere, nelle prefazioni, nelle interviste, nei film, a partire da quello con Ferrario, è nelle conversazioni. Ne ricordo una mentre andavamo verso la pianura campana, parlammo del mistero di avere dei fratelli...

10 gennaio 1937 – 2 gennaio 2022 / La voce di Gianni Celati

Ho scritto di Celati in varie occasioni, ma non ho mai parlato della sua voce, del ritmo strascicato che prendeva il suo girovagare verbale, come di chi si sia messo a fare una lunga camminata e deve risparmiare il fiato, o come un carro pieno di cose molto voluminose, spinto su una salita, e che pure non si ferma mai. La mia memoria della sua voce comprende momenti che non sono mai stati registrati né lo dovevano essere. Avevano significato, sì, ma quando Celati parlava il significato veniva dopo la voce, era quasi il suo corollario. Di una cena a Toronto, dopo la proiezione del suo Strada provinciale delle anime all’Istituto di Cultura, ricordo che a proposito del libro, peraltro notevolissimo, che Rebecca West dell’Università di Chicago stava scrivendo su di lui (Gianni Celati: The...

10 gennaio 1937 – 2 gennaio 2022 / Per Gianni Celati

Davide Ferrario ci ha mandato questo filmato, le immagini sono tratte dal suo film, Mondonuovo, una biografia visiva di Gianni Celati attraverso i luoghi dello scrittore e il suo camminare.      

10 gennaio 1937 – 2 gennaio 2022 / Ciao Gianni

Mi hanno raccontato che quando è caduto e si è rotto il femore, e gli hanno scoperto un tumore esteso che lo ha rapidamente portato via, Gianni ha detto a Gillian: è finita! E penso che anche senza pensare alla morte, l’idea di non potersi più muovere fosse davvero l’idea della fine. Tutto il suo lavoro, la prosa, le traduzioni, il cinema, l’essere con gli altri, è sempre stato animato da questa straordinaria energia di camminatore diurno e notturno, che in lui era scrivere. Lo dice molto bene in una bella videointervista a Marco Belpoliti per Doppiozero di alcuni anni fa dove racconta come scriveva. Faceva passeggiate sui colli bolognesi fino ad esaurire l’energia, o quella energia, tornava a casa e si metteva al tavolino.   Credo che questa forza arrivi anche attraverso i suoi...

Una donna ancora segreta / Constance Mary Lloyd: la moglie di Oscar Wilde

Talvolta esistono figure che restano segrete anche nel corso dei secoli: una di queste è sicuramente Constance Mary Lloyd, moglie di Oscar Wilde e madre dei suoi due figli. La “costante” della vita affettiva eterosessuale di Oscar Wilde è stata proprio Constance. Laura Guglielmi ne compone il ritratto in prima persona, identificandosi direttamente con la propria eroina. Il libro, pubblicato nel 2021 dall’editore Morellini nella collana “Femminile singolare”, diretta da Sara Rattaro e giunta alla sua quinta pubblicazione, si chiama Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde. Due sono le epigrafi al libro, una di Virginia Woolf: «In quanto donna non ho patria, in quanto donna non voglio patria alcuna, in quanto donna la mia patria è il mondo intero». La seconda di Alfred Tennyson...

1500 pagine, dalla giovinezza agli ultimi giorni / Le lettere di Pasolini

Una nuova edizione Garzanti delle Lettere di Pasolini, che riprende l’edizione Einaudi (1989) curata da Nico Naldini e la integra di nuovi documenti, grazie al lavoro di Antonella Giordano: l’occasione per rivedere lo sviluppo di una intera vita intellettuale e privata. Se si guarda alla mole, e con un conto puramente quantitativo, si capisce già come una vita può essere spalmata su un epistolario: 1450 pagine nel totale, di cui 300 comprendenti le lettere degli anni Quaranta, 600 quelle degli anni Cinquanta, 200 per gli anni Sessanta, e 50 pagine scarse per gli ultimi cinque anni di vita. Impressionante, in effetti: a mano a mano che Pasolini diventa Pasolini, le sue lettere cambiano funzione, si modifica il ritmo, la loro dimensione indica già di per sé un processo biologico e...

15 dicembre 2020 - 15 dicembre 2021 / Corrado Ambrogio. Il malinconico ilare genio gentile

“Materiali, pelli, superfici. Abrasioni, scottature, graffi: urti, strappi, corrosioni. Gli acidi sui metalli, la spinta rovente della lava che rotola in mare fumigante e si rapprende spezzandosi e sobbollendo, e si incrosta di sale, di frutti di mare, di cose portate a valle dal fiume. Colline franate, montagne spaccate, molecole asportate da fibre tessute, da pelli conciate, grumi, sassetti, prodotti sintetici premuti, compressi, laminati, attorcigliati. Materie secche che rapprese si sgretolano, plastici materiali elastici che si deformano e avvolgono materiali flaccidi che cedono e si spargono su squame e scaglie e lamine di zinco, punte dure strisciano sul rame, lame fanno saltare croste di scoria dai metalli, veli ruvidi lentamente elettroliticamente si sovrappongono e cortecce...

14 agosto 1928-9 dicembre 2021 / Lina Wertmüller: tutto a posto e niente in ordine

«Ero una rompiscatole fin da piccolissima. Non stavo ferma un momento, scalciavo piangevo strillavo e, soprattutto la notte, non dormivo, un aspetto, quest’ultimo, che si è trasformato in una consuetudine per tutta la vita. Tenendo conto che io, per quasi tutti i miei ormai parecchi anni, ho dormito in media tre o al massimo quattro ore per notte, posso ritenere di aver vissuto il doppio del tempo di una persona normale», così Lina Wertmüller (al secolo Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich) descrive sé stessa nel libro di memorie Tutto a posto e niente in ordine (che prende il titolo da un suo film, non autobiografico in quel caso, del 1974).    E lei, Lina Wertmüller, ha vissuto davvero più di una vita, icona del cinema italiano del mondo – sul serio...

L’ambiguità del campione / Roger Federer è esistito davvero?

Nei miei anni del liceo c’era qualcosa di fondamentalmente immutabile, al di là della mia strabiliante mediocrità come studente: il giorno precedente all’inizio dell’anno scolastico coincideva invariabilmente con la finale del singolare maschile dell’Open degli Stati Uniti. Si trattava di una situazione piuttosto frustrante, perché la combinazione tra l’orario d’inizio della partita – non prima delle 22 italiane – e la sveglia del giorno successivo – le 6.50 del mattino – impediva di godersi pienamente lo spettacolo promesso. In realtà, il problema finì per non porsi mai. Più che scontri, quelle partite si rivelarono brutali, impietose dimostrazioni di onnipotenza tennistica. Roger Federer poteva permettersi di perdere un set di tanto in tanto (tra 2004 e 2008 ne concesse uno ad Agassi...

Una biografia di Marco Gaetani / Roberto Mancini, senza mezze misure

A Roberto Mancini, da quarant’anni protagonista della scena calcistica – i primi venti da giocatore talentuoso e carismatico, ma spesso incompreso, i secondi venti da allenatore fascinoso e nevrile, ma discontinuo – Marco Gaetani, romano, classe 1987, ha dedicato una dettagliata biografia, Roberto Mancini, senza mezze misure, uscito nella ormai ricchissima collana “Vite inattese” della casa editrice 66thand2nd (256 pp., 18 euro).    Il libro ha avuto un effetto beneagurante: l’inaspettato trionfo alla guida degli azzurri agli Europei 2020 – ma in verità di inizio estate 2021 – ha finalmente designato il “Mancio” tra i vincenti. Sembra questa un’affermazione assurda, a voler guardare il palmarès di uno che, nella sua lunga vicenda tra campo e panchina, non è rimasto propriamente...

12 dicembre 1960 – 7 gennaio 2022 / Vitaliano Trevisan. Un ponte, un crollo

Una volta Vitaliano Trevisan mi mise le mani addosso. Ad Asiago, il bellissimo altopiano che sovrasta la nostra città comune, Vicenza. All’ingresso di non so più che evento culturale. Forse una decina, o dozzina di anni fa. Sono un disastro con le date, e in generale la memoria funziona più a frammenti che con un approccio storico: ricordo quel che ricordo, quando capita. E poi sono benedetto da una sorta di oblio delle cose spiacevoli. Anche questo episodio me l’ero pressoché dimenticato. A ricordarmelo è stato proprio lui, pochi mesi fa. Con la prima di una serie di telefonate che ricucivano un rapporto sfilacciatosi tanti anni prima.    Può sembrare strano citare un fatto simile. Strano come commemorazione di un morto. Strano, ovviamente, il fatto in sé. E strano che sia...

25 settembre 1952 - 15 dicembre 2021 / bell hooks: l’arte sottile di trasgredire

“Quando ho letto Cime tempestose, da ragazzina della classe operaia che lottava per trovare se stessa, da emarginata, ho sentito che Heathcliff ero io. Per me era il simbolo di una specie di razza nera: era un emarginato, non gli era permesso stare al centro delle cose. Ho trasposto il dramma di vivere nel Sud dell'apartheid nel mondo di Cime tempestose e mi sono sentita in armonia con quei personaggi.”   È bell hooks, mancata il 15 dicembre scorso, a raccontarlo in una conversazione del 1998 con la scrittrice africana-americana Maya Angelou, per poi aggiungere: “Sono così turbata quando le mie studentesse si comportano come se leggessero solo donne, o gli studenti neri come se potessero leggere solo neri, o gli studenti bianchi identificarsi solo con uno scrittore bianco. Sono...

11 novembre 1821 - 11 novembre 2021 / Dostoevskij. Una vita incredibile?

Scrive Dostoevskij nei suoi Quaderni e Taccuini 1860-1881: «Il progetto. La neve fradicia» (QT, p. 413). La seconda parte delle Memorie del sottosuolo si intitola: A proposito della neve fradicia. È solo un caso che la neve acquosa e sporca ritorni sia come progetto di lavoro sia come titolo del secondo capitolo di uno dei più celebri volumi dell’autore russo? Nori afferma con chiarezza, in Sanguina ancora, che le opere di Dostoevskij da lui preferite sono Delitto e castigo e Memorie dal sottosuolo, il cui inizio lui stesso traduce così: «Io sono un uomo malato…Un uomo cattivo, sono. Un brutto uomo, sono io. Credo di esser malato di fegato. Però non capisco una mazza, della mia malattia, e forse non so neanche cos’è che mi fa male. E non mi curo e non mi son mai curato, anche se...

Un nuovo volume della collana Riga / Tutti i numeri di Saul Steinberg

Saul Steinberg è cresciuto. Insieme a Riga. 112 pagine in 16 anni. Dalle 422 del 2005 alle 534 di oggi. E sarebbe cresciuto ancora di più se 37 [pagine] non avessero dovuto emigrare sul sito online perché, insomma, in questa nuova fiammante edizione monografica, la numero 43, dedicata all’artista americano “fra i più conosciuti e insieme sconosciuti del Novecento”, credeteci non c’era proprio più posto. “Tutta colpa del pròto”, si sarebbe detto ai bei tempi della composizione a piombo. Riga (nel senso della “riga” che rievoca i quaderni di scuola di una volta) è una collana editoriale sbocciata nel 1991, fondata e diretta da Marco Belpoliti e Elio Grazioli. Un progetto “quasi enciclopedico della cultura del nostro secolo”, nato, spiegano, senza nessun particolare programma, con il...

David Card, Joshua Angrist e Guido Imbens / Un Nobel all’empirismo

Fino a pochi anni fa i manuali di economia si aprivano con un avvertimento: il lettore era avvisato che lo studio dei fenomeni sociali è difficile e incerto perché non è possibile effettuare esperimenti controllati come quelli che effettuano i fisici, i chimici o i biologi. Per fortuna, proseguivano gli autori, nel corso del tempo gli economisti hanno sviluppato un apparato teorico in grado di spiegare un vasto raggio di fenomeni sociali partendo da poche e semplici assunzioni. I capitoli successivi erano quindi dedicati a illustrare un apparato teorico effettivamente unico nelle scienze sociali – un insieme di modelli matematici che permettono di analizzare un numero impressionante di casi concreti.   Questo stesso apparato teorico costituisce da sempre un vanto e un cruccio per gli...

1 novembre 1921- 1 novembre 2021 / Dieci ragioni per leggere Mario Rigoni Stern

Cent’anni fa, il 1° novembre 1921, nasceva uno dei maggiori narratori del nostro Novecento, autore di opere memorabili come Il sergente nella neve, Il bosco degli urogalli, Storia di Tönle, Quota Albania, Arboreto salvatico, Stagioni. I motivi per leggerlo sono moltissimi. Abbiamo provato a enumerarne dieci.   L’appassionata difesa della natura   Rigoni ripeteva spesso l’avvertimento di Giacomo Leopardi: L’uomo che distrugge la natura taglia le radici del proprio futuro. Presupposto indispensabile per amare e difendere la natura è la conoscenza – sosteneva – l’ambiente naturale dovrebbe essere studiato sin dai primi anni di scuola. I più giovani non devono abituarsi al deserto e al grigiore del cemento, devono sapere che un altro mondo è possibile. Il suo libro Arboreto...

30 ottobre 1871 – 30 ottobre 2021 / Paul Valéry, o la musica del pensiero

Centocinquanta anni dalla nascita di Paul Valéry. Walter Benjamin, negli anni parigini, immaginava di offrire al poeta, nell’occasione di un suo anniversario, un ex-libris che figurasse un compasso. Un compasso con una gamba nel fondo del mare e l’altra aperta verso l’orizzonte. Benjamin ricorreva all’iconologia, ai suoi emblemi: la scrittura di Valéry come ricerca di una verità che resta sempre nascosta e che la navigazione nei saperi può sì intravvedere ma mai disvelare, e allo stesso tempo la scrittura come sguardo rivolto verso l’orizzonte, verso il confine. Che è confine tra la terra e il cielo, tra il visibile e l’invisibile, tra il noto e l’ignoto. In effetti, quel che Valéry, nella sua poesia, nei suoi saggi e dialoghi e soprattutto nei suoi Cahiers – questo rigogliosissimo...

Ricordo di un amico / Il dente del pregiudizio

Tra i testi che il nostro amatissimo Aldo Zargani ci aveva lasciato in lettura e per l’eventuale pubblicazione dei suoi scritti, che poi in parte abbiamo raccolto nell’ebook La fortezza della pace che potete gratuitamente scaricare qui, c’era questa introduzione a un libro a cui stava pensando dal titolo “Il dente del pregiudizio”.  La pubblichiamo qui, nel primo anniversario della sua scomparsa che ci ha lasciato un vuoto che difficilmente riusciremo a colmare.   C’era una volta un bimbo con i sensi di milioni di anni prima adatti per qualche savana dell’Africa piena di bestiole da mangiare o esserne mangiati. Il bimbo piccolo nel 1939 si trovava in cucina con la sua mamma, orgogliosa del progresso della civiltà che aveva svelato le verità nascoste.  La mamma, armata di...