Ritratti

30 maggio 1941-28 luglio 2021 / Roberto Calasso, editore e scrittore

Memè Scianca e Bobi sono gli ultimi due libri di Roberto Calasso, usciti ora nella Piccola Biblioteca Adelphi. È significativo che il grande editore e scrittore appena scomparso abbia sentito l'esigenza di comporre un dittico come questo: un'autobiografia e un concomitante ricordo di Bobi Bazlen, quasi che lui e il cofondatore della casa editrice fossero, in qualche modo, una cosa sola, e l'uno non potesse ricordare il proprio passato senza implicare e coinvolgere l'altro. Precisiamo subito che Memè Scianca è il nome che Calasso, non sa nemmeno lui quando, ma molto presto scelse per se stesso. Un nome singolare che non rievocava né eroi né cavalieri, piuttosto malavitosi. “Scianca” potrebbe alludere più che altro a una infermità. “Memè” è tronco e buffo come “Totò”, ma è anche uno dei...

A vent'anni dalla scomparsa / Sergio Saviane e l'invenzione del mezzobusto

Sergio Saviane: tutti quelli che lo ricordano, quando lo ricordano, dicono o scrivono, tutti, nessuno escluso, che è purtroppo dimenticato, Sergio Saviane. Allora ricordiamolo anche noi, questo cosiddetto dimenticato, e ricordiamo che vent'anni fa esatti, il ventisette luglio del 2001, moriva a Castelfranco Veneto, dov'era nato settantotto anni prima, Sergio Saviane. Ma chi era dunque questo Sergio Saviane, paradossalmente così dimenticato e al contempo così ricordato? Era uno scrittore, un giornalista, un polemista, un creatore di linguaggio e un onomaturgo, oltre che un critico televisivo, forse addirittura il primo in Italia, a tenere, e per circa trent'anni anni (1960-1988) su “L'Espresso”, una rubrica di critica televisiva.    Collezionò, pare, un centinaio di querele. Un...

6 settembre 1944 - 14 luglio 2021 / Christian Boltanski: la resistenza all'entropia del tempo

Per tutta la vita Christian Boltanski ha incarnato l'impulso forse più antico e profondo che spinge l'uomo a fare arte: resistere alla morte, all'entropia del tempo, all'indifferenza del caso di fronte al quale siamo tutti unici e tutti uguali. Si è spento il 14 luglio, a 76 anni, ma i suoi atti di resistenza resteranno a lungo, in giro per il mondo, prima di arrendersi all'entropia. Il suo cuore, per esempio, continuerà a battere in una stanza in penombra sull'isola di Teshima in Giappone, pulsando in sincrono con una lampadina che illumina a intermittenza pareti rivestite da pannelli neri specchianti. E batterà finché questa installazione permanente sarà ospitata in quel museo che sembra una bianca astronave aliena affondata sul fianco della collina e aperta verso il cielo e l'oceano. «...

Il mental coach di Matteo Berrettini / Stefano Massari: o vinci o impari

Stefano Massari è il mental coach di molti atleti, il più noto dei quali è Matteo Berrettini. E Matteo Berrettini è il primo tennista italiano ad aver raggiunto la finale di Wimbledon. Ma cos’è un mental coach? L’espressione può sembrare vicina all’orrendo universo del “motivazionale”, quel complesso di manuali, pratiche e seminari sviluppatosi dentro una sottocultura manageriale capace di tradurre ogni forma di vita in potenziale profitto.   Sport come milizia, come mobilitazione sociale. Un’antica visione, sostenuta dalle culture militari, condivisa dagli autoritarismi e poi traslocata – con nuovi obiettivi – nella modernità produttiva. Durante la seconda guerra mondiale fu il generale McArthur a parlare così delle attività sportive: sul terreno delle nostre contese amichevoli...

Ritorna "Ungenach" / Il Sessantotto di Thomas Bernhard

Ungenach è una grande, immensa proprietà terriera fatta di boschi, di campi, di frutteti, di case, ulivi, cave, impianti industriali ed estrattivi, cui vanno aggiunte altre proprietà a Vienna e altrove. È il luogo dell’infanzia infelice di due fratelli, Robert e Karl Zoiss, figli del proprietario. Un luogo che somiglia a un incubo, la fortezza del cattivo gusto eretta dalla seconda moglie del padre, la matrigna di Karl, una fortilizio serrato: “… chi arriva a Ungenach senza conoscerla, nota Ungenach solo quando le è davanti; all’improvviso, dopo aver camminato un’ora attraverso il bosco, si trova davanti alle mura, al portone chiuso” e anche se costui è atteso, può capitare che sia lasciato ad aspettare, ad aspettare, e molti di quelli che arrivano e aspettano non sono lasciati entrare…...

150° anniversario della nascita / Novità di Proust. Una Recherche senza madeleine

A volte mi chiedo: ma gli studiosi di Proust, nella loro caccia agli inediti, sono incredibilmente favoriti dalla Fortuna, oppure sono guidati da una sovrumana, rabdomantica abilità che li orienta verso giacimenti sconosciuti di lettere, agende, abbozzi, quaderni, taccuini, racconti cestinati e manoscritti d’ogni sorta? Probabilmente c’è del vero in entrambe le ipotesi. Ma la Fortuna un po’ c’entra, o comunque il Caso, quel Caso che nella Ricerca è tra i protagonisti; quello che fa inzuppare a Marcel la madeleine nella tazza di tè e mette così in moto tutta l’immensa macchina narrativa del romanzo. Vediamo qualche esempio, tra i più recenti, di questi doni inattesi della Fortuna. Il 6 aprile del 2005 muore il principe Ranieri III di Monaco, il fascinoso e sorridente vedovo di Grace Kelly...

26 maggio 1925 – 6 luglio 2021 / Angelo Del Boca, partigiano e storico del colonialismo italiano

Partigiano Alberto Volpi   Angelo Del Boca è noto soprattutto per i suoi studi pionieristici e rivelatori sulla pagina oscura del colonialismo italiano (i volumi degli anni settanta Gli italiani in Africa e quelli del decennio successivo sulla presenza in Libia sempre per Laterza), amplificati dalla cassa di risonanza giornalistica delle schermaglie con il negazionismo di Montanelli sull'uso delle armi chimiche in Etiopia. Tuttavia c'è stata una precoce vocazione narrativa a seguito della capitale esperienza della Resistenza: “Avevo già l'idea di fare lo scrittore. Annotavo tutto perché avevo capito che questi avvenimenti bellici avrebbero cambiato la mia vita, e quindi prestavo molta attenzione nel fare le cose, nel descrivere situazioni, personaggi, stati d'animo.” Così Del Boca...

18 giugno 1943 – 5 luglio 2021 / Raffaella Carrà: rivoluzionaria pop

Nella televisione degli esordi, rigorosamente in bianco e nero, non era possibile far vedere le gambe delle donne. Quei centimetri di carne tremula avrebbero senz'altro turbato la pace dei sensi del popolo italiano. Nel 1956 qualcuno nello staff del varietà La piazzetta ebbe un'idea brillante: far indossare alla ballerina Alba Arnova una calzamaglia color carne. La trasmissione venne immediatamente chiusa.  Il grottesco episodio da inquisizione di Stato restituisce il clima di un'epoca che sembra ormai remotissima, e invece appartiene al nostro passato prossimo. E aiuta a capire l'impatto dirompente sul nostro immaginario delle esibizioni di Raffaella Pelloni, in arte Carrà, nei varietà del sabato sera, che all'epoca venivano visti dall'intera nazione (o quasi).   ...

Raffaella Carrà / L’ombelico del kitsch

Ieri ho aspettato che scendesse un po’ la calura, e sono uscito verso le sei, per comprarmi il tabacco da fumare nei miei metri quadri climatizzati. La città è sporca di ozono, di afa, chi non può essere già al mare ha le gambe e i piedi nudi fuori, bianchicci, tristi, tutto è sbiadito. Passo vicino a un déhor e due pensionati stanno parlando: «Quanti anni aveva la Carrà?». Così ho saputo, per strada, tra “la gente”, la notizia della scomparsa di una diva della televisione italiana degli anni Settanta e Ottanta e un po’ Novanta anche. La soubrette che da giovanissima già appariva come una donna, con un sorriso strabiliante e simpatico, che cantava e ballava le canzoni che il suo fidanzato di allora, Gianni Boncompagni, il primo deejay della Rai con il suo gemello diverso Renzo Arbore, le...

Anniversari / Ketchum e l’enigma della morte di Hemingway

Ketchum, Idaho. 7,30 di mattina di domenica 2 luglio 1961: iI sessantaduenne premio Nobel per la letteratura Ernest Hemingway, si alza dal letto facendo attenzione a non svegliare la moglie Mary Welsh con cui la sera prima aveva fatto tardi al Christiania, il ristorante d’elezione, dove aveva ordinato, come d’abitudine, bistecca di controfiletto al sangue, patate al forno e insalata alla Cesare, annaffiando il tutto con Bordeaux della casa.  Sul pigiama blu indossa la vestaglia, quella rossa che chiama scherzosamente “da imperatore”, e scende con passo felpato in cantina. Passa in rassegna la sua numerosa collezione di fucili e opta alla fine per una doppietta da piccioni W&C Scott & Son calibro 12 a canne lunghe parallele (e non, come fu frettolosamente scritto da cronisti...

Veleni scientifici / L’affaire Spallanzani

Per tutti noi, oggi e da almeno un anno o anche più, Spallanzani è il nome di un ospedale di Roma; anzi, per essere precisi, è il nome dell'Istituto Nazionale di Malattie Infettive, assurto ai fasti della cronaca quotidiana a causa della ben nota, o tristemente nota, pandemia che tanto ci affligge. Ma chi era questo Lazzaro Spallanzani che dà il nome al nosocomio romano così spesso citato da giornali e telegiornali? Un'ottima ed esauriente riposta al quesito è fornita da un avvincente volume appena uscito per i tipi di Bollati Boringhieri, L'intrigo Spallanzani, di cui è autore Paolo Mazzarello, professore di Storia della Medicina all'Università di Pavia. Si tratta di un “saggio narrativo” o “romanzo con citazioni” secondo la definizione dell'autore stesso (nel Post scriptum). La...

Il nostro saluto / Gli ultimi pasticcini con Giulia Niccolai

Oggi ho saputo che Giulia Niccolai se n’è andata. Ho guardato fuori dalla finestra di casa, per fissare nella mia memoria il colore del cielo. Era quasi giallo. La luce sembrava avvolgere tutto: gli alberi, il lago, le montagne sullo sfondo. Tutto mi è parso immobile. Forse ho capito cosa significa quando il tempo si ferma per un istante. Mi ha avvisata Nicoletta, una cara amica di Giulia. Non sono riuscita a farle molte domande, non ero preparata. Ho ascoltato le sue parole, quasi incredula, incerta se fosse davvero successo. Nicoletta stava in treno. Credo che a quella luce chiara del cielo, assocerò per sempre lo sferragliare del treno. Il primo giorno d’estate è un buon momento per sgusciare via. E poi, a pensarci, la luce ed i treni mi sono sempre piaciuti. Forse anche questo è un...

21 dicembre 1934 – 22 giugno 2021 / Le tante vite di Giulia Niccolai

Con Giulia Niccolai se ne va uno dei personaggi più straordinari della cultura italiana, uno dei meno noti e appariscenti, ma certamente uno dei più originali e curiosi. Giulia è stata fotografa, scrittrice, poetessa, monaca buddista, traduttrice, saggista, biografa di sé stessa, voce singolare e unica nel panorama letterario italiano dominato da poeti e scrittori per lo più maschi. La sua vita si è svolta tutta in punta di piedi e sui margini della società letteraria. Figlia di un italiano e di un’americana, era nata a Milano nel 1934. Inizia a fotografare giovanissima legandosi al circolo che si ritrovava al bar Jamaica a Milano: Ugo Mulas, Mario Dondero, Alfa Castaldi, ovvero i fotografi che hanno fatto la fotografia italiana del secondo dopoguerra, legati ad artisti come Piero Manzoni...

Il nuovo volume della collana «Riga» / Conversazione con Max Ernst (1969)

La televisione ha trasmesso recentemente un vecchio documentario, in cui si vede Renoir che, quantunque paralizzato, continua a dipingere davanti al suo cavalletto, mostrando una evidente felicità. Che impressione ti ha fatto questa straordinaria immagine? Ne ho concluso che Renoir viveva in quella felice epoca nella quale nessuna incertezza interveniva a far esitare il pittore, buono o cattivo che fosse, quando al mattino si armava della sua cassetta di colori, partiva alla ricerca di un “motivo”, si accingeva al suo compito e, contento di sé, rientrava la sera. Ciò che distingue Renoir e Bonnard dalla maggior parte degli impressionisti, o postimpressionisti, è il temperamento sensuale, voluttuoso e quella evidente e contagiosa felicità, di cui parli. Non voglio soffermarmi sulla...

Speciale Sciascia / L’onorevole disgregato di Sciascia

Quando nell’estate del 1964 ricevette da Mario Giusti, suo amico e direttore dello Stabile di Catania, l’incarico di scrivere sul tema della mafia una pièce teatrale per la stagione 64-65, dopo il felice esito l’anno prima sulla stessa ribalta del Giorno della civetta, Leonardo Sciascia batté in una settimana una specie di commedia amara intitolata L’onorevole nella quale la mafia figura nel tipo di un nuovo don Mariano Arena mellifluo e caricaturale, don Giovannino Scimeni, colluso con un parlamentare pescato dalla società civile: sortendo però una sotie pirandelliana per non essere riuscito a sostenere fino in fondo il tono naturalistico di una rappresentazione fin troppo ricalcata dal vero.  In sostanza, proprio quando Sciascia è avviato a imprimere al suo teorema sulla mafia un...

La telenovela triste di Britney Spears / Miss American Dream

Strano ma vero, stavolta non è questione di gossip. Se da mesi negli Stati Uniti siamo ossessionati da Britney Spears, è perché la telenovela triste della Pop Princess ha sollevato uno specchio in faccia al paese e l’immagine che rimanda è impietosa, a tratti intollerabile. Non per caso la storia è ormai traghettata dal far west dei social media all’ortodossia del mainstream con tanto di imprimatur del New York Times che le ha dedicato un documentario e perfino del New Yorker che sul tema ha di recente pubblicato un’inchiesta a firma di Ronan Farrow e Jia Tolentino. A leggerla in filigrana, nella sua vicenda si ritrovano gli snodi cruciali degli ultimi vent’anni in un arco che dalla cultura sessista dei tabloid approda al tempo dei social e del MeToo dopo essersi inabissato nel gorgo più...

Cantatrix Sopranica L. / La beffa di Perec

La beffa di Perec. Ben cinque anni prima di quella congegnata da Alan Sokal, nel 1991 Georges Perec dava alle stampe un geniale libretto dal titolo “Cantatrix Sopranica L. et autres écrites scientifiques”, un esperimento linguistico ad anticipare quello sociologico del fisico della New York University che tanto scalpore destò quindici anni fa, denunciando lo sciocchezzaio postmodernista riguardo alla fisica e alla matematica. Con la sublime intelligenza che caratterizza tutti i suoi scritti, Perec si era portato avanti con i compiti rivelando la costruttività del discorso scientifico e segnatamente di quello che si legge aprendo una qualsiasi rivista scientifica “peer reviewed”, parodiato in maniera fenomenale dal primo “scritto” di questa collezione, la Cantatrix sopranica L. che dà il...

8 luglio 1921 - 8 luglio 2021 / Cento anni di Edgard Morin

Edgar Morin è stato uno studioso che ha saputo avere un ruolo pionieristico in numerosi ambiti. Uno di quelli che l’ha visto tra i primi protagonisti è quello dell’analisi sociologica della cultura creata dai media. Erano i primi anni Sessanta e negli Stati Uniti, sul ruolo svolto dai media nella società, c’erano già state le riflessioni fortemente critiche di Max Horkheimer e Theodor Adorno in Dialettica dell’illuminismo e le prime analisi di Marshall McLuhan ne La sposa meccanica, mentre in Europa Roland Barthes aveva già cominciato ad analizzare i suoi Miti d’oggi. Però la prima analisi sistematica del ruolo sociale svolto dalla cultura dei media si deve a Morin, che nel 1962 ha pubblicato L’esprit du temps, tradotto in Italia nello stesso anno dall’editore Il Mulino con il titolo L’...

La riscoperta di uno scrittore / Frassineti civico e bestemmiatore

Torna grazie al coraggioso ripescaggio dell’editore Italo Svevo Tre bestemmie uguali e distinte di Augusto Frassineti: uscito nei roboanti “Narratori” feltrinelliani nel ’69 e mai riproposto da allora, questo curioso libretto è oggi riedito per le cure di Graziella Pulce, che presenta il testo riveduto alla luce delle correzioni emerse dalle carte d’autore, con una prefazione di Guido Vitiello. Non vorrei commettere l’errore di dare per scontato che chi legge sappia chi è Augusto Frassineti: molti, soprattutto tra le nuove generazioni, difficilmente lo avranno incontrato sul proprio percorso. Diverso è il discorso per chi ebbe l’occasione di leggere in gioventù la terza e definitiva edizione di quello che resta il suo libro più noto, Misteri dei Ministeri (Einaudi ’73), o poté apprezzare...

Un'intervista / David Grossman: la paura e la pace

David Grossman ha ricevuto il 19 giugno a Taormina il "Taobuk award 2021", un premio riservato ai grandi della letteratura mondiale, impegnati nella battaglia per i diritti umani e la democrazia e che, nel passato, è stato assegnato, tra gli altri, a Mario Vargas Llosa, Tahar Ben Jelloun, Luis Sepulveda. Lo incontro la mattina del giorno prima, a Bassano del Grappa, dove è in programma una conversazione con Mario Calabresi, organizzata dal Festival "Resistere" della Libreria di Palazzo Roberti. Non c'è nessuno scrittore che, come David Grossman, dedichi così tanto tempo a parlare della pace tra Israele e Palestina, nessuno come lui che prenda così sul serio il ruolo dell'intellettuale che crede nelle possibilità della parola e del dialogo per avvicinare gli uomini, anche quando sembrano...

Una biografia di Didier Eribon / Michel Foucault filosofo del secolo

Jules Vuillemin, insigne storico della filosofia che molto aveva contribuito alla elezione di Michel Foucault al Collège de France nel 1970, a distanza di appena un anno da quell’evento, nutriva più di un dubbio sulla bontà di quella scelta. Era stata ottenuta al prezzo di non poche negoziazioni con una Accademia poco incline ad accogliere tra le sue file l’autore di un libro inclassificabile come Folie et déraison (in italiano tradotto con il titolo Storia della follia nell’età classica, che era il sottotitolo francese), libro nato da una tesi dottorato che aveva consacrato il giovane studioso proveniente dalla provincia francese (Foucault era nato a Poitiers il 15 Ottobre del 1926) nell’Olimpo della cultura parigina. In Michel Foucault. Il filosofo del secolo. Una biografia, Feltrinelli...

1936 - 2021 / L'icona Carla Fracci

Carla Fracci, ballerina assoluta, è stata musa, mito e per sempre sarà icona. La salutiamo oggi, 27 maggio 2021, in questo anno in cui già troppi, tristemente, se ne sono andati. Nei suoi 84 anni di vita, Carla Fracci ha incarnato la quintessenza del balletto con una grazia, un rigore e un’eleganza esemplare. Scrivere parole d’addio dedicate a questa grande artista che per sempre vivrà al di là del tempo, ne siamo certi, non è semplice. Le parole non basteranno mai, per dire tutta la bellezza di questa immensa ballerina. Inoltre, sovrapporre l’emozione di queste ore e il ricordo, già storico per la sua monumentale portata culturale e artistica, di una carriera infinita, sarebbe a dir poco limitativo. Lascerò allora che queste parole prendano forma, in punta di penna, e cercherò di farlo a...