Ritratti

A cent'anni dalla sua morte / Un ritratto di Rosa Luxemburg

“Esiste per la rivoluzione una regola assoluta: non fermarsi una volta compiuto il primo passo, non cadere nell’inazione, nella passività. La migliore parata è assestare all’avversario un colpo energico. Questa regola che si applica a ogni battaglia, vale soprattutto per i primi passi della rivoluzione”. Forse, fu questa convinzione, più volte espressa, che portò Rosa Luxemburg a restare al fianco dei compagni spartachisti nelle drammatiche giornate dell’insurrezione armata a Berlino, nei primi giorni di gennaio del 1919, anche se, in dissenso con Karl Liebknecht, non aveva considerato né pronto il Partito comunista tedesco (PKD), nato a dicembre, né propizie le condizioni sociali e politiche generali per una rivoluzione, nella quale pure credeva fermamente dopo le manifestazioni di...

Grazia Nidasio / La Stefi e il suo nome

Alla sensibilità di Grazia Nidasio, morta qualche giorno fa, si deve una preziosa testimonianza culturale e chi ha un’attenzione autentica per l’espressione italiana e per la sua storia non deve trascurarla.  Era la metà degli anni Settanta del secolo scorso. La disegnatrice e autrice milanese inaugurò una serie di arguti racconti di tenere vicende di vita quotidiana, facendone protagonista una bambina. La battezzò “la Stefi” e creò uno dei suoi personaggi meglio riusciti. Certamente il più popolare. Negli anni che seguirono, la striscia, destinata sul principio a un pubblico infantile e di adolescenti, straripò e ne raggiunse uno adulto. A cadenze regolari, comparve sul Corriere della sera. Così la Stefi divenne familiare anche a chi all’epoca del suo apparire aveva smesso di...

21 dicembre 1934 / Conversazione con Giulia Niccolai

“Trasformare questa mia difficile vita in fiaba” è il titolo dato alla mia tesi, tratto da un passo di Esoterico biliardo in cui si chiede, a proposito delle visioni avute in meditazione: «forse il dono di leggere e trasformare questa mia difficile vita in fiaba?».  Sì, ne parlo anche in Foto & Frisbee, a p. 78, cito Kazantzakis  – il suo libro più noto è Zorba il greco – ma in El Greco e lo sguardo cretese, scrive: «Esiste qualcosa di più vero della verità? Sì, la favola; è la favola che dà un senso immortale all’effimera verità». Le trame delle favole raccontano sempre una serie di passaggi e di avvenimenti per i quali raggiungere la verità diviene una conquista. Si arriva alla verità dopo una lunga serie di vicissitudini che hanno o sembrano avere lo scopo di...

Sessuale e intellettuale / I Diari di Susan Sontag

“Il “bisogno” intellettuale simile al bisogno sessuale”. Così suona l’ultima frase che chiude il primo volume dei diari di Susan Sontag, Rinata. Diari e taccuini 1947-1963 (Nottetempo) tradotti da Paolo Dilonardo. Questa frase, scritta alla fine del 1963, quando cominciano ad apparire sulle riviste americane i suoi articoli, raccolti poi in Contro l’interpretazione, compendia tutta la personalità e l’opera di una delle maggiori saggiste della seconda metà del XX secolo. Bisogno intellettuale e bisogno sessuale sono fusi in lei, fusi e insieme conflittuali, come ci racconta questo diario composto di brevi frasi, osservazioni, liste di libri, resoconti scarni ed essenziali della sua vita.     La giovane Susan non sa bene come fondere questi due aspetti, se aspetti si possono...

Sessant’anni di televisione (e di società) / Intervista impossibile a Umberto Eco

È appena uscito, per la Nave di Teseo, il volume di Umberto Eco Sulla televisione (a cura di Gianfranco Marrone, pp. 533, € 22) , che raccoglie pressoché tutti i testi che, nel corso della sua carriera intellettuale, Eco ha dedicato alla televisione, al suo linguaggio, alle sue forme di comunicazione, ai suoi esiti culturali, estetici, etici, educativi e politici. Questi scritti, molti dei quali quasi inediti, coprono un arco di tempo molto ampio che va dal 1956, anno in cui in Italia vengono messe in onda le prime trasmissioni, al 2015, periodo in cui il mezzo televisivo, per svariate ragioni, non può più dirsi di massa né, forse proprio per questo, può più essere considerato come dominante nella produzione e nella trasformazione della cultura sociale. Si tratta di testi...

22 maggio 1924 - 1 ottobre 2018 / Charles Aznavour l'istrione

All’inizio degli anni ’60, tra i 45 giri di mio cugino più grande c’erano Elvis Presley, Fred Buscaglione e i primi successi dei Beatles. Ma uno dei dischi che ascoltavamo di più era La mamma, di Charles Aznavour, un pezzo ipermelodico e strappalacrime (ripreso da noi da Modugno). Quando si racconta la storia della musica pop, si è portati inevitabilmente a schematizzarla, come nei libri di scuola: prima c’è la Rivoluzione francese, poi viene Napoleone, poi la Restaurazione, etc. Prima c’è il progressive rock, poi invece trionfa il punk…  In realtà, quello che a noi può sembrare a distanza di anni un drastico e definitivo cambio della guardia nelle mode e nei gusti musicali è qualcosa di molto più complesso e sfumato. Nella musica pop, come in ogni altro ambito, il vecchio e il nuovo...

A vent'anni dalla sua morte / Le “lezioni americane” di Bruno Munari

Essendo uno degli atenei più importanti al mondo, l’Università di Harvard è stato uno dei crocevia privilegiati per intellettuali e artisti italiani in visita negli Stati Uniti. Particolare risonanza pubblica hanno avuto nel nostro paese le Charles Eliot Norton Lectures, un programma di Visiting Professorship istituito nel 1925 attraverso cui quale scrittori, artisti, intellettuali di fama mondiale vengono invitati a trascorrere un anno accademico nell’università del Massachusetts. Famose e celebrate saranno le Lezioni Americane che Italo Calvino avrebbe dovuto tenere a Harvard nell’autunno del 1985, ma mai portate a termine a causa della sua morte improvvisa avvenuta nell’estate dello stesso anno. Il libro pubblicato postumo diventerà una sorta di testamento letterario e critico che ha...

25 giugno 1925 – 18 settembre 2018 / Robert Venturi, architetto gioioso

Dunque il 2018 si porta via due grandi americani della East Coast, Tom Wolfe e Robert Venturi. Di Richmond, Virginia, il primo, di Filadelfia, Pennsylvania, il secondo, nonostante tutte le loro differenze stilistiche resteranno entrambi legati alla città di Las Vegas scoperta letteralmente da Wolfe in uno dei primi reportage del New Journalism, Las Vegas (What?) Las Vegas (Can’t Hear You! Too Noisy) Las Vegas!!!!, pubblicato su “Esquire” nel febbraio del 1964. «Las Vegas è l’unica città al mondo in cui lo skyline non è costituito da edifici come a New York o da alberi come a Wilbraham, Massachusetts, ma da segnali stradali» è la sintesi del suo paesaggio urbano. In quel periodo Venturi stava preparando il suo primo libro, Complexity and Contradiction in Architecture, pubblicato poi dal...

Vertigine sconsacrata / Ritratto di Venedikt Erofeev

1 Henri Focillon scrive: «I visionari li si direbbe a disagio nello spazio e nel tempo. Interpretano più che imitare, trasfigurano più che interpretare». E ribadisce: «Il visionario soggiace al potere della vertigine». Nella letteratura russa del secondo novecento non c’è autore più fedele alla vertigine di Venedikt Vasil’evic Erofeev (1938-1990), autore del celebre poema-romanzo, Moskva-Petuski (1969-1970). Venedikt Erofeev, nella sua opera irridente e anomala, tragica e sconsacrata, sembra tradurre «in forma di romanzo» quattro celebri versi dell’amato Aleksandr Blok: «Inchiodato al banco d’una bettola / sono ubriaco da un pezzo, che importa. / Su una trojka la mia felicità / in un fumo d’argento è rapita…». La vertigine di Erofeev è l’estasi alcolica. In russo ‘Erofeiv’ significa ‘...

Il senso del ridicolo 2018 / Lucia Poli: con un ceffone e un whisky

  Dal 28 al 30 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival Il senso del ridicolo, dedicato all'umorismo, alla comicità e alla satira. Fra gli ospiti di questa edizione ci sarà anche Lucia Poli. Fiorentina di nascita e romana d'adozione, attrice - e autrice - per il teatro, il cinema, la radio e la TV, è stata, con la fondazione del Teatro Alberico nel 1975, una delle figure-chiave del teatro d'avanguardia in Italia. Le rendiamo omaggio con un affettuoso ritratto, scritto dal fratello Paolo (1929-2016) e tratto dalla raccolta Alfabeto Poli (Einaudi, 2013), a cura di Luca Scarlini, al quale va il nostro grazie per averne concessa la riproduzione.   La biologia in primo luogo. La nostra somiglianza paradossale è una...

24 novembre 1930 - 20 settembre 2018 / La Inge. Coloratissima.

Inge Feltrinelli è stata forse l'ultima regina dell'editoria internazionale.   In Italia ha sostenuto con straordinaria vitalità, lucidità ed energia lo sviluppo della casa editrice e soprattutto della catena di librerie che si era trovata a dover governare in un momento difficilissimo, dopo la tragica morte di Giangiacomo Feltrinelli sotto il traliccio di Segrate nel 1972, con il loro figlio Carlo ancora ragazzino.   La biografia – ma era già leggenda – la vuole bambina, Inge Schoental, figlia di padre ebreo, che sopravvive nella Germania nazista. Poi è la giovane, bella e talentuosa fotografa che diventa amica dei grandi scrittori del momento. Alla fine degli anni Cinquanta è la compagna di Giangiacomo, geniale e inquieto, ricchissimo e comunistissimo, quando diventa l'editore...

Un pensatore del contemporaneo / Paul Virilio, il filosofo del disastro

Una leggenda mai confermata, ma anche mai smentita, racconta che Mohamed Atta, il capo del gruppo terroristico che ha abbattuto le Torri gemelle, sia stato uno studente del dottorato tedesco dove insegnava Paul Virilio. Di sicuro c’è solo il fatto che Atta era stato uno studente d’ingegneria e d’architettura con una laurea in urbanistica e che nella progettazione dell’attentato, da lui portato a termine, c’è qualcosa che ricorda alcuni dei libri del filosofo e architetto francese scomparso in questi giorni. Che cosa?   Il primo libro pubblicato da Virilio s’intitola Bunker Archéologie ed è uscito nel 1975. Si tratta della sua tesi di laurea redatta a 25 anni per ottenere l’abilitazione in Urbanistica, disciplina da lui esercitata per qualche tempo, prima di diventare uno dei filosofi...

24 agosto 1927 - 13 settembre 2018 / Guido Ceronetti e il ponte Morandi

Ho conosciuto Guido Ceronetti solo nelle pagine dei suoi libri, sfiorandone la conoscenza personale solo una volta nel 2013 a Finalborgo, in provincia di Savona, dove era premiato come “Inquieto dell’anno”. Quella volta ero arrivato inopinatamente in ritardo, confondendo  l’ora dell’evento,  L’ho conosciuto dunque solo attraverso la sue parole e le sue idee - taglienti, talvolta dissacranti, spesso folgoranti e  mai banali -  come moltissimi. Moltissimi certo, ma mai abbastanza verrebbe  da pensare se si è anche solo poco che meno attenti osservatori della vita sociale come della cronaca politica attuale, specie se guardata  il 14 settembre 2018 da un angolo della Liguria di ponente, ad un mese esatto dal crollo del ponte Morandi di Genova.   Mi accorgo...

Il ricordo di un editore / Luigi Luca Cavalli-Sforza: diversi ma uguali

La mia conoscenza di Luca è nata nella metà degli anni ’90 quando dirigevo Einaudi, attraverso Alberto Piazza che, con lui e Paolo Menozzi, stava preparando Storia e geografia dei geni umani che avrei voluto pubblicare con lo Struzzo ma che poi uscì da Adelphi nel 1997. Fondamentale nella sua lunga ricerca sulla genetica delle popolazioni, questo libro monumentale fu accompagnato nello stesso anno dal più agile Geni, popoli e lingue, elaborazione delle lezioni da lui tenute al Collège de France ed esempio straordinario di chiarezza e capacità di divulgazione scientifica. Prima di questi, Luca aveva pubblicato libri importanti con Mondadori, come Chi siamo?, Perché la scienza ed altri, a testimonianza del suo particolare amore per il racconto della scienza, per la quale ha speso un’intera...

28 marzo 1950 – 17 agosto 2018 / Claudio Lolli, amico chansonnier

A un certo punto, mentre passeggiavo per le terre di Montaigne, ho cominciato a ricevere messaggi sulla morte di Claudio Lolli. Il primo era di Marco Lodoli, tristissimo. Diceva così: ho cantato tante volte le sue canzoni, era un puro. Poi di Giorgio van Straten e di Lorenzo Mattotti: entrambi mi ringraziavano per avergli fatto conoscere una persona così speciale. E poi tanti altri. Doppiozero mi ha subito chiesto di scrivere su di lui e ho accettato volentieri, anche se in realtà non lo vedevo da quasi trent'anni. Non mi era mai successo niente del genere: essere ringraziato per aver condiviso un'amicizia di tanti anni fa.   La Francia ha molto a che fare con il mio rapporto con Lolli. Anche con la fine delle nostre frequentazioni. Molti anni fa morì un nostro comune amico, Luca...

Nuto Revelli e quel cavaliere di Marburg che non amava la guerra

Cent’anni fa, il 21 luglio 1919, nasceva Nuto Revelli: alpino, partigiano, scrittore di etica civile                       Il disperso di Marburg, pubblicato da Einaudi nel 1994, segue le fila di un’inchiesta condotta da Nuto Revelli nell’arco di ben otto anni e, come altri suoi libri, ha la struttura di un diario. Revelli aveva detestato per tanti anni i tedeschi, identificandoli con l’ideologia disumana che li aveva condotti in una guerra terribile. Tenente del battaglione Tirano, aveva conosciuto la durezza e la protervia dell’esercito germanico durante la ritirata di Russia, e poi durante la Resistenza, da comandante partigiano nelle fila di Giustizia e Libertà. Nell’ultima parte della sua vita era venuto a sapere di un...

19 gennaio 1919-19 gennaio 2019 / Pietrangeli Touch

Avrebbe cento anni Antonio Pietrangeli, se non fosse annegato al largo di Gaeta, neanche cinquantenne, nel luglio del 1968. Un banale incidente, verso la fine delle riprese di un film “su commissione”, Come, quando, perché (1969), che sarà portato a termine da Valerio Zurlini, un altro irregolare del cinema italiano morto troppo presto. Pietrangeli muore in quel ’68 di cui il figlio Paolo sarà uno dei cantori, con canzoni-simbolo come Contessa (“Compagni dai campi e dalle officine,/ prendete la falce e portate il martello…”), prima di seguire con minor fortuna le orme del padre. Soprattutto, Pietrangeli muore proprio nel momento in cui vengono al pettine parecchi nodi irrisolti della caotica e talvolta sconvolgente modernizzazione italiana: nodi che nei suoi film aveva saputo cogliere e...

15 gennaio 1914 / Etty Hillesum e la gratitudine

“Non sopravvalutare le tue forze interiori”, scrive Etty Hillesum in un passo del suo Diario (Adelphi, 2012). È la mattina del 10 marzo 1941. Il groviglio della sua anima, che non smette di interrogare, è groviglio che, al cuore, ha questo “sentirsi prescelta”, questo “dover diventare ‘qualcuno’” cui fa spesso ritorno. L’educazione spirituale passa, per la giovane ebrea che morirà ad Auschwitz, attraverso una profonda accettazione della propria “nullità”: io stessa, scrive, devo scomparire interamente, devo abbandonare il mio piccolo ego. La propria vita emotiva e intellettuale è messa in relazione con quella delle persone che, ai suoi occhi, appaiono “normali”; sa bene, tuttavia, che non le è dato comprendere nulla del mondo interiore di chi ha davanti. Del proprio, invece, conosce la...

Becoming. La mia storia / La doppia e tripla coscienza di Michelle Obama

Perché dovremmo occuparci delle memorie di Michelle Obama, Becoming. La mia storia (ed. or. New York, Penguin Random House; tr. it. di Chicca Galli, Milano, Garzanti, 2018)? Già, perché dovremmo occuparci di un testo supercommerciale, di un successo editoriale programmato per l'uscita contemporanea in trenta lingue (30!) il 16 novembre, quali le memorie della First Lady degli Stati Uniti (FLOTUS in gergo) nel periodo 2008-2016, e forse, chissà, ancora First Lady in un futuro non lontano? Proprio per questo. Perché siamo di fronte a un libro pianificato per influenzare l'opinione pubblica, dal momento che sarà acquistato in milioni di esemplari sul pianeta, anche se molto meno letto. Tanti lo regaleranno a Natale, anzi tante, si dice, perché sarebbe un libro per donne, scritto da una donna...

I cancelli dell'acqua / Il pendolo di Zygmunt Bauman

Modernità liquida, ovvero il mondo sottosopra   La canzone di Peter Gabriel Downside Up, dell'album Ovo, costituisce, secondo me, una sintesi appropriata dell'incessante lavoro di decostruzione e ricostruzione effettuato da Bauman in tutta la sua lunga avventura intellettuale e contiene in nuce le caratteristiche salienti della modernità liquida. Gabriel esprime nel testo il senso di straniamento al cospetto di un mondo che si trasforma fino a rovesciarsi: l'edificio più alto e l'impressione che stia crollando, un equilibrio interno che si polverizza, la percezione che tutto si stia muovendo attorno, uno scenario di cose stabili e solide che si sfilacciano, si frantumano, mentre qualunque cosa su cui si poteva contare svanisce. E mentre il corpo si svuota del suo peso e viene...

Oggi a Trieste: "Gli esploratori dell'inconscio" / Mio nonno Cesare Musatti

Chi ha nella propria famiglia figure un po’ ingombranti che hanno acquisito una certa notorietà nel loro campo o è irresistibilmente attratto in quell’ambito, in modo un po’ ineluttabile, oppure se ne sta accuratamente alla larga a qualche chilometro di distanza. Io appartengo a questo secondo gruppo, non ho mai letto per intero alcuno dei libri di mio nonno, nemmeno quelli più godibili e “divulgativi” dell’ultimo pezzo della sua vita. Professionalmente mi sono tenuta alla larga sia dalle orme del nonno sia – per non sbagliare: penso però sia stata una scelta saggia – dai percorsi lavorativi di mio padre e mia madre. Di mestiere faccio l’avvocato giuslavorista, di psicoanalisi e di psicologia so molto poco e quel che so lo ho appreso, potrei dire “per osmosi”, da mio nonno, da mio padre...

Addii (1952-2018) / Eimuntas Nekrosius, la vita in palcoscenico

La prima volta che ho visto uno spettacolo di Nekrosius non mi sono reso conto di stare vedendo uno spettacolo di Nekrosius. 1989, Teatro Festival Parma, una rassegna che ha rivelato tanto teatro straniero. È annunciato uno Zio Vanja in russo, o forse in lituano, senza traduzione. Inizia alle 22, dura quattro ore. Mi dico: provo a vederne un po’… Lo spettacolo mi ipnotizza. Ricordo il ritmo da vaudeville, come lo voleva Cechov, insieme ridicolo e tragico. Servi clown. Attori di grande presenza, che comunicavano perfino in una lingua sconosciuta. Colpi di pistola, che annunciavano quello della scena madre… Un Cechov che negava la tradizione naturalistica raccontando la fine di un mondo… Dovetti correre a prendere il treno prima della fine. Con rimpianto.   Ho scoperto molto dopo che l...